ADRIANA MATHER.
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ANTICHE VOCI DA SALEM.
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Parte 2.
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Titolo originale: How to hang a witch.
Traduzione di: Leonardo Taiuti.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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30.
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Sono l'unica a vederti.
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Sento i rametti spezzarsi sotto il mio peso mentre corro tra gli alberi immersi nel buio. C' un
uomo in piedi in una pozza di luce, poco pi avanti. Un ramo mi graffia la guancia, mi copro il viso ma
non mi fermo. Devo raggiungerlo.  giovane, sulla ventina, e indossa abiti antiquati. Tiene le mani
dietro la schiena, proprio come fa sempre Elijah.
Alza lo sguardo quando arrivo nella radura: osserva un corvo posato su un grosso ramo. Un
ramo da cui pende un cappio. Cerco di urlare, ma il suono che mi esce  attutito.
Mi tiro a sedere sul letto, gridando. Il cellulare segna le 7:27 di mattina. Mi alzo, cercando di
scuotermi di dosso l'ansia di questo brutto sogno.
 mercoled, oggi non c' scuola. Percorro il corridoio fino alla stanza di Vivian, sperando che
sia sveglia e possa accompagnarmi a Boston.
La porta  aperta di uno spiraglio e, quando entro nella camera, vedo che il letto  rifatto e non
mi sembra che sia in bagno. Adocchio il conto dell'ospedale sul cassettone. Solo un'occhiata...
Con cautela lo tiro fuori da sotto la pila di fogli. C' scritto: DETTAGLIO DELLE
PRESTAZIONI  IL PRESENTE DOCUMENTO NON COSTITUISCE FATTURA. Che sia un
elenco delle cure mediche coperte dall'assicurazione di pap? Ci sono colonne e colonne piene di
numeri, e le cifre pi alte sono tutte in quella dei costi a carico dell'assicurazione, per svariate migliaia
di dollari. Quando controllo l'ammontare della caparra e delle spese a carico del paziente vedo soltanto
un elenco di zeri. Giro pagina e anche l mi trovo davanti la stessa cosa.
Arrivo in fondo all'ultima pagina, quella dei totali. Alla voce A CARICO DEL PAZIENTE
(IMPORTO PAGATO O DOVUTO ALL'ENTE ASSICURATIVO) c' scritto $0. Guardo la data e
vedo che il documento risale a meno di due settimane fa. Il mio cuore manca un battito e rimetto i fogli
dove li ho trovati.
Che significa esattamente? Che Vivian mentiva quando mi diceva che le spese mediche di pap
erano molto alte?  un'eventualit che mi terrorizza, e non tanto perch mi ha detto una bugia, quanto
per la portata di tale bugia.
Scendo le scale e devo aggrapparmi al corrimano. A meno che non mi stia sfuggendo qualcosa,
stando a quei documenti non c'era alcun motivo di vendere la casa di New York. Perch, allora?
Denaro? Ma mio padre guadagna un sacco di soldi, non ha certo problemi economici. Vivian vuole pi
soldi,  l'unica risposta possibile. E quindi cos'ha in mente? Vuole aspettare che muoia pap per
mettere le mani sul malloppo? Mi sento male. Ne sarebbe capace davvero?
Sembra tu abbia visto un fantasma dice Vivian dal fondo delle scale.
Ho paura di incrociare il suo sguardo. Non so cosa potrei dirle, non posso credere di essermi
quasi confidata con lei ieri sera. Ho solo fatto un brutto sogno.
Ho appena parlato con l'ospedale: il medico ha programmato degli esami per tuo padre, oggi
pomeriggio. Ci ha consigliato di andare a trovarlo nel fine settimana.
Ora s che la guardo. Mi verrebbe da dirle che non ha il diritto neppure di nominarlo, mio padre.
Si acciglia. So che sei delusa, ma non essere arrabbiata con me. Non sono io il suo medico.
Le passo accanto senza dire una parola. Vado dritta in cucina. Vorrei gridare e sbraitare, ma non
posso. E se davvero stesse aspettando che mio padre muoia per prendersi i suoi soldi? Accusarla
potrebbe spingerla a un gesto sconsiderato.  lei ad autorizzare i suoi trattamenti medici. Devo
riflettere, non posso farle capire che ho trovato quel documento.
Metto lo zucchero nel caff e lo mescolo senza quasi guardare la tazzina. Devo spezzare questa
maledizione.  l'unico modo che ho per aiutare pap, per fare in modo che si svegli.  dura, ma ho
bisogno di credere in qualcosa.
Va tutto bene? chiede Elijah.
Come funziona questa cosa di essere uno spirito? gli chiedo di rimando senza rispondere.
Bevo un sorso di caff.
Non capisco cosa tu mi stia domandando.
Hai detto che mi hai seguita per un po' quando sono arrivata qui. Che intendevi dire?
Se so dove ti trovi e mi concentro sull'immagine di te in quel luogo, posso vederti.  come se
aprissi una finestra sul tuo mondo, un po' come la vostra televisione. Se sai su che canale sintonizzarti
e a che ora, puoi vedere quello che ti interessa.
Okay, questo spiega come faceva a sapere che ero in pericolo, alla festa. E se non sai dove
sono?
Allora devo cercarti. Pu volerci un po'.
E per quanto riguarda le cose tangibili? Mi spiego, se per esempio mi porti una tazza di caff,
gli altri possono vederla fluttuare?
Questo  pi complesso. Sono in grado di far scomparire le piccole cose, ma non gli oggetti
pi grandi.  un meccanismo analogo alla forza fisica degli esseri umani in carne e ossa: alcune cose
sono abbastanza forte da spostarle, altre non riesco a muoverle. E far scomparire e ricomparire gli
oggetti da un luogo all'altro  ancora pi difficile. Ci vuole molta pratica e pari concentrazione.
E io? Se mi sollevi?
Sembra divertito. Sembrerebbe che tu stia galleggiando a mezz'aria. Difatti non sono in grado
di far scomparire i vivi, ma solo gli oggetti inanimati.
Non le capisco, queste regole.
Le capirai.
Puoi farmi un favore?
Mi domandavo quanto ci avresti impiegato a chiedermelo. Sono gi andato a riprendere il
cappotto.
Oh, grazie! Mi imbarazza scoprire quanto io sia prevedibile. In realt volevo chiederti se
potessi andare all'ospedale, da mio padre. Vivian ha detto che oggi gli fanno degli esami, ma non so se
crederle. Non vedevo l'ora di andare a trovarlo.
S,  corretto. Oggi lo sottopongono ad alcuni esami.
Mi butto su una sedia davanti al tavolino sotto la finestra. Come lo sai? Ti sei concentrato su di
lui, o qualcosa del genere? Se sa dov' mio padre, questo significa che mi ha tenuta d'occhio quando
sono andata all'ospedale a trovarlo.
No, sono andato da lui poco fa.
Va a trovare mio padre? Come stava?
All'ospedale si prendono cura di lui.
Mi rilasso un po'. Voglio vederlo con tutta me stessa, ma sono felice che stia meglio. E il
pensiero di andare in ospedale con Vivian ora come ora mi atterrisce. Non sopporterei proprio di
guardarla mentre finge che le importi della sua salute.
Se non posso andare all'ospedale, allora... Dobbiamo scoprire qualcosa di pi sulla
maledizione e su cos'ha provocato quel casino, ieri sera.
Potrebbe volerci un po'. Devono ancora riprendersi.
Tutte le Eredi hanno avuto lo sfogo?
S, e Susannah  quella che lo ha avuto in forma pi grave.
Quindi sono davvero l'unica a non essere stata colpita?
Temo di s.
E io che speravo che qualcun altro fosse stato altrettanto fortunato. Sospiro.
Ho passato la notte a leggere le ricerche condotte da tua nonna. Ancora non ho terminato.
Ti aiuter io. Mi alzo ed esco dalla cucina. Sono contenta che Elijah non abbia bisogno di
dormire e che possa fare queste cose anche di notte: sono agitata e ho paura che non riusciremo a capire
in tempo come risolvere la questione. Temo che da un momento all'altro il mio mondo vada a pezzi.
Lui non batte ciglio, stavolta. Anzi, mi cammina accanto fino alla biblioteca.
Come mai sono l'unica a vederti?  perch scegli di non mostrarti alle altre persone? dico a
bassa voce. L'idea mi solletica.
Lui richiude la porta della biblioteca dietro di noi. Io non ho alcuna responsabilit in questo.
E la mia teoria va a farsi benedire. Allora perch io ti vedo?
Non ho alcuna risposta.
Tiro il gancio nel caminetto ed entriamo nel corridoio segreto. Ma tu sei morto.
Ne sono consapevole.
Non dovresti saperle, queste cose?
Lui per poco non scoppia a ridere. Non posseggo pi conoscenze rispetto a quando ero vivo.
Mi sposto solo pi in fretta da un luogo all'altro.
E ciao ciao anche alla mia idea secondo cui quando si muore si diventa pi saggi. Hai
incontrato altre persone che riescono a vederti?
S, alcune. Un numero esiguo.
Quando arrivo in cima alle scale vedo che Elijah ha risistemato le pile di libri. Ora sono pi
ordinate e la polvere  sparita. Pulizia spirituale?
Non so se voglio davvero fargli questa domanda, ma la curiosit vince su tutto: Se vedo te,
allora posso vedere anche altri spiriti?.
S.
Depenno all'istante la voce visitare cimiteri dalla mia lista delle cose da fare. Non  che per
tutto questo tempo ho creduto di vedere persone vive e vegete che invece erano spiriti, giusto? Che
libri ci sono in quella pila? Forza, pensiamo a qualcosa di pi allegro. Le maledizioni, per esempio.
Per lo pi materiale sui processi e sulla famiglia Mather. Ho lasciato Salem prima che i
processi alle streghe giungessero al termine, pertanto ho dovuto rimettermi in pari.
Perch te ne sei andato?
Nessuno che si toglie la vita  felice nel luogo in cui vive.
Non fa una grinza, in effetti. Posso solo immaginare la sua sorpresa quando, una volta morto, si
 ritrovato di nuovo qui a Salem. Me ne sarei andata anch'io, al posto suo. E ora  tornato a fare
ricerche sui processi alle streghe. A quanto pare non si pu evitare il proprio destino. Neanche da morti.
31
Amore e frecce
Giro l'ultima pagina del blocco su cui mia nonna ha preso nota delle sue ricerche. Non c'
niente di nuovo neanche qui dico a Elijah, che ha davanti a s una serie di diari presi in svariate
collezioni storiche e nelle soffitte di chiss chi.
La ricerca non  un processo istantaneo, va costruita pezzo dopo pezzo. "Veloce" non 
sinonimo di "bene". Se lavori in fretta non troverai mai niente, ci sar sempre qualcosa che ti sfugge.
Pi facile a dirsi che a farsi, visto che la vita in pericolo  quella di mio padre. E la signora
Meriwether? Conosceva bene mia nonna. Forse c' qualcosa che non ha scritto da nessuna parte,
qualcosa che la signora Meriwether potrebbe sapere...
 possibile. Tuttavia la conversazione con quella donna dar qualche frutto soltanto se sarai
diretta.
Eri l a origliare l'altro giorno, quando sono andata a casa sua?
Mi guarda con aria di disapprovazione. Perfetto. Significa che mi ha sentito parlare con Jaxon.
Che imbarazzo... Sono gi abbastanza goffa di mio, senza tizi morti e molto attraenti che sentono tutto
quello che dico. Forse  meglio tenere la bocca chiusa il pi possibile.
Sfoglio di nuovo il blocco con gli appunti, per vedere se mi sono persa qualcosa. Credi che
questi schizzi abbiano un significato? Mia nonna faceva sempre dei disegni ai margini delle pagine, ma
non dice mai niente di specifico in proposito.
Forse. Fammi vedere.
Passo a Elijah il quaderno, lui lo studia e aggrotta le sopracciglia. Ce ne sono altri?
S, ma ritraggono tutti una donna con i capelli lunghi e mossi, sempre vista di spalle.
Lui sfoglia in fretta le pagine. Non mostrano mai un viso?
No, perch?
Dovresti chiederlo alla signora Meriwether.
C' qualcosa di strano?
 meglio fare troppe domande che troppo poche.
Su questo sono d'accordo, ma ho la sensazione che ci sia qualche dettaglio che non vuole dirmi.
Okay, vado subito da lei.
Lui annuisce e continua a leggere. Esco dal passaggio segreto e, quando ricompaio in
biblioteca, la luce fuori si sta gi affievolendo. Appena tramonta il sole dovr andare a cercare le Eredi.
Eccoti qui, finalmente. Dove sei stata tutto il giorno? mi chiede Vivian appena mi vede.
Qui.
Prima ti cercavo, ma non sono riuscita a trovarti.
Avevo sentito che mi chiamava, ma non avevo alcuna voglia di rispondere. Sar stata fuori a
fare due passi.
Non sembra convinta. Pu darsi.
Vado dai vicini.
Okay. Controlla il suo orologio d'oro. Torna per le sette, per. Ho ordinato una quantit
spropositata di cibo francese, per cena.
Ah. Non so cosa dire. Mi torna in mente l'immagine di una Vivian pi giovane, a Parigi, che
scatta quella foto nel caff. Da quando l'abbiamo conosciuta, la cucina francese  sempre stata un
elemento chiave del nostro rapporto, un qualcosa che  soltanto nostro. Abbiamo sempre mangiato
francese nelle occasioni speciali, come quando pap tornava da un lungo viaggio, o per festeggiare la
prima nevicata dell'inverno.
So che sei triste per non aver potuto vedere tuo padre, oggi. Pensavo che magari una bella
cenetta ti avrebbe rallegrata. E possiamo fare quella chiacchierata, se ti va. Ho paura che sverrai
quando vedrai quanti dessert ho preso.
 doloroso vederla cos premurosa e gentile dopo aver letto quel documento. Devo andare
dico, scacciando la tristezza.
Esco e vado a casa della signora Meriwether, indugiando sulla veranda con il pensiero di Vivian
ancora in testa. Faccio per bussare, ma Jaxon esce proprio in quel momento.
Ehi, non pensavo fossi a casa. Sono venuto, prima, ma non c'era nessuno.
Davvero? Non avr sentito bussare. C' tua madre?
E io che credevo fossi qui per me.
Sorrido. Volevo parlarle di alcune cose che ho trovato, cose che appartenevano a mia nonna.
Sto giusto andando da lei.  alla fiera per il Remembrance Day, gi al parco. Ha una
bancarella di dolci. Vieni con me.
Non lo so... Guardo il sole, che ormai  a malapena visibile. Devo trovare le Eredi.
Sam,  il tuo primo autunno qui a Salem. La prossima fiera sar tra un anno.
Ehm... mi sa che dovevo fare una cosa con Susannah.
C' anche lei, alla fiera. L'ho vista arrivare poco prima di dover correre a casa a prendere dello
spago per mia madre. Vieni, c' tutta la citt. Sar divertente.
Mi rilasso un po'. Almeno non devo andare a cercarle a casa. Chiss cosa pensano di me i loro
genitori, dopo ieri. Okay.
Jaxon e io ci incamminiamo verso il parco. Se fai la brava con me, potrei anche farti
assaggiare una delle famose funnel cake di mia madre.
E se tu fai il bravo con me, non ti far venire di nuovo quello sfogo da zombie.
Sono contento che ti sia tornato il senso dell'umorismo. Basta musi lunghi.
In realt il muso lungo ce l'ho ancora, solo che non sarebbe giusto imporlo a Jaxon, poverino.
Sei molto carina per essere una strega.
Scherza, lo so, ma la definizione strega si avvicina pericolosamente alla verit, viste le cose
strane che ho fatto ultimamente. Secondo te  possibile che quello sfogo sia opera di stregoneria?
Jaxon scoppia a ridere. Certo! Bella teoria,  davvero perfetta per questo posto.
Che risposta del cavolo. Scusa se te lo chiedo, ma come mai Lizzie ha detto che tua madre 
pazza?
Digrigna i denti. Mia madre ha passato un brutto periodo dopo la morte di pap. Era depressa e
per un po' ha continuato a parlare con lui. Faceva anche... altre cose bizzarre, cos tutta la citt credeva
che fosse fuori di testa. In tanti hanno anche smesso di entrare nella sua pasticceria. Ci sono voluti due
anni perch le cose tornassero alla normalit. Abbiamo quasi perso la casa, e Lizzie, diciamo che, be',
ha contribuito a diffondere quelle brutte voci. Non era una fan neppure di tua nonna.
A quanto pare non aveva molti ammiratori, mia nonna. Wow, Jaxon. Non so cosa dire. Per
forza  cos gentile con me anche se il resto della scuola mi detesta. Sa come ci si sente quando tutti
parlano male della tua famiglia. Potrei uccidere Lizzie per averti detto una cosa simile.
A quelle parole sorride di nuovo. Non sar certo io a impedirtelo.
Ci avviciniamo al Salem Common, un ampio parco al centro della citt strapieno di luci e
persone. Si sente della musica e l'aria  pervasa dall'aroma di cibo da strada. Tutti chiacchierano
piacevolmente.
Jaxon mi accompagna tra la folla fino alla bancarella di sua madre. Ehi, mamma. Guarda un
po' chi ho trovato in veranda! Era venuta a parlare con te.
Oh, Samantha! Che bellissima sorpresa. Tieni, assaggia una funnel cake.
Non resisto quando mi passa un piatto con un delizioso impasto fritto coperto di zucchero a
velo.
Mamma, hai appena mandato a monte la mia strategia.
Lei guarda prima il figlio poi me. Samantha non  una sciocca, caro. Dovrai inventarti di
meglio, non ti servir a nulla ricattarla con il mio cibo. Rido. Ah, quanto lo conosce bene! Allora,
mia cara, di cosa volevi parlarmi?
A quanto pare mi legge l'esitazione sul viso, perch dice: Jaxon, renditi utile e occupati della
bancarella mentre io e Samantha facciamo due chiacchiere.
Lui si accomoda dietro il banco e, prima di cominciare, spazzo via con la mano lo zucchero che
mi  finito sulla maglietta: So che  una domanda strana, ma stavo leggendo i diari di mia nonna e ho
notato che disegnava sempre una donna con lunghi capelli mossi. Le dice qualcosa?.
L'allegria della signora Meriwether scompare all'improvviso. Charlotte faceva un sacco di
incubi, poverina. Specialmente verso la fine. E in quasi tutti c'era questa donna. Non l'ha mai vista in
faccia, ma la chiamava "la donna corvo" perch ogni volta aveva intorno quegli uccelli.
Mi fermo con la funnel cake a mezz'aria. Nel sogno di stanotte anch'io ho visto un corvo.
Pensava che quella donna fosse collegata in qualche modo con la maledizione dei Mather.
Cosa di cui sospetto tu sappia tutto, dato che leggi i diari di Charlotte.
Mi ha appena risparmiato una domanda imbarazzante. Anche lei crede che esista una
maledizione, quindi?
La signora Meriwether stringe le labbra. Non lo so, ma Charlotte ne era convinta, anche se non
 mai riuscita a venirne a capo. E lei per me era molto speciale, come ti ho detto. A volte si fanno delle
cose perch ci si fida ciecamente di qualcuno, non perch si crede a tutto ci che quella persona fa.
Immagino che l'idea stessa di una maledizione fosse considerata piuttosto folle. Sono felice che
mia nonna potesse contare sulla signora Meriwether. Ha senso, s. Grazie.
Ma figurati, cara. Ora immagino tu voglia goderti questa bella festa. Jaxon!
Lui non se lo fa ripetere due volte e torna di corsa da noi. Hai scoperto quello che volevi?
Annuisco e mi porta via, guidandomi tra la folla. Che ci sia un legame tra il mio sogno e la
donna corvo? Voglio chiederlo a Elijah. Mi guardo intorno alla ricerca delle Eredi, ma senza fortuna. In
compenso mi becco qualche occhiataccia.
Facciamo qualche lancio? chiede Jaxon. Siamo arrivati davanti a uno di quegli stand da luna
park in cui bisogna centrare con la palla un buco poco pi grosso della palla stessa.
In quel momento ci passa accanto una coppia, e la donna sta dicendo al compagno: Ho solo
una brutta sensazione. Ci sono stati troppi incidenti e troppi morti, di recente. Non  naturale.
Continuano a camminare e la loro conversazione viene sommersa dal chiasso della festa.
Possiamo trovare Susannah, prima? chiedo.  una questione della massima urgenza, devo
sbrigarmi.
Sam, a meno che non ci sia qualche motivo davvero importante, insisto perch tu ti diverta.
Visto che non ho intenzione di rivelargli nulla, ho bisogno di un'altra scusa.
Tiriamo con l'arco? chiedo, indicando alcuni bersagli allineati contro delle balle di fieno.
Assolutamente s!
Ci fermiamo e aspettiamo in fila dietro al tizio che consegna gli archi. A una condizione dico,
sperando di non dovermene pentire. Se vinco mi aiuti a cercare Susannah. Se perdo scegli tu il
prossimo gioco.
Ci sto dice sorridendo. Noto che continua a fissarmi con uno strano ghigno e mi sento a
disagio.
Che c'?
Hai dello zucchero a velo sulla faccia.
Cosa? E me lo dici solo ora?
Mi ferma la mano prima che possa togliermelo. Lascialo l.
Sei pazzo? Non resto con lo zucchero a velo in faccia.
 carino.
Per nulla. Cerco senza successo di suonare infastidita.
Lui si china e mi toglie lo zucchero con un bacio. Mi sento avvampare nel punto in cui posa le
labbra.
Cerchi di distrarmi per non farmi vincere? chiedo.
Poi mi d un bacio sulle labbra e i miei sensi vanno in tilt, tutti e cinque insieme.
Amore e frecce: cosa c' di pi bello? annuncia un omone con la barba passandoci due archi.
Jaxon e io ci stacchiamo e sono sicura di essere rossa come un peperone.
Quante frecce volete? chiede lui ridacchiando.
Tre ciascuno rispondo.
Tiro fuori il portafogli e pago. Jaxon fa per protestare mentre prendiamo gli archi, ma lo zittisco
subito: Sfida mia, soldi miei.
Avete mai tirato con l'arco? chiede l'uomo.
No fa Jaxon, e io scuoto la testa. Bene, almeno ho buone possibilit di vincere. Non l'avrei
mai battuto al gioco del canestro.
Afferrate l'arco cos. Braccio teso, presa salda. Incoccate la freccia qui, poi tirate il braccio
indietro fino al mento. Non tenete la freccia con le dita, altrimenti quando la scoccherete finir chiss
dove. Capito? Annuiamo e l'uomo fa partire la freccia, andando a colpire una piccola X sulla parete
dietro il bersaglio.
Grazie fa Jaxon, e l'uomo si allontana.
Tira tu per primo dico io.
Jaxon si avvicina alla barriera fatta di fieno e si mette nella posizione che ci ha appena mostrato
il tipo barbuto. Scocca la prima freccia e colpisce l'anello pi esterno del bersaglio. La seconda si
conficca leggermente pi a sinistra. La terza, invece, finisce dritta nell'anello pi interno, a pochi
centimetri dal centro perfetto. Cavoli.
A quanto pare sar io a scegliere il prossimo gioco dice Jaxon. Sto pensando a una gara a
chi mangia pi torte.
Taci. Mi avvicino alla barriera. Al primo tiro tocco la freccia con le dita e, con mia grande
delusione, la vedo cadere a terra due metri prima del bersaglio. Jaxon ridacchia. Per fortuna la seconda
si pianta nel cerchio centrale.
Nervoso? chiedo.
Neanche un po'.
Prendo la mira con il braccio tremante. Non appena scocco, Elijah mi compare davanti e la
freccia gli passa attraverso. Grido di sorpresa e faccio un salto all'indietro, finendo addosso a Jaxon.
Lui mi avvolge in un abbraccio e l'istruttore mi prende l'arco.
Jaxon mi stringe forte. Devo ammettere che  stato uno degli approcci pi teatrali che abbia
mai visto, ma considerando che hai appena fatto un centro perfetto, non ho nulla da dire. Anzi, ho la
sensazione che tu mi abbia fregato.
Il mio battito cardiaco rallenta e mi rendo conto di aver vinto e che va tutto bene. Cos'era, uno
scherzo? Elijah sembra troppo compiaciuto perch sia successo per caso. Maledetto humor nero. Certo,
 gi morto, ma andiamo! All'improvviso sono fin troppo consapevole del braccio di Jaxon intorno alla
mia vita e mi ritraggo. Non dovrebbe importarmi se Elijah ci vede insieme, eppure mi sento in
imbarazzo.
Prima che possa esultare per la mia vittoria, vedo arrivare Susannah, Mary e Alice.
Andiamo dice quest'ultima. Non potrei essere pi felice di vederla.
Il sorriso di Jaxon scompare. Gentile.
Non ho tempo per i convenevoli.
Detesto essere d'accordo con lei, ma nonostante il suo caratteraccio Alice ha ragione. Mi volto
verso Jaxon, che sta per risponderle piccato, e gli metto le mani sul petto. Va tutto bene. Ti chiamo
pi tardi.
Non ti capisco, Sam. Perch scodinzoli dietro ad Alice?
Perch  meno idiota di molti altri risponde lei.
Che tu ci creda oppure no dico a Jaxon, credo fosse un complimento.
Jaxon scuote la testa. Che dovete fare di tanto importante?
Devo andare, davvero. E mi avvio dietro alle Eredi.
Lui sembra deluso. Capita fin troppo spesso.
Prima che possa dirgli che mi dispiace, Mary mi prende per un braccio e mi trascina via.
Muoviamoci. I miei mi lasciano stare fuori solo qualche ora.
E abbiamo perso gi mezz'ora per venirti a cercare a casa. Chi l'avrebbe mai detto che ti
saresti fatta vedere in pubblico? prosegue Alice mentre ci avviciniamo al limitare del parco.
Ce l'hanno davvero con me per quella storia degli sfoghi?
Susannah annuisce. Ho detto alla polizia che non  stata colpa tua, ma girano un sacco di
voci. Spero che Lizzie non se la sia presa con lei, ieri sera.
Alice tira fuori le chiavi dell'auto di Mary e apre la portiera. E la cosa buffa  che la gente dice
che la strega sei tu. Scommetto che Cotton si sta rivoltando nella tomba.
Vorrei ridere, ma  una situazione surreale. Avete scoperto qualcosa che possa spiegare cos'
successo?
La casa di Alice era un vero casino, ma non c'era niente di anormale. Se vuoi il mio parere, si
 trattato di un incantesimo dice Mary.  stato assurdo il modo in cui quello sfogo  arrivato e se n'
andato, cos, all'improvviso.
Cazzate. Chi conosci in grado di lanciare un sortilegio tanto potente? chiede Alice.
Be', Lizzie...
No esclama Alice, che sterza bruscamente per evitare un'auto e lo stomaco mi balza in gola.
Non mi piace l'idea che qualcuno possa agitare una bacchetta e far venire uno sfogo a tutti. Mi
sembra troppo... imprevedibile. E a proposito di imprevedibilit, dove sar finito Elijah? Aspettate.
Quindi Lizzie sa fare magie o no?
Be' dice Susannah, non si tratta di saperle fare o meno. Diciamo che tutte noi siamo...
predisposte, ecco. Ma io penso che sia colpa della maledizione.
Non  confortante sapere che esistono persone con una predisposizione per la magia. Se  stata
la maledizione, allora perch a me non  venuto?
 proprio questo che non riusciamo a capire osserva Mary.
Pensierosa, Susannah si stringe il labbro inferiore tra pollice e indice. Lo scopriremo.
So che  una fortuna anche solo che stiano parlando con me, ma c' qualcosa che non mi spiego
in tutta questa storia di Lizzie. Perch Lizzie e John non sono con voi?
Perch Lizzie... comincia Mary.
Ti odia taglia corto Alice.
Susannah si gira verso di me. Lizzie pensa che tu sia responsabile di alcune cose che sono
successe a Salem da quando sei arrivata.
Ed esce con John, fra l'altro interviene Mary.
Be', non  che Lizzie abbia torto, a dirla tutta. E non mi sorprende che lei e John stiano insieme.
Avrei potuto anche capirlo da sola, se non fossi stata tanto preoccupata per via della maledizione, e di
mio padre.  per questo che mi segue?
Basta intima Alice e Susannah distoglie lo sguardo.
 successo qualcosa che non so?
Alice inchioda nel parcheggio del Walgreens. Mezza scuola con uno sfogo non ti basta?
La vista degli alberi immersi nel buio mi fa tornare in mente il sogno che ho fatto, e quasi mi
sento mancare. Sai cosa voglio dire.
Mary mi passa il mantello con il cappuccio e me lo infilo.
32
I segni della stregoneria
Alice ci precede su per il pendio. Tra noi grava un silenzio carico di segreti. Cerco di
dimenticare dove mi trovo, ma via via che ci allontaniamo dalle luci del parcheggio e ci inoltriamo
nella foresta, l'ansia minaccia di sopraffarmi.
Il mantello mi si impiglia in un ramo e sono costretta a fermarmi, sobbalzando per lo spavento.
Le altre non si accorgono di niente e continuano a camminare. Do qualche strattone al mantello ma non
riesco a liberarlo. Al buio ogni cosa sembra uguale: ombre esili e contorte, nero su nero.
Aspettate! grido.
Il vento ulula tra gli alberi e il suono che produce somiglia in modo inquietante al pianto di
donna che ho udito in quell'orribile casa. Strattono con forza il ramo che trattiene la stoffa e la
corteccia mi ferisce il palmo.
Sono qui, Samantha dice Elijah.
Faccio un bel respiro e mi metto una mano sulla fronte nel tentativo di calmarmi. Elijah libera il
mantello e il tremore che mi ha preso alle gambe si placa. Gli stringo forte la mano, forse anche troppo.
Lui non dice nulla, ma risponde alla mia stretta con le sue dita fredde. Raggiungiamo le altre, che
appena mi vedono ricominciano a camminare.
Arriviamo nella piccola radura dell'altra volta e Mary tira fuori la coperta. Le ragazze, nel
frattempo, preparano le erbe. Dal canto mio sono sbalordita che Alice abbia ritrovato il posto senza
difficolt, non so se ne sarei stata capace.
Ci sono tutti i segni della stregoneria dice Elijah lasciandomi la mano. Sono sul punto di
rispondere, ma riesco a controllarmi.
Susannah accende le candele e mi guardo intorno, temendo di vedere un cappio pendere da
qualche ramo. Vorrei tanto poter cancellare quel sogno dalla mia memoria... Alla luce delle candele
Mary appare nervosa quanto me. Susannah sembra solo un po' tesa, mentre Alice  rilassata come
sempre. Non la capisco proprio, questa ragazza.
Susannah inizia a ripetere le parole della... litania? L'aspettativa pervade l'aria, densa come una
nube prima del temporale.
Invoco il potere del fuoco dico con sicurezza quando tocca a me. Elijah mi guarda con aria
scettica.
Le voci delle altre si uniscono alla mia: Che possa illuminarmi la via e rendere fervente il mio
spirito. Che attraverso la purificazione io possa vedere con chiarezza.
Accendiamo i mazzetti di erbe e li gettiamo nella ciotola di legno.
Credo in ci che ho detto, e dico ci che penso. Conosci il mio desiderio e dammi chiarezza
diciamo lentamente, per permettere anche a me di ripetere. L'odore pungente delle erbe in fiamme
riempie l'aria.
Ci diamo la mano e mi irrigidisco tutta. Per un attimo non succede nulla, poi, come l'ultima
volta, i visi delle ragazze cominciano a baluginare, prima pian piano, poi sempre pi forte, finch non
si fanno sfocati e irriconoscibili. I corpi diventano confusi, eterei, come se ci fossero altre persone nello
stesso spazio fisico. I volti che si sostituiscono ai loro sono gli stessi dell'altra volta, e in quelle
espressioni c' qualcosa di disperatamente triste.
La donna comparsa sul viso di Mary si guarda intorno e posa lo sguardo su di me. Dice: Questi
alberi erano carrubi, un tempo. Il loro aspetto  nuovo.
L'acqua arrivava fino in cima a questa collina commenta la vecchia nel corpo di Susannah,
sempre rivolta a me. Si chiamava Bickford's Pond.  qui che Benjamin Nurse  venuto a prendere la
salma di sua madre.
Dal crepaccio dove hanno gettato i nostri corpi aggiunge l'apparizione di Alice, con una
durezza che mi ricorda la sua controparte reale. Con lo sguardo seguo il suo dito, che tiene puntato
su alcune rocce appena visibili che scompaiono all'improvviso in un burrone.
Provo una sensazione di freddo e i palmi iniziano a sudarmi. Ma cosa sta succedendo?
19 luglio 1692. Ero nel primo gruppo di condannati riprende l'apparizione di Susannah.
Non lo sto vedendo davvero, giusto? Queste donne... non so cosa pensare. Il cuore mi batte
all'impazzata. Cerco di alzarmi per porre fine a questa visione, o qualsiasi cosa sia, ma il mio corpo
non mi obbedisce. Non riesco a muovere neanche un dito.
La prima volta che sono entrata in quel tribunale dice lo spirito nel corpo di Susannah,
pronunciando la parola tribunale con evidente disgusto, le donne pi giovani hanno cominciato ad
avere delle crisi. Una mi ha persino gettato addosso il suo guanto.
Che le Eredi mi abbiano fatto un incantesimo?
L'apparizione di Susannah corruga il viso in una smorfia. Io ho riso di loro, ma dallo stupore
del magistrato ho capito subito di aver mal giudicato la situazione. "Voi ridete?" mi ha chiesto. "Devo
proprio, nel vedere tale follia" gli ho risposto. Lui, per, era serio. "Per voi  follia il dolore altrui?" ha
ripreso. "Non ho mai fatto del male ad alcun uomo, donna o bambino" ho dichiarato io. Ho persino
recitato alcuni versetti della Bibbia per provare la mia fede. Ma loro hanno asserito che i servi del
maligno sono in grado di imitare gli innocenti. E sospira.
La parte peggiore era la prigione dice l'apparizione di Mary rabbrividendo al ricordo.
No interviene quella di Alice. La parte peggiore  che ci  stata negata una giusta difesa e ci
hanno condannate a morte perch i bambini hanno detto di aver avuto delle visioni in cui noi facevamo
loro del male. Quando quella ragazza ha avuto la crisi, in tribunale, e mi ha accusata di esserne la
causa, le ho detto chiaro e tondo...
I volti delle donne sfarfallano e tremolano. Mary trasale e ansima, rompendo il cerchio. La forza
che mi teneva bloccata sul posto si dissipa e mi porto subito le mani al petto, strattonandomi i vestiti
per respirare meglio.
Sembrava che mi stessero succhiando via la vita ansima Mary.
Stava funzionando dice Susannah, appoggiando le mani sulla terra davanti a s e respirando
forte.
Dovremmo continuare ci esorta Alice.
Mary scuote la testa. Col cavolo.  stato terribile! E per cosa? Per storie che gi conosciamo?
Conoscono queste storie?
Non sapevamo degli alberi e dell'acqua osserva Susannah tra un ansito e l'altro.
Elijah si inginocchia accanto a me. Su di te  comparso Cotton Mather.
Alzo la testa di scatto. Cotton!
Alice non si lascia sfuggire la mia reazione. Come sai che il tuo volto era quello di un uomo?
Non lo sapevo, ho tirato a indovinare.
Stronzate. Sei stata l'unica a non dire niente.
Mary, che ha ricominciato a respirare normalmente, si stringe le ginocchia al petto. Parliamone
in macchina.
Non me ne vado finch Sam non ci dice la verit.
All'improvviso realizzo che probabilmente anche l'ultima volta doveva essere comparso il viso
di Cotton sul mio. E loro lo sapevano e non mi hanno detto niente. A che gioco stanno giocando?
Sapete cosa? Mi sono rotta di rispondere alle vostre domande. Sapevate benissimo che su di me 
comparso Cotton gi la prima volta.
Pure Alice ha ricominciato a respirare meglio. Be', ora ne hai avuto la conferma.
Sapere che me l'hanno tenuto nascosto mi d molto fastidio. Guardo Susannah. E tu volevi che
mi fidassi di te?
Alice si volta di scatto verso di lei. Le hai parlato da sola, senza di noi? le chiede brusca.
Allora Lizzie aveva ragione. Sei stata sleale.
Okay, ora non le seguo pi.
Susannah congiunge in grembo le mani delicate. Ti ho gi detto che  una pessima idea non
dire a Samantha tutto quello che sappiamo. Credi di essere prudente, in questo modo, ma l'unica cosa
che otteniamo  tenere all'oscuro l'unica persona in grado di aiutarci.
O di farci del male puntualizza Alice.
Sono certa che possiamo risolvere la cosa nella jeep dice Mary.
Alice e Susannah si voltano verso di lei ed esclamano all'unisono: No!.
Mary non ha tutti i torti. Il fatto che qui con me ci sia Elijah  l'unico motivo per cui ancora non
sono scappata a gambe levate da questo bosco. E ci nonostante, ogni tanto scruto con sospetto nel
buio tra gli alberi.
Credo che vi sbagliate su Samantha, e per questo potrebbero morire delle persone. Mia sorella
potrebbe morire mormora Susannah.
E se fossi tu a sbagliarti? chiede Alice.
Allora me ne assumer la responsabilit.
Lizzie non ti perdoner mai.
Susannah annuisce. Lo so.
Elijah viene a sedersi accanto a me.
Va bene dice Alice, e fa un cenno di assenso a Susannah.
Alice legge le ossa, proprio come altre persone leggono i tarocchi mi spiega Susannah come
se fosse una cosa normale. E circa quattro mesi fa ha previsto che sarebbe successa una cosa molto
brutta.
Quattro mesi fa mio padre  entrato in coma dico senza pensarci.
Alice e Susannah si scambiano uno sguardo. Da allora, ogni volta che ha interrogato le ossa,
Alice ci ha letto tristezza e lutto e sempre lo stesso avvertimento: sta per accadere qualcosa di brutto.
Mary si stringe pi forte le ginocchia al petto. E le previsioni si rivelano sempre corrette.
Poi sei arrivata tu. E da allora, ogni volta che le ho interrogate, le ossa parlavano di te.
Aspetta, che vuol dire che parlavano di me? Faccio fatica a credere alle mie orecchie. Ossa,
incantesimi e fantasmi... Rivoglio indietro la mia banale realt.
Solo il tuo nome risponde Alice. Ancora e ancora.
Ora la reazione che hanno avuto al mio arrivo, il primo giorno di scuola, non mi sembra pi cos
strana.
Lizzie e io pensiamo significhi che sei tu la cosa brutta in arrivo, ma Susannah non ne 
convinta.
 per questo che Lizzie mi perseguita?
Lizzie ha sofferto molto per questa orrenda catena di eventi dice Susannah. E d la colpa a
te. Se sapesse che ti abbiamo rivelato questa cosa, potrebbe anche voler intervenire.
Vorrei chiedere in che modo Lizzie abbia sofferto, ma so che Alice non me lo direbbe mai. In
che modo?
Con un incantesimo dice Mary.
Elijah, al mio fianco, si irrigidisce.
Devi capire che in citt sono successe strane cose riprende Susannah. Non ci sono state solo
le morti dei discendenti. Lo zio di Alice  il proprietario di una caffetteria. E quando ha aperto, ieri, su
ogni tavolo c'era un cappio. Nessun segno di effrazione, solo quei cappi.
 il Brew? chiedo.
Non dovresti saperlo ribatte Alice. Lo sanno pochissime persone.
Mi guardano tutti, persino Elijah. Ci sono andata l'altro giorno e sul bicchiere di latte che ho
ordinato c'era una macchia di caff che sembrava proprio un cappio. Ho pensato che la ragazza dietro il
bancone volesse prendermi in giro. Comincio a pentirmi di aver fatto quella scenata.
Vedi? Anche quando scopriamo nuove informazioni, viene fuori che tu lo sapevi gi. I volti
sfocati, Cotton, lo schema delle morti dice Susannah.
Restano tutti in silenzio, in attesa.
Guardo Elijah. Tralascia solo i miei dettagli personali mi dice. Non sembra infastidito, ma
risoluto.
Io... vedo gli spiriti. Be', uno, almeno. Nessuna di loro reagisce e mi chiedo se mi abbiano
sentita.
Lo sapevo! esclama Susannah.
Sei una strega commenta Mary.
Non sono una strega.
E questo fantasma  qui con noi, adesso? chiede Alice, scettica.
S.
Dimostralo.
No. Non devo guardare Elijah per sapere che non eseguir alcun giochetto di prestigio.
Alice inarca un sopracciglio.
Mary si guarda intorno nervosamente. Possiamo andare, per favore? Devo tornare a casa.
Per tutta risposta, Alice si alza e Mary schizza in piedi all'istante. Ma ci sono ancora tantissime
domande che voglio fare. E una parte di me teme di essere davvero la causa di questi eventi orribili.
Forse la maledizione fa parte del mio essere?
Spegniamo le candele e rimettiamo tutto nelle borse di Mary e Susannah, facendo piombare il
bosco in un buio ancora pi fitto.
Alice si gira verso di me. Se ci hai mentito sul fantasma e scopro che sei in qualche modo
coinvolta in queste morti, le conseguenze non ti piaceranno.
Ho molto da perdere anch'io se non risolviamo questa cosa. Proprio come voi. Con questa
frase sembro averla convinta, perch si volta e si inoltra nel bosco senza dire altro.
Alice dico e lei si ferma, i capelli biondi che spiccano nell'oscurit. La visione che abbiamo
avuto. Cos'ha detto Alice Parker quando quella ragazza l'ha accusata di stregoneria? Mary prima le ha
interrotte dicendo che conoscono gi queste storie, ma io no. E che le Eredi si fidino o meno di me,
quelle donne cercavano di dirci qualcosa, di questo sono pi che convinta.
Alice si volta. In risposta alle accuse, ha detto: "Spero che Dio faccia spalancare la terra e io
sia inghiottita all'istante, se una sola di queste parole  vera".
33
Arrabbiata, non triste
Vieni qui, subito. La voce di Vivian  glaciale.
Guardo la pendola del nonno nell'ingresso. Sono le 21:27. So di aver saltato la cena, ma al
momento riesco a malapena a guardare Vivian senza che mi venga voglia di piangere e gridare allo
stesso tempo.
Scusati e potrei anche non metterti in punizione.
Dovrei scusarmi e farla finita. E invece... No. Scusati tu. Non ti importa nulla di mio padre...
della nostra famiglia.
Posa il bicchiere di vino e si alza. Non ti dispiace neanche un po', vero?
Samantha, lasciala stare dice Elijah, comparso accanto a un mucchio di bottiglie di vino
vuote.
Forse dovresti andare pi spesso a trovare pap, invece di correre in giro per la citt a fare
shopping e ubriacarti tutto il tempo.
Lo sguardo di Vivian si indurisce. Lo conosco questo sguardo. Abbiamo raggiunto un punto di
non ritorno. A me sembri anche tu straordinariamente socievole, nonostante tu dica di voler stare solo
accanto a tuo padre.
Tu non hai idea di cosa sto facendo.
Ti ho turbata, mon chou? mi deride Vivian, usando il nomignolo con cui mi chiamava pap
quando ero bambina.
Stringo forte i pugni. Fottiti.
La mano di Vivian mi percuote la guancia cos forte e cos velocemente che tutto, per un attimo,
diventa nero. Alzo il mento e la guardo. Non mi massaggio la faccia, anche se fa un male del diavolo.
Voglio dirle che ho trovato il conto dell'assicurazione e insultarla con ogni epiteto che mi viene in
mente ma, prima che possa aprir bocca, il bicchiere di vino si infrange sul pavimento.
Lei sobbalza. Sei in punizione dice guardando i vetri sparpagliati a terra.
Elijah  sono piuttosto sicura che sia stato lui a far cadere il bicchiere  mi tocca il braccio.
Non darle la soddisfazione di farti vedere turbata.
Annuisco e corro in camera mia con lui accanto. Il mio corpo trema senza che io riesca a
controllarlo. Sbatto la porta e chiudo con il chiavistello, poi me ne resto l, in piedi, furiosa. Elijah mi
solleva il mento e mi asciuga una lacrima con il pollice.
Sono arrabbiata, non triste dico. La mia voce per  triste, non arrabbiata.
Non devi spiegarmi nulla.
Di questo gliene sono grata. Non voglio parlare di come mi sento. Voglio solo mio padre.
Ti porto del ghiaccio. E svanisce.
Non piangere mi ripeto, e mi asciugo gli occhi con la manica della felpa. Faccio dei respiri
profondi ed Elijah ricompare con una borsa del ghiaccio. Grazie gli dico.
Gradisci una tazza di t?
La formalit con cui mi fa quella domanda mi coglie di sorpresa.
In effetti s, mi andrebbe. Lo bevi con me?
Certamente.
Scompare all'istante e io mi tolgo gli stivali. Comincio a camminare per la camera con il
ghiaccio premuto sulla faccia, cercando di non pensare a Vivian e di capire invece cosa fare adesso.
Come mai sul mio viso  comparso quello di Cotton? Non mi piace l'idea di essere in qualche modo
legata a lui. E se lo sono, non significa mica che  intrappolato qui come Elijah...? O peggio,
intrappolato dentro di me?
Elijah ricompare con il vassoio del t. Sottobraccio tiene un cestino di vimini e ha un
asciugamano dall'aria soffice drappeggiato sulla spalla. Per la prima volta in assoluto, sembra incerto.
Reggeresti un attimo il vassoio, Samantha? Sono sicura che arrossirebbe, se avesse ancora sangue
nelle vene.
Mi tolgo il ghiaccio dalla guancia e prendo il vassoio. Cos' questa roba?
Lui stende l'asciugamano sul pavimento. Un picnic da camera.
Per poco non faccio cadere il vassoio. Perch fa tutto questo? Riprende il t e lo appoggia al
centro dell'asciugamano. Mi offre la mano e, quando le nostre dita si toccano, mi accendo tutta. La mia
temperatura corporea sale a dismisura e distolgo lo sguardo. Ci sediamo, poi apre il cestino e tira fuori
del cibo dall'aspetto delizioso.
Dove hai preso tutto questo? chiedo.
Il t e gli scones a Londra. I tramezzini e i pasticcini a Parigi. E la crema del Devonshire nel
Devonshire.
Ha girato mezza Europa per prendere da mangiare... per me? Cosa sta succedendo? Nessuno
mi aveva mai fatto passare la tristezza in questo modo.
Lui sorride e tutta l'incertezza sembra svanire.  un sorriso vero. Il primo che gli vedo fare. E...
ha le fossette! Vorrei tanto toccarle. Devo cambiare argomento all'istante, prima di mettermi in
imbarazzo da sola. Credi che Cotton sia intrappolato dentro di me?
Mi offre un tramezzino. Il pensiero mi ha sfiorato, in tutta sincerit.
Faccio una smorfia. Mi viene da vomitare.
Evita di farlo mentre mangiamo. Te ne sarei grato.
Mi metto a ridere. Quando fa le battute mi coglie sempre di sorpresa. Mi chiedo come fosse
prima della morte di Abigail. Dopo stasera ho l'impressione di non sapere nulla su Cotton.
Dunque, so che nacque nel 1663 da un'importante famiglia di pastori puritani e che segu le
orme del padre. Era uno scrittore molto prolifico e produsse quasi quattrocento opere tra libri e
pamphlet.
Guardo i volumi che mi sono portata in camera dallo studio segreto della nonna. Uno  stato
scritto da Cotton. Lo legger per primo. Nei suoi appunti mia nonna dice che Cotton aveva un
rapporto difficile con il padre e che alcune delle cose che ha fatto forse le ha fatte per impressionarlo.
Increase Mather era una figura molto influente nella comunit puritana. Cotton era
determinato a ottenere altrettanti successi. Increase non voleva che durante i processi fossero tirati in
ballo gli spettri, mentre i testimoni affermavano che gli spettri, o gli spiriti delle streghe, cercavano di
far loro del male.
Gli guardo le labbra mentre parla. Sono fredde come le sue mani? A lezione di storia ci hanno
detto che spogliavano gli accusati per cercare i "capezzoli delle streghe". Inquietante da morire.
Cercavano qualcosa da cui un "familiare demoniaco", cos lo ha definito il mio insegnante, potesse
poppare. E poi punzecchiavano le streghe con degli spuntoni, giusto? Per capire se sentivano dolore. 
roba da pazzi squilibrati.
Esatto. Spesso mostravano come prova di stregoneria delle semplici punture d'insetto. Oppure
fingevano delle crisi in presenza della presunta strega.
All'improvviso gli sfoghi sbucati dal nulla alla festa di Alice non mi sembrano pi cos assurdi.
E la gente credeva sul serio a queste cose?
Elijah mastica con aria meditabonda. Gli accusatori erano molto convincenti. Come la mia
promessa sposa, una delle pi appassionate.
Cosa provavi al riguardo?
All'inizio credevo che le sue asserzioni fossero legittime e che si sentisse davvero male. Ero
terribilmente preoccupato per lei. Si irrigidiva e smetteva di parlare o, all'improvviso, si spaventava per
qualcosa di invisibile. Ho vegliato molte notti nel tentativo di trovare una soluzione al suo problema.
Invece era soltanto gelosa del tuo rapporto con Abigail? Deve essersi sentito tradito nel
profondo, poverino.
Gi. Di certo  cominciato tutto per questo. Poi  diventata una questione legata a vecchi
insulti e liti tra famiglie. Era consumata dal rancore. E le sue accuse sono costate la vita a tanta brava
gente. Quando me ne sono andato era solo l'ombra della ragazza che avevo amato. Un'ombra cupa e
distorta.
Sembra quasi una versione horror della vita in un liceo... Come facevano a mandarsi a morte a
vicenda in questo modo?  una cosa crudele.
Lei lo faceva per sentirsi importante. La gente voltava il capo dall'altra parte: nessuno voleva
compromettersi in difesa degli accusati. I primi a essere tacciati di stregoneria, a Salem, furono uno
storpio, una vagabonda e una serva. Chi mai si sarebbe esposto per discolparli?
Povera gente...
Non  poi troppo diverso dalla tua situazione, Samantha. Credi che le Eredi avrebbero potuto
tormentarti in quel modo, senza il consenso degli altri studenti e degli insegnanti?
Non  che fossero proprio d'accordo.  che sono rimasti zitti, tutto qui obietto.
Il silenzio di molti pu essere una sentenza di morte. A Salem  stato cos.
Per quelle accuse sono finite in tribunale.
Elijah annuisce. All'epoca i tribunali erano diversi. Gli imputati non avevano modo di
difendersi.
Ma  terribile. Quindi, una volta arrivato a processo, venivi dichiarato colpevole e basta?
Entravi dalla porta del tribunale e ne uscivi solo per essere impiccato all'albero pi vicino.
Qual  stato il ruolo di Cotton, esattamente?
 complicato. Redasse un trattato che analizzava nel dettaglio un episodio di stregoneria
avvenuto a Boston. All'epoca esisteva pochissimo materiale scritto e il libro di Cotton produsse
l'effetto di una delle vostre riviste scandalistiche. Come puoi immaginare, in breve tempo divent
estremamente popolare e, quando a Salem si diffuse l'isteria, gli accusati di stregoneria mostravano gli
stessi sintomi descritti nel trattato. E gli accusatori avevano in casa una copia del libro.
Oh, cielo. Cos, senza volerlo, Cotton ha scritto un manuale su come accusare le streghe?
Forse il discorso che Lizzie ha fatto in classe non era poi cos lontano dalla verit, dopotutto.
Pi o meno. Inoltre devi capire che la societ puritana era austera in modo quasi oppressivo.
Tutti lavoravano, pregavano e basta.
Quindi, alle prime accuse,  stato come in una sorta di folle reality show e si sono fatti
prendere tutti la mano?
Assolutamente.  successo pi in fretta di quanto ci si immagini. Distoglie lo sguardo
versando il t nelle tazze. Come lo gradisci?
Latte e zucchero, per cortesia dico con insolita formalit. Elijah, perch sei tornato a
Salem?
Mi mancava Abigail. Volevo rivedere le cose che mi fanno pensare a lei.
E poi non te ne sei pi andato...
No.
Perch?
Inquilini problematici dice con un sorriso.
Vuoi sempre che me ne vada? chiedo, spaventata da cosa potrebbe rispondere.
Ci pensa un attimo e di nuovo sembra cadere preda di un insolito nervosismo. Samantha, sei la
persona pi coraggiosa che abbia conosciuto negli ultimi trecento anni.
Mi si riempiono gli occhi di lacrime. Ogni giorno porto un peso cos grande e a nessuno sembra
interessare nulla. Finalmente qualcuno se ne rende conto, e la cosa mi riempie di gioia.
Sono onorato di aver fatto la tua conoscenza continua. Vorrei solo che Abigail avesse avuto
la stessa opportunit.
Mi asciugo una lacrima con il dorso della mano.
Devo ricordarmi di farti pi complimenti, cos che tu possa abituarti a riceverne.
Ha ragione. Nessuno mi fa mai complimenti, tranne mio padre. Guardo Elijah e il cuore
ricomincia a battermi forte. Perch mi sento cos? E, soprattutto, perch non riesco a respirare?
Mi prende la mano e se la porta alla bocca, poi la bacia. Ha le labbra quasi calde e mi viene la
pelle d'oca in tutto il corpo. In quel momento mi vibra il telefono in tasca. Sobbalzo, sottraendo subito
la mano. Non so come uscire con stile da questa strana situazione, perci decido di rispondere.  Jaxon.
Si sente un grido di frustrazione provenire dal fondo del corridoio. Cos' stato? chiedo.
Difficile a dirsi. Magari Vivian ha scoperto che le ho versato del vino sul vestito. Non oso
immaginare come reagir quando decider di indossare le sue scarpe nuove.
Sam? Entrambi abbassiamo lo sguardo sul telefono. Devo aver premuto il tasto di risposta
senza accorgermene. Sono attanagliata dal senso di colpa sia per aver interrotto il nostro picnic da
camera sia per aver anche solo preso in considerazione l'idea di non rispondere a Jaxon.
Ehi, Jaxon dico portandomi il cellulare all'orecchio.
Guardo Elijah, che annuisce e scompare.
34
Ora  troppo tardi
Ho le mani giunte in grembo. Le maniche del vestito nero mi coprono i polsi e mi fanno prudere
le braccia. Odio la lana.
Si dimostri che trattasi di stregoneria! tuona una voce dal pulpito di un'antica chiesa. 
l'uomo che ho visto nel bosco. Sembra troppo giovane per avere un vocione cos grosso.
L'esistenza di una cosa simile  negata da molti... L'argomentazione principale dei detrattori
 che non hanno mai visto una strega, perci le streghe non esistono.  come se dicessimo che non
essendoci mai imbattuti in alcun ladro non  mai avvenuto alcun furto in questa citt.
Mi guardo intorno per capire se nessun altro pensa che sia una follia, questa. Scopro che le
panche sono gremite di gente con indosso pi o meno gli stessi vestiti orrendi che porto io, con tanto di
cuffia.
Ma che diavolo...? prorompo.
Tutti si voltano a guardarmi.
Non evocare ci che non desideri dice l'uomo puntandomi addosso gli occhi.
Fa qualche passo verso di me. Io mi allontano lungo la navata e una corda mi sfiora la spalla.
Mi sposto di scatto e sollevo il capo: dal soffitto pende un cappio. Quando mi volto per guardare
l'uomo, me lo trovo a pochi centimetri dalla faccia.
Apro gli occhi e stringo il banco con forza.
Gentile da parte tua unirti a noi sentenzia la professoressa Hoxley, serrando le labbra.
Alla mia sinistra, Susannah sembra preoccupata. Scuola. Giusto,  gioved mattina. Mi sfrego
gli occhi.
Mi scusi bofonchio e abbasso lo sguardo sul volume di Cotton Mather che ho davanti. Non
ricordo di averlo tirato fuori dallo zaino. Non dormo abbastanza,  ufficiale.
Come dicevo, chi prender parte alla rievocazione storica dovr recarsi nell'auditorium alla
prima ora. I professori Wardwell e Edelson mi hanno chiesto di ricordarvelo. Sar cos ogni gioved per
le prossime due settimane.
Pessime notizie, cavoli. Dalla finestra crepata penetra una leggera brezza che porta con s i
profumi dell'autunno. Suona la campanella.
Mi strofino di nuovo gli occhi e mi infilo la giacca. Le Eredi escono dalla classe senza dire una
parola. Alla faccia dei rapporti civili...
Me ne vado anch'io in corridoio e mi avvio lentamente verso l'auditorium. Al mio passaggio gli
altri studenti si scansano come se non volessero rischiare di toccarmi. Accidenti a quello sfogo!
Sam. La signora Lippy mi chiama dalla porta dell'auditorium. I capelli le ricadono smorti
sulle guance e ha del rossetto sui denti.
Oh, no. Va tutto bene?
Benissimo. Ma oggi dopo le lezioni ti aspetto nel mio ufficio.
Pensavo che il nostro appuntamento fosse luned. Non ho proprio tempo per questa roba,
adesso.
Fa lo stesso. Ho ricevuto diverse telefonate, e non tutte piacevoli. Si sistema la spilla a forma
di anatra. Alcuni genitori sono preoccupati. Lo siamo tutti, sai? Ma alcuni pi di altri.
Perfetto. Questo non far che peggiorare le cose. Che succeder la prossima volta che
convocheranno Vivian nell'ufficio del preside? Se mi ha detto la verit, rischio l'espulsione. E visto in
che stato sono i nostri rapporti, ultimamente, non mi meraviglierei se fosse proprio lei a spingere per
farmi buttare fuori.
Suona la campanella. Be', ora devo andare a lezione.
Apro la porta dell'auditorium e percorro il lungo corridoio centrale fino a raggiungere il
professor Wardwell.
Sei in ritardo dice, e mi passa una specie di copione.
Sono gi tutti sul palco. C' anche la classe della Edelson, perci dovr esibirmi nei miei incerti
balbettii davanti al doppio delle persone. All'improvviso ho la bocca secca.
Mi guardano tutti malissimo. Tranne Jaxon, ovviamente. Salgo le scalette e vado a mettermi sul
palco accanto a lui. Mi sorride.
I fogli che vi ho consegnato sono il copione dell'intera rievocazione, con tutte le indicazioni
necessarie. Vorrei che lo leggessimo insieme. Cos, se dovessero esserci delle domande, potremo
chiarire subito ogni dubbio spiega il professor Wardwell, anche troppo eccitato. Molto probabilmente
 lui lo sceneggiatore.
Non lontano da me e Jaxon vedo Alice, Mary e Susannah insieme a Lizzie e John. Non sapevo
che fossero con la Edelson, ma sono pronta a scommettere che loro, invece, sanno benissimo in che
classe sono io.  per questo che sono uscite dall'aula senza dire una parola? Perch non volevano farsi
vedere insieme a me? Alice e Lizzie sembrano discutere di qualcosa, ma parlano a voce troppo bassa
perch io possa sentire.
Quelli che non devono prendere parte alla scena in corso si metteranno sul fondo, vicino al
sipario, in attesa del loro turno annuncia la professoressa Edelson con la sua vocetta acuta. I bagni
sono sul retro. Se qualcuno deve andare faccia pure, basta che non scappi via mentre sta recitando.
Mi tremano le mani mentre sfoglio le prime pagine alla ricerca del nome Cotton. Non c'. Tu
chi dovresti fare? sussurro a Jaxon.
Il reverendo Parris. Compaio per primo mi spiega con falso entusiasmo.
Provo un po' di compassione per lui, anche se sembra assolutamente calmo. Ci sistemiamo
vicino al sipario mentre Jaxon e qualche altro ragazzo restano al centro del palco. Ci sono cinque metri
tra me e gli altri.  ingiusto, mi trattano come una lebbrosa, eppure io sono l'unica a cui non  venuto
lo sfogo.
Con la coda dell'occhio vedo Lizzie che mi fissa. Non riesco a trattenermi e mi volto a
guardare. Tiene in mano la bambolina e le sta avvolgendo al collo dei capelli, credo. I miei capelli,
immagino. Le altre sembrano non essersene accorte, o magari non gliene importa. Forse quello che mi
ha detto Susannah l'altra sera serviva solo a carpirmi qualche informazione. Mi si contorce lo stomaco
e vado in bagno.
Mi infilo in un'apertura del sipario e comincio ad aggirarmi nel backstage. C' poca luce e
dall'odore sembra di essere in una soffitta. Vedo le pesanti carrucole che controllano il sipario e alcune
grosse scaffalature di metallo. Mi dirigo verso il corridoio in fondo.
All'improvviso una mano calda mi tappa la bocca e un braccio mi afferra da dietro, tenendomi
ferma contro un petto maschile. Cerco di divincolarmi ma, chiunque sia,  troppo forte.
 facile farti del male mi sussurra all'orecchio la voce di John. Non saresti mai dovuta
venire a Salem, Mather. Sappiamo tutto di te. Sei ancora in debito con me per quello sfogo. E anche per
quello di Lizzie...
Gli do una gomitata nelle costole. Lui grugnisce e allenta la presa sulla mia bocca quel tanto che
basta per permettermi di mordergli la mano. Forte. Per un attimo non reagisce e temo di non avergli
fatto nulla. Torna a stringermi alla vita facendomi quasi mancare il respiro. Continuo a tenergli i denti
infilati nella mano.
Tutto a un tratto mi lascia. Io mi butto in avanti per allontanarmi da lui. In quella luce fioca
inciampo su una carrucola, mi si impiglia la gamba in una corda e fatico a liberarla. Mi aggrappo a
un'altra corda per non perdere l'equilibrio.
Appena prima di girarmi per vedere dov' John, terrorizzata di ritrovarmelo a pochi passi
pronto ad afferrarmi di nuovo, tutto precipita nel buio. Mi guardo intorno, frenetica, ma non vedo
niente. Solo la corda che stringo in mano. La vedo bene, fin nei minimi dettagli, ma intorno non c'
altro.
Sento il panico strisciarmi lungo la pelle come se fosse una cosa viva, reale. In cima alla corda
c' il corpo di una ragazza impiccata. Ruota lentamente nella mia direzione, ma i capelli le coprono il
viso.
Dopo pochi secondi, che sembrano un'eternit, lascio andare la corda. E subito il buio si
dissolve e torno a vedere il backstage.
Lo spettacolo che mi trovo davanti  raccapricciante quanto l'immagine della ragazza
impiccata. Uno dei pesanti scaffali di metallo  caduto a terra, gli oggetti che c'erano sopra si sono
sparpagliati tutti sul pavimento. Sotto c' John, sdraiato a faccia in gi, con il sangue che gli cola dalla
testa.
Mi immobilizzo, atterrita.  la stessa visione che ho avuto nel bosco la prima volta che ci sono
andata con le Eredi.
Gli studenti ci corrono incontro. Qualcuno grida. Il professor Wardwell si fa largo tra la folla ed
esclama: Signorina Edelson, chiami il 911!. Poi indica alcuni studenti spaventati. Presto, aiutatemi
a sollevare lo scaffale!
Ci vogliono cinque persone per tirarlo su, tra cui Jaxon. Nel frattempo il sangue fuoriuscito
dalla testa di John ha formato una pozza. Appena lo vede, Lizzie grida e gli corre accanto. Susannah,
Mary e Alice la confortano. Non capisco cosa dicono.
Via di l, tutti quanti! grida la Edelson. Alcuni si fanno da parte e le Eredi trascinano via
Lizzie da John.
Sam. Samantha! esclama Jaxon venendomi vicino.
La Edelson cerca di far allontanare dal backstage gli studenti traumatizzati. Mi si sfoca la vista
e non vedo pi niente. Passa del tempo, ma non saprei dire quanto. Qualcuno singhiozza.
Sopraggiungono altri insegnanti e il preside Brennan.
Poi arrivano i paramedici. Non c' battito dice uno. Jaxon si mette fra me e il corpo di John,
impedendomi di continuare a fissare la pozza di sangue. Sbatto le palpebre, interdetta.
Jaxon mi prende la mano e cerca con gentilezza di farmi alzare. I miei piedi si muovono. Mi
chiede se sto bene, ma la mia bocca si rifiuta di rispondere. Continuo a pensare solo alla visione che ho
avuto nel bosco. Non ho neanche cercato di capire chi fosse, quel ragazzo. E ora  troppo tardi.
Quanti secondi sono rimasta incosciente mentre vedevo quella ragazza impiccata? Perch non
ho sentito il tonfo dello scaffale? E, soprattutto, come avr fatto a cadere da solo? L'unica cosa di cui
sono certa  che devo capire chi era l'impiccata. E devo parlarne con le Eredi.
Alzo lo sguardo e le cerco nell'auditorium, vedendo per la prima volta il caos in cui  immerso.
Sono seduta su una sedia. Come sono arrivata qui?
Credo sia in stato di shock spiega Jaxon a un poliziotto con cespugliosi baffi grigi seduto
accanto a me.
Riesci a sentirmi, Sam? mi chiede quello con voce roca.
Lo guardo negli occhi. S. Jaxon sembra sollevato.
Te la senti di rispondere a qualche domanda su cos' successo l dietro?
Penso di s.
Sono il capitano Bradbury. Ho bisogno solo di qualche dettaglio. Se vuoi fare una pausa non
esitare a dirmelo.
Okay. Jaxon si siede accanto a me. La stanza  piena di poliziotti che stanno interrogando
anche altri studenti.
A quanto mi dicono, tu eri l'unica persona nel backstage insieme a John, quando  caduto lo
scaffale. Vuoi dirmi cosa ricordi? Si lecca il pollice e gira una pagina del suo block notes.
Sono passata di l per andare in bagno. Mi trema la voce. Ho sentito una mano sulla bocca e
una che mi stringeva la vita. Jaxon si irrigidisce. Mi ha sussurrato all'orecchio: " facile farti del
male". Sono riuscita a dargli una gomitata e gli ho morso la mano. Lui mi ha mollata e sono caduta in
avanti, tra le corde e le carrucole. Sono rimasta impigliata.
Bradbury aggrotta le sopracciglia. Stai dicendo che quel giovanotto ti ha aggredita?
In un certo senso.
Avevi avuto degli alterchi con lui, prima d'ora?
Esito. Be', non esattamente.  solo che non gli piaccio.
Ti aveva mai aggredita fisicamente, prima di oggi?
No. Non posso dirgli dell'armadietto o del sasso, perch non posso provare che sia stato lui.
E com' caduto lo scaffale? chiede Bradbury.
Non saprei. Credo di aver perso i sensi quando sono inciampata. Ragazza impiccata. E poi
l'ho visto steso l.
Non credo tu sia forte abbastanza da rovesciare una di quelle scaffalature... Non basterebbero
due dei miei agenti pi robusti. Immagino che sia successo qualcos'altro. Hai sentito nulla, visto
qualcuno?
Hanno gi controllato le scaffalature? Devo essere rimasta seduta qui per un bel po', allora.
No. Non ero del tutto cosciente.
Per lo shock, forse.  normale. Sta cercando davvero di essere gentile. Se ricordi
qualcos'altro, anche tra qualche giorno, voglio che mi chiami. Mi passa un biglietto da visita.
Potresti dover venire gi in centrale per rilasciare una dichiarazione formale.
Okay dico, esaminando il biglietto prima di infilarmelo nel portafogli. Il logo  una strega.
Bradbury si alza e mi d una pacca sulla spalla.
Sam, ti ha aggredita? chiede Jaxon, preoccupato.
 morto, vero? So gi la risposta, e il peso di questa consapevolezza  pi di quanto possa
sopportare.
Jaxon annuisce. Telefono a mia madre per farci venire a prendere.
Mi guardo di nuovo intorno. Dove sono le Eredi? Devo parlare con loro.
Se ne sono andate. Lizzie era fuori di s.
Non posso trascurare questa visione, stavolta.  gi morta una persona e la prossima sar una
ragazza, probabilmente una che conosco. Devo trovare Elijah. Mi alzo, e Jaxon con me. Mi sento le
gambe deboli e mi gira la testa. Cerco di appoggiarmi a lui e sento la sua mano sul braccio poco prima
che nella stanza cali il buio.
35
Ho visto la sua morte
Ecco, cara dice la signora Meriwether posandomi una pezza fresca sulla fronte.
Stringo le palpebre per metterla a fuoco. A giudicare dal divano a righe bianche e blu e dalle
navi alle pareti, mi trovo nel soggiorno di casa sua. Jaxon  vicino alla madre.
Cos' successo? chiedo e in quel momento si affollano nella mia mente tutti gli eventi della
giornata. Mi metto a sedere dritta e lo straccio bagnato mi ricade in grembo. Ricordo di essere venuta
qui, dopo la scuola, ma non di essere svenuta. Quanto tempo sono rimasta incosciente? Devo andare.
Calmati. La signora Meriwether recupera la pezza. Vivian sa che sei qui. Sei stata priva di
sensi per un bel po'. Devi essere affamata. Ti ho preparato una zuppa.
Vorrei protestare, ma mi gira la testa. Non ho mangiato niente, oggi.
La signora Meriwether va in cucina e Jaxon mi si siede accanto. Mi tocca la fronte. Come ti
senti?
Bene, credo. Scusa se sono svenuta. Mi sento stupida.
Ha uno sguardo dolcissimo. Non devi scusarti.  stato come nei film. Mi sei caduta tra le
braccia e ti ho portata in infermeria.
S, va esattamente cos nei film romantici. Lui trasporta la ragazza nell'infermeria della
scuola.
Lui ride proprio mentre la signora Meriwether torna con un vassoio carico di cibo dal profumo
delizioso: zuppa di mais, pane caldo ai cereali con burro, succo d'arancia fresco e un clair.
Vivian sar via per un po'. Da come me l'ha detto capisco che non approva. Perci resta
pure finch vuoi.
La signora Meriwether se ne va e sorrido a Jaxon. Hai qualche aggiornamento su cos'
successo oggi? chiedo tra una cucchiaiata e l'altra di zuppa.
Non proprio. Sembra a disagio e immagino il perch.
Danno la colpa a me, vero? Non risponde. Sto di merda, ho la sensazione che avrei potuto
impedirlo.
Scuote la testa. E come? Ti ha aggredita.
Non sai tutta la storia.
Lo vedo irrigidirsi. Che vuoi dire?
Esito, valutando se raccontargli tutto o no. Penseresti che sono pazza.
Sam, prova a fidarti di me. Solo un po'. Non sono io il nemico, qui.  davvero difficile
resistergli quando non fa il bullo.
Sospiro. Be'... Da dove comincio? Qualche giorno fa ho visto la sua morte. Solo che non
sono riuscita a vederlo in faccia.
Jaxon sembra confuso. Che vuol dire, che hai visto la sua morte?
Studio il pane ai cereali, sperando in un aiuto di qualche genere. Tipo... una visione.
Come in un sogno? chiede scettico.
Non avrei mai dovuto aprire bocca, accidenti a me. No, una visione.  calato il buio e ho visto
un tizio schiacciato sotto un pezzo di metallo. Aspetta. Che giorno  oggi?
Jaxon ci pensa un attimo. Il 19 settembre.
Lascio cadere il cucchiaio. Il giorno in cui Giles Corey  stato giustiziato. Ho letto qualcosa
in proposito dopo che Jaxon mi ha portato nella vecchia prigione. Nella mia testa i pensieri viaggiano a
mille all'ora. Devo trovare Elijah.
Sam, forse dovresti riposare un po'.
Mi tolgo il vassoio dalle gambe. Sto bene. Sto solo cercando di dirti che ho avuto una visione
in cui John moriva. Liberissimo di non credermi, ma ora devo andare.
Sembri, be'... stressata. Forse sei ancora scioccata. E con scioccata intende impazzita.
Raccolgo lo zaino dal pavimento e mi dirigo alla porta, ma lui mi prende per un braccio.
Jaxon, non posso permettere che muoia qualcun altro. Sono arrabbiata con me stessa per aver
abbassato la guardia. E lui pensa che io sia fuori di testa.
Ma non  colpa tua!  stato un incidente. Hai sentito cosa ha detto Bradbury. Non  possibile
che tu sia riuscita a ribaltare quella scaffalatura.
Non  questo che intendo. Ed  inutile che provi a spiegartelo, non mi crederesti. Tolgo la
mano di Jaxon dal mio braccio, cercando di sfuggire al suo sguardo indagatore.
Solo perch non credo alle visioni non significa che non creda a te. Anch'io sarei terrorizzato,
se un tizio fosse rimasto schiacciato davanti ai miei occhi. Mi segue fino alla porta.
Esco all'aperto e il sole  ormai quasi tramontato. La parola schiacciato mi disturba
moltissimo. John  morto schiacciato, proprio come Giles Corey secoli fa. A chi tocca, adesso? Di' a
tua madre che la ringrazio tanto.
Jaxon, per, continua a tallonarmi. Posso aiutarti?
Vorrei tanto che potesse, ma se gi non  a suo agio con l'idea che io abbia avuto una visione, 
impossibile che creda a tutto il resto. Una parte di me sperava che ci riuscisse.
Perch non torni dentro, ti sdrai un po' e ne riparliamo quando ti sarai riposata?
No esclamo. Non trattarmi con condiscendenza. Qui la gente muore!
Mi guarda offeso. Sei ingiusta, Sam.
Non c' niente di giusto, in questo momento.  tutto un gran casino.
Entro in casa mia e mi chiudo la porta alle spalle. Elijah! strillo.
Samantha risponde lui con tono preoccupato. Devo avere un'aria davvero spossata.
Come sta mio padre?
Bene.
Annuisco. Hai visto cos' successo? A John, intendo.
No, stavo facendo delle ricerche. Ho sentito qualche voce mentre riposavi.
Inizio a camminare avanti e indietro nell'ingresso. John era il ragazzo della visione. E quando
oggi  rimasto schiacciato davanti ai miei occhi, ne ho avuta un'altra: una visione, o quello che era. Sto
impazzendo?
Hai avuto una visione senza eseguire un rituale?
S, be'... Ricordo il mio sogno. Mi sono appisolata alla prima ora e ho sognato un tizio che
faceva un sermone sulla stregoneria. Ha fatto un'analogia, sostenendo che spesso la gente dice che non
esistono le streghe solo perch non ne ha mai vista una, ma sarebbe come dire che non esistono i ladri
perch non ti rubano mai nulla, o roba del genere...
Elijah mi interrompe. Dov' la tua copia di Memorable Providences di Cotton Mather?
Qui dico frugando nello zaino. Perch?
Elijah sfoglia le pagine e mi indica un paragrafo. Lo leggo e un brivido mi corre lungo la
schiena. Sono le stesse parole che ho sentito nel sogno. Ma non sono arrivata a leggere fin qui, non ho
mai visto questo paragrafo. L'uomo del mio sogno era il giovane Cotton, quindi. Non l'ho
riconosciuto. Significa che non  stato solo un sogno, vero?
Penso di no. Dimmi che cosa  successo.
Eravamo in una chiesa, una specie di stanzone vuoto con un sacco di panche di legno. Avevo
paura e camminavo all'indietro. Una corda mi ha sfiorato la spalla, ho alzato lo sguardo e ho visto un
cappio appeso al soffitto. Poi mi sono svegliata. Ora che so che non  una fantasia prodotta dal mio
cervello, raccontare questo sogno mi mette i brividi.
E come si collega questo alla morte di John?
Lui mi ha afferrata e io sono caduta tra le corde, nel backstage. L'espressione di Elijah si
indurisce. A quanto pare non ne era al corrente. A un certo punto tutto si  fatto buio e non vedevo
altro che la corda che stringevo tra le mani. Poi ho visto un cappio sopra di me, come quello del sogno,
solo che c'era una ragazza impiccata. Non so chi fosse, perch aveva i capelli sulla faccia.
Dobbiamo scoprirlo dice Elijah, con un tono che conferma tutte le mie paure.
Se riusciamo a impedire che muoia, forse avremo fatto un passo avanti, saremo pi vicini a
interrompere la maledizione.
Elijah annuisce.
Che Cotton stia cercando di avvertirmi? O di spaventarmi? Il pensiero di dormire, adesso, mi
angoscia. Se solo potessi parlare con lui come parlo con te, senza che sia tutto cos orribile.
Sono piuttosto sicuro che il suo spirito non dimori qui, a differenza del mio.  impossibile che
il mio viso si fonda con quello di qualcun altro, com' successo a voi nel bosco. Cotton fa parte di te,
ritengo, oppure siete legati in qualche modo.
Mi assale un senso di nausea. E quindi? Devo dormire e sperare che... Merda, devo evocarlo,
vero? Ma non  una domanda. Ne sono certa. Accidenti, come ho fatto a cacciarmi in una situazione
simile? Quando sono sveglia vedo cose che in realt non ci sono, mentre quando dormo vedo cose che
potrebbero, forse, esistere...
Non credo che le Eredi ti aiuteranno, stavolta. La citt  in subbuglio per il decesso di John. Ci
sono stati troppi incidenti fatali da quando sei giunta a Salem, e i cittadini sono in cerca di un capro
espiatorio. La parola "omicidio" viene usata a profusione e per le famiglie delle Eredi sei la principale
sospettata. Non perderanno di vista le loro figlie nemmeno per un secondo.
 una verit che mi scuote nel profondo, perch neanch'io perderei di vista i miei figli, se ne
avessi. Sono rimasta coinvolta in maniera evidente e inspiegabile sia nella storia dello sfogo sia
nell'incidente che ha causato la morte di John e, ora che ci penso, anche nell'episodio dei cappi nella
caffetteria. Okay, immagino che dovr provarci senza di loro. Credi che possa farlo da qualche altra
parte o funziona solo in quel bosco?
Elijah sembra riflettere. Mi sbaglio se dico che, ogni volta che Cotton  comparso, avevi
paura?
Credo di capire dove vuole arrivare e non mi piace neanche un po'. No.
E vi trovavate nel bosco in cui un tempo impiccavano le streghe, un luogo al quale lui 
legato prosegue Elijah.
Quindi devo andare in un posto spaventoso legato a lui?
Talvolta circostanze o emozioni estreme sono in grado di infrangere le barriere che separano i
vivi dai morti. Ripenso subito alla storia che mi ha raccontato Jaxon, di sua madre che parlava con il
defunto marito.
Per  un ragionamento che fila: per la maggior parte del tempo, qui a Salem, sono stata
sottoposta a violenze psicologiche di qualche tipo. All'Old Burying Point c' la lapide di suo fratello
Nathanael. Appena pronuncio quelle parole me ne pento subito.
Interessante. Era suo fratello minore, nonch il pi brillante tra i due: imparava pi in fretta ed
entr prima di lui a Harvard. Sapendo quanta importanza attribuisse Cotton al prestigio azzarderei
un'ipotesi: a mio parere provava sentimenti contrastanti nei confronti di Nathanael. E a un anno dalla
sua morte scrisse Memorable Providences.
Quindi che devo fare, renderlo scontento di me per fare in modo che si mostri? Quest'idea mi
piace sempre meno.
Con me ha funzionato, quando hai frugato tra le lettere di Abigail.
Fantastico. Vado a prendere una torcia. Col cavolo che commetter di nuovo l'errore di
rimanere al buio.
36
Ricorro al sarcasmo
I morti hanno l'abitudine di andarsene a spasso nei cimiteri? domando a Elijah attraversando
il cancello di ferro dell'Old Burying Point.
Mi stai chiedendo se gli spiriti trascorrono il proprio tempo libero a vagare nei cimiteri nella
speranza di spaventare qualcuno di tanto in tanto?
Touch. Accendo la torcia per evitare di inciampare sulle lapidi. Tu dove sei sepolto?
Resta in silenzio per qualche istante. Il mio corpo... non c' pi.
Come sarebbe a dire?
Non avrei dovuto parlartene. Non  una cosa di cui devi preoccuparti. Ma... temo che mi
abbiano dissotterrato. Sembra pi calmo di me. E il corpo  il suo.
Dissotterrato! Chi mai farebbe una cosa del genere?
Qualche profanatore, immagino.
Rabbrividisco e, prima di rendermene conto, questa macabra scena mi si dipinge nella mente.
Illumino con la torcia la lapide di Nathanael Mather, posizionata in un angolo del cimitero sotto un
grosso albero. Preferisco di gran lunga parlare di Cotton che di questa brutta storia. Ecco l'eccezionale
fratello Mather.
Annuisce. Tiro fuori una coperta dallo zaino e mi siedo accanto alla lapide. Ho la pelle d'oca.
Accendo una candela e la flebile luce guizza sul marmo, dove vedo inciso un teschio con le ali. Se
qualcuno mi toccasse la spalla adesso schizzerei in aria come i personaggi dei cartoni animati.
Se te lo ricordi, potresti provare a usare l'incantesimo che hai eseguito con le Eredi.
Dovrebbe funzionare e l'eventualit mi spaventa quasi pi della possibilit che fallisca. Chiudo
gli occhi. Cotton... Non so se puoi sentirmi, n se sei davvero legato a me. Ma ho bisogno di sapere
alcune cose. Innanzitutto, chi  l'impiccata. Parlo lentamente, incerta sulle parole da usare. Sbircio in
direzione di Elijah, che annuisce per incoraggiarmi.
Faccio un bel respiro. Posso farcela. Devo. La gente continuer a morire e potrebbe toccare
anche a mio padre. Cotton, devi mostrarmi il viso della ragazza impiccata. Dimmi cosa posso fare per
impedirlo. Resto in attesa.
Mostrami cosa sai di questa maledizione. Credo in ci che ho detto, e dico ci che penso.
Conosci il mio desiderio e dammi chiarezza. Per un attimo tutto si fa immobile. Il vento smette di
soffiare tra le foglie. Il mio corpo sembra vibrare. Poi pi niente.
Merda. Ascolta, pastore, so che cercavi di ottenere l'approvazione di tuo padre. Devi esserti
arrabbiato parecchio quando il tuo fratellino ha dimostrato di essere pi intelligente di te. A un anno
dalla sua morte hai scritto il tuo libro e poi sei rimasto a guardare, a goderti la fama, mentre a Salem si
diffondevano un sacco di bugie. Disgustoso. Il mio corpo si scuote di nuovo e l'aria abbandona i miei
polmoni.
Una forza mi catapulta all'indietro di colpo e spalanco gli occhi. Il cimitero  scomparso, ora
sono nel bosco.  diverso da quello in cui ero con le Eredi. Gli alberi sono pi grandi, pi selvaggi. C'
un nutrito gruppo di persone in una radura. Corro verso di loro, inciampando nelle radici.
Una voce maschile recita una preghiera. Mi avvicino e noto che appartiene a un uomo con un
cappio intorno al collo. In groppa a un cavallo il giovane Cotton arringa la folla. Cerco di farmi largo
tra gli astanti, di spostarli per passare, ma quelli mi ignorano. Persino la pi malvagia delle creature
pu simulare le sembianze del bene grida il mio avo. Non lasciatevi ingannare dalle parole di
quest'uomo. Sono le sue azioni che dovete giudicare. Per questo vi chiedo: costui  colpevole?
La folla ruggisce il proprio assenso e il carretto viene fatto allontanare. L'uomo cade,
divincolandosi appeso alla corda. Spingo pi forte per passare e, nell'istante in cui ci riesco, la folla
scompare. Restano solo Cotton e l'uomo impiccato.
Non riesco a distogliere lo sguardo dalla corda. Sotto i miei occhi l'uomo si trasforma nella
ragazza che ho visto a scuola, i capelli che le coprono il volto. Si gira verso di me e riesco a vederla
finalmente in faccia:  Susannah. Cotton scende da cavallo e mi si para davanti. Cerco di passargli
accanto, ma mi blocca la strada.
Susannah! urlo mentre lei soffoca.
Cotton mi prende per il collo e con le sue mani forti mi impedisce di parlare. Ti stai
concentrando sulle cose sbagliate sibila. La stretta aumenta.
Inizio a perdere conoscenza e non riesco pi a mettere a fuoco le immagini. Cerco di allentare la
morsa delle sue mani, ma inutilmente. Spalanco di colpo gli occhi e vedo Elijah che mi scuote.
Respira, Samantha!
Annaspo. Susannah riesco a dire. Era Susannah l'impiccata. Mi alzo ansimando.
Dobbiamo andare a casa sua. Sai dov'?
S. Che cos'hai visto esattamente?
Voglio andarmene da questo cimitero. Raccolgo la mia roba e, nonostante abbia ancora il fiato
corto, cammino pi in fretta che posso. Parlo a Elijah della preghiera dell'uomo, della folla, di Cotton,
e torniamo sulla strada mentre continuo a raccontare ogni dettaglio e ogni parola che ricordo. Sembra
particolarmente interessato al volto dell'uomo sul carretto.
George Burroughs conclude poi. Fu l'unico pastore condannato per stregoneria. Lo
accusarono di essere il leader di tutte le streghe di Salem. Dicono che abbia recitato una preghiera
prima di essere impiccato e si riteneva che le streghe non potessero farlo.
Inciampo sul marciapiede sconnesso. La folla sembrava commossa. Almeno finch Cotton non
li ha convinti della colpevolezza dell'uomo. Quello che ho visto, quindi,  successo davvero durante i
processi?
Non lo so. Dovrei capire da dove ha origine questa storia.
Cosa credi che intendesse quando mi ha detto che mi sto concentrando sulle cose sbagliate?
Probabilmente proprio quel che ha detto. Ma la vera domanda : quali sono le cose giuste?
Elijah si ferma. La casa di Susannah. Indica un vialetto di pietra che conduce a una porta verde
scuro.
Mentre mi avvicino mi chiedo come mai Cotton fosse cos arrabbiato. Per via di quello che ho
detto su di lui, magari? Oppure  in collera perch c' qualcosa che ancora mi sfugge? Faccio per
bussare, ma prima che le mie nocche tocchino il legno, la porta si apre. Mi compare davanti Susannah
con aria preoccupata.
Sus...
Shhh. Abbassa la voce mi avverte. Non  un buon momento, Samantha. Ha gli occhi gonfi
di pianto.
Lo so. Mi dispiace. Non sarei venuta, ma  importante. Ricordi la prima volta che eravamo nel
bosco?
Annuisce e si lancia un'occhiata alle spalle.
Il ragazzo che abbiamo visto schiacciato sotto quel pezzo di metallo doveva essere John.
Non ho visto nessun ragazzo schiacciato ribatte con una smorfia.
Aspetta, come? Non l'ha visto? Ma... ne abbiamo parlato. No, in realt no, Alice ha ordinato a
tutte noi di stare zitte e ci siamo raccontate solo dei volti sfocati. Ho dato per scontato che lo avessero
visto anche le altre. Oh cavolo. Be', io l'ho visto. Non sapevo cosa significasse finch non  morto
John.
Perch non hai detto niente? Avremmo potuto impedirlo. Ha alzato la voce.
La madre di Susannah appare sulla porta quasi immediatamente. Susannah, niente visite.
Anche lei sa chi sono, a quanto pare.
Non avevo idea che sarebbe successo, lo giuro. Non sapevo si trattasse di John dico prima
che la porti via. Ma ho avuto un'altra visione...
Quando sente il nome di John, la madre di Susannah si arrabbia. Fuori dalla mia propriet,
subito! Prima che chiami la polizia!
Devo dirglielo. Ti prego, Susannah, ascoltami. Ti ho vista impiccata, nella mia visione. Credo
che la prossima sarai tu! grido. Sua madre mi sbatte la porta in faccia.
 andata male. Sono un'idiota.
Elijah mi cammina accanto mentre ci dirigiamo verso casa. Hai detto la verit. Non ti saresti
mai perdonata se non l'avessi almeno avvertita. Cerca di essere gentile, ma sappiamo entrambi che ho
fatto un gran casino.
Dubito fortemente che d'ora in poi la madre di Susannah la far pi avvicinare a me.
Poco ma sicuro.
Cercher di spiegarglielo a scuola domani. Sospiro. Pensi che mi abbia creduto, a proposito
della visione?
Difficile a dirsi. Dovresti riprovare a parlarle una volta che ti sarai calmata.
Sono d'accordo. Elijah, cosa mi sfugge? Cosa intendeva Cotton? Dobbiamo trovare qualche
diario, qualcosa che chiarisca l'episodio di George Burroughs, per capire se contiene qualche indizio.
S.
L'antenata di Susannah recitava preghiere come Burroughs, vero? Hai anche detto che su
Susannah lo sfogo  stato tremendo, pi violento che su tutti gli altri. E ora l'ho vista impiccata.
Dev'essere tutto collegato.
Far qualche ricerca.
Bene. Io invece devo dare un senso a quel passaggio che Cotton ha citato nel mio sogno. Ha
detto che la gente non crede alle streghe perch non ne ha mai vista una. Potrebbe voler dire che non
credo veramente alle cose che sto vedendo?
Arriviamo a casa, ciascuno immerso nei propri pensieri. Se  questo che vuole dirmi, allora
devo smettere di fare la scettica e gettarmi a capofitto in questa follia. Opporre resistenza, finora, non
mi ha portato da nessuna parte. E poi mio padre dice sempre che non possiamo controllare gli eventi,
ma solo decidere come reagire a essi.
Non resta pi molto tempo. Ma se Cotton  davvero legato a me allora la risposta  qui, da
qualche parte. Dovrei riuscire a trovarla anch'io, scoprire quello che sa lui. Apro la porta di casa e me
la richiudo alle spalle.
Ho appena parlato con la madre di Susannah dice Vivian agitando la mano che ancora stringe
il telefono. Ha detto che hai minacciato sua figlia. Cosa ti  saltato in testa, Sam, dopo quello che 
successo oggi?
Neanche la calcolo e lei non tenta di fermarmi quando salgo in camera mia. Mi chiudo la porta
alle spalle relegando il rimprovero di Vivian in un angolino buio della mente. A New York le cose non
erano facili per me, a livello di rapporti sociali. A volte mi  capitato di supplicare pap di farmi
cambiare scuola. Ma questa  di gran lunga la peggiore situazione in cui mi sia mai ritrovata.
Mi tolgo la giacca e mi butto sul letto. Ho paura, Elijah. Ho paura di non riuscire a risolvere in
tempo questo mistero. Di non essere abbastanza forte. Domani  venerd: saranno passati quattro giorni
da quando abbiamo visto quelle facce per la prima volta e non siamo pi vicini a rompere questa
maledizione di quanto non fossimo all'inizio.
Voglio mostrarti una cosa. Potrebbe esserci utile.
Cosa?
Non ne sono stato sicuro fino a ieri.
Mi siedo, improvvisamente attenta. Sicuro di cosa?
Apre l'armadio e toglie le lettere di Abigail dalla nicchia sul fondo. Ne prende una dal mucchio
e rimette a posto le altre.
Una delle lettere di Abigail? Ma allora sono rimaste nella mia stanza per tutto il tempo.
Elijah si siede sul letto. Questa  di suo pugno, non  stata scritta da William.  indirizzata a
me, l'ho rinvenuta la mattina in cui  venuta a mancare.
Gli sfilo la busta di mano e la sfioro con delicatezza.  ingiallita dal tempo e c' il nome di
Elijah scritto sopra in bella grafia. Profuma di libri vecchi, un odore antico e confortante.
Con grande cura tiro fuori la spessa carta da lettere. A giudicare dal segno al centro pare che sia
stata piegata e ripiegata molte volte. C' l'immancabile margherita gialla disegnata in un angolo.
Mio carissimo Elijah,
sono consapevole della grande infelicit che opprime il tuo animo, e ne sono profondamente
addolorata. Non era mia intenzione infliggerti una tale pena. Ti prego di capire che soffro per William.
Lui mi ha spezzato il cuore,  vero, che tuttavia  andato irrimediabilmente in frantumi al pensiero di
tutte quelle famiglie. Quegli uomini e quelle donne strappati ai loro cari. Non esiste peggiore
malvagit che separare chi si vuol bene. Piango per tutti noi. Le sciocche paure dei nostri concittadini
non permettono loro di provare alcuna compassione.
Soprattutto, per, non voglio che tu pensi che avresti potuto salvarmi, perch non  cos. 
ormai giunto il mio momento, non c' nulla che avresti potuto fare per mutare le cose. Cambia il
mondo, dolce fratello mio. Il mondo intero ha bisogno di te, come ne ho avuto io per tutti questi anni.
Passer molto tempo prima che tu riesca a capire, ma ti prego, lasciami andare adesso, con il tuo
amore.
Quando arriver il cambiamento, riuscirai a trovare pace. Non piegarlo alla tua volont; devi
essere tu a prostrarti alla sua. Aiutalo.
Con tutto il mio amore,
Abigail
Leggo lentamente, cercando di interpretare l'elaborata grafia di tanti secoli fa. Era
meravigliosa, vero?
Pi di quanto tu creda.
Resto a fissare la lettera, immaginando come possa essersi sentito Elijah la prima volta che l'ha
letta. Mi si stringe il cuore per lui.
Ho riflettuto tantissimo sull'ultimo paragrafo dice. Sono giunto alla conclusione che si
riferisca a te.
Mi guarda con un'intensit tale che quasi mi dimentico come si fa a parlare. Che vuoi dire?
Eravamo destinati a incontrarci. Tu rappresenti il cambiamento, Samantha.
Non ne sono del tutto convinta, ma voglio crederci. Ma ha scritto questa lettera trecento anni
fa.
Mia sorella era una persona speciale, proprio come te. Non vedeva gli spiriti, ma aveva delle
premonizioni. I nostri genitori le proibirono di parlarne, ma ti assicuro, Samantha, che non sbagliava
mai.
Era davvero destino che incontrassi Elijah? Cosa ti fa pensare che parli di me? Io non posso
essere il cambiamento. Non riesco a cambiare neanche la mia vita, figuriamoci se potrei essere in grado
di intervenire su qualcos'altro.
Hai cambiato me.
E come avrei fatto, scusa? Sei talmente cocciuto...
Lui sorride. Sei la prima persona in trecento anni con cui abbia avuto voglia di parlare.
Quanto vorrei che fosse vero.
E credo che tu sia in grado di rompere questa maledizione, che tu possa cambiare il tuo destino
e quello delle Eredi. Sei tu il vero motivo per cui sono tornato a Salem. Inconsciamente cercavo te.
Non so se Abigail parlasse di me quando ha lasciato questa lettera d'addio. Non so proprio
come possa essere io il cambiamento, visto che a volte non sono neanche in grado di condurre una
semplice conversazione in toni civili. Per so che voglio rompere questa maledizione con tutta me
stessa, pi di quanto abbia mai voluto qualsiasi altra cosa in vita mia.
Mi sento schiacciata dal peso di queste rivelazioni, perci ricorro al sarcasmo: Abigail aveva
ragione almeno su una cosa.  evidente che sono la prima scelta, per i morti....
Lancio un'occhiata alla foto di mio padre. Ti prometto che se c' un modo per fermare tutto
questo, lo far. Far quello che serve, per quanto folle sia.
Hai pi potere di quanto tu creda, Samantha. Devi solo essere abbastanza coraggiosa da
esprimerlo.
Facile a dirsi, per te. Tutto ci che devi fare  piegarti alla mia volont.
Sorride. Non darti troppe arie.
Viene da sorridere anche a me. Ma era la parte della lettera che preferisco.
37
Come si impicca una strega
Esco all'aria fredda del mattino e mi chiudo la porta alle spalle, felice di aver evitato
un'imbarazzante conversazione con Vivian. Siamo state senza parlarci anche pi a lungo, ma non
avevamo mai discusso in maniera cos violenta. Non  stata neanche una lite, ma qualcosa di pi. 
come se il mio mondo mi stesse crollando sulla testa: fin dai miei primi ricordi pap e Vivian sono state
le uniche persone che abbia mai avuto.
Riesco a malapena a tenere gli occhi aperti mentre cerco di infilare la chiave nella toppa. Ho
dormito tre ore e sono cos assonnata che a stento mi reggo in piedi. Mi giro e per poco non vado a
sbattere contro qualcuno. Mi spavento e lancio un grido, poi alzo la testa e vedo Jaxon che mi guarda
preoccupato.
Ecco, dopo tutta la fatica che ho fatto per uscire di casa senza farmi sentire, mi sono messa a
urlare. Non farlo mai pi! gli sbraito contro, e mi avvio verso la scuola.
Scusa, non volevo spaventarti. Jaxon mi toglie lo zaino dalla spalla, ma sono troppo stanca
per protestare. Pensavo che magari potevamo fare la strada insieme.
 capitato che mi accompagnasse a casa, ma mai a scuola. Che fai, ora mi controlli?
Forse. Non mi guarda negli occhi. Non ho mai visto Jaxon insicuro, prima d'ora, e non mi
sembra una cosa normale.
Probabilmente pensa che stia ancora poco bene da ieri. Il che  vero. Ma mi tratta come una
squilibrata e cos facendo mi ricorda di continuo tutta questa situazione assurda, mettendomi ancora di
pi in agitazione. Non ce n' bisogno.
Jaxon mi cammina accanto.  imbarazzato, si toglie una ciocca di capelli dalla faccia. Sam,
volevo parlare di...
Sono i malati che vanno controllati, sai? Io non sono malata. Di qualsiasi cosa voglia
discutere non so se riuscirei a farcela, ora come ora. Non ho il pieno controllo delle mie facolt
psicofisiche.
Hai visto una persona morire a due metri da te. Non sarai malata, ma non pu neanche essere
tutto a posto, no? Parla con tono serio e mi metto subito sulla difensiva.
Per tutta la vita mi hanno detto che ho bisogno di aiuto, che c' qualcosa che non va in me, e
constatare che anche Jaxon  entrato nel club mi fa sentire come se stessi affogando. Non voglio
parlarne adesso, Jaxon.
Perch? Perch non ti ho risposto che ti credo quando mi hai raccontato della visione che hai
avuto su John? O quando mi hai detto che moriranno altre persone?
Divento paonazza e accelero il passo. Siamo quasi arrivati a scuola. Non voglio giustificarmi
con te. Devo gi farlo con tutti gli altri. Mi riprendo lo zaino, ma lui afferra uno spallaccio prima che
riesca a mettermelo sulle spalle.
Mi guarda intensamente. Non ti ho mai chiesto di giustificarti con me! Voglio solo che mi
parli. Voglio...
Lascia. Tiro lo zaino e lui stringe le labbra, poi molla la presa. Entro a scuola e non mi viene
dietro, ma appena sono dentro, mi pento all'istante delle mie parole. Certo che voglio parlare con
Jaxon, ma come faccio a spiegargli di Elijah e della maledizione? Non mi crederebbe mai.
In corridoio i pochi studenti arrivati in anticipo mi accolgono con sguardi rancorosi. Mi
rivolgono insulti a mezza bocca, ma a voce abbastanza alta perch riesca a sentirli. Digrigno i denti per
non piangere.
Giro l'angolo e davanti a me si apre all'improvviso una porta. Nell'ombra scorgo i tratti
spigolosi di Elijah e mi infilo subito nella stanza buia. L'uscio si richiude dietro di me.  buio pesto e
con la scarpa colpisco qualcosa di duro. Mi aggrappo forte al braccio di Elijah, che accende la luce.
 lo sgabuzzino dei custodi, dove c' spazio a malapena per due persone. Siamo a pochi
centimetri l'uno dall'altra.
Per un attimo restiamo in silenzio. La luce tenue nella stanza gli getta lunghe ombre sugli
zigomi e sulle labbra, che tiene leggermente schiuse. Provo l'improvviso desiderio di avvicinarmi alla
sua bocca e mi sollevo in punta. D'un tratto, per, mi rendo conto di cosa sto facendo.
Come sta mio padre? chiedo rimettendo i piedi ben piantati a terra.
Si stanno prendendo cura di lui.
Ottimo. Hai scoperto qualcosa o ti piace solo stare nello sgabuzzino?
Gli si dipinge un sorriso sulle labbra. Ho trovato un resoconto di Cotton sull'impiccagione di
George Burroughs. Dopo i processi ha scritto un altro libro sulla stregoneria, chiamato Le meraviglie
del mondo invisibile.
Riesco a malapena a capire Memorable Providences, tanto  astruso.
Dopo di che un altro signore, tale Robert Calef, ha scritto un libro a sua volta, Altre meraviglie
del mondo invisibile. Narra l'episodio che hai visto nella tua visione.
Perch l'ha intitolato come il libro di Cotton? domando, rendendomi conto di essere ancora
aggrappata al braccio di Elijah. Non lo lascio andare, per: al tatto lo sento cos forte e... vivo!
Robert Calef ha scritto un saggio sui processi alle streghe. E aveva un'infinit di cose
spiacevoli da riferire su Cotton.
Aspetta, quindi Calef era nemico di Cotton? Ed  diventato famoso distruggendogli la
reputazione? Sento dei rumori in corridoio. Sono arrivati gli altri studenti, ma non m'importa. Allora
 possibile che la storia su Cotton e Burroughs non sia vera. Per, perch mai Cotton mi avrebbe
mostrato un aneddoto narrato da qualcun altro, che per di pi lo mette in cattiva luce?
 complicato. Cotton scrive sul suo diario che secondo lui il libro di Calef non sarebbe
nemmeno mai stato stampato. E anche se avesse visto la luce, nessuno l'avrebbe preso sul serio.
Ripetimi quello che Cotton ha detto di Burroughs dopo che l'ha sentito recitare la preghiera.
Qualcosa sul fatto che le persone malvagie possono fingere di essere buone, e di non farsi
ingannare a tal proposito. Mi sistemo meglio in quel minuscolo spazio tra i secchi e le scope, e il mio
corpo struscia contro quello di Elijah. Lui mi appoggia la mano sul fianco per non farmi cadere e mi
sento il cuore in gola come se fossi salita di corsa su per una collina.
Lui toglie la mano e poi dice: Potrebbe trattarsi di una metafora. Forse vuole indicarci una
persona, una che sembra buona ma che invece non lo .
In realt, se prendiamo in considerazione tutta la storia di Calef, potrebbe indicare qualcuno
che sembra buono ma che in realt fa schifo e che ha messo in giro delle voci su di me. Lizzie? Con me
 tremenda, ma a scuola tutti pensano che sia fantastica.
O una delle altre Eredi dice Elijah.
Al pensiero che Mary, Alice o Susannah siano in realt mie nemiche sento un improvviso e
acuto dolore al petto. Non Susannah. Tutti ma non lei. Hai avuto modo di provare a capire cos'abbia
causato quello sfogo?
No, ma adesso  il momento perfetto. Le case sono tutte vuote.
Suona la prima campanella e gli afferro la maglietta. Non voglio andare l fuori. Voglio
rimanere in questo sgabuzzino che profuma di limone, insieme a Elijah. Lui  al corrente di tutte le
cose strane che mi stanno accadendo e non pensa che sia pazza; anzi, crede che io sia speciale. Nel
corpo mi si diffonde un grande calore e mi sento come la legna secca in un caminetto acceso.
Mi accarezza la guancia con dolcezza, poi mi risistema i capelli dietro l'orecchio. Sono qui
insieme a te. E ci sar finch avrai bisogno di me. Non sei sola.
Quelle parole mi avvolgono come un bellissimo abbraccio. Si china verso di me e mi d un
bacio sulla fronte. Poi, prima che io possa aprire bocca, svanisce. Rimango con la mano che stringe
l'aria al posto di quella che, fino a un istante fa, era la maglietta di Elijah, e sento il peso della sua
assenza. Spengo la luce ed esco, immergendomi nella marea di studenti.
Corro in classe e, quando apro la porta, l'ostilit  palpabile. I posti delle Eredi sono vuoti. Mi
siedo al mio solito banco e dietro di me sento che gli altri parlano della morte di John. Suona la
campanella.
Oggi la professoressa Hoxley non ha bisogno di mettere a tacere la classe, perch appena entra
cala il silenzio. Nel pomeriggio si terr un'assemblea straordinaria, dove avremo l'opportunit di
confrontarci sulla tragedia avvenuta ieri. Se qualcuno di voi sente il bisogno di parlarne in privato, mi
chieda il pass per l'ufficio della consulente.
Mi prendo la testa fra le mani. La stanchezza e l'ansia minacciano di sopraffarmi. Sono certa
che ormai Alice e Mary sappiano della visitina che ho fatto a casa di Susannah. Non avevo proprio idea
che non avessero avuto la visione su John, e il fatto che gliel'abbia rivelato a poche ore dalla sua morte
deve risultare molto sospetto, ai loro occhi. Alice crede gi che io sia la causa di tutto questo. Se solo
avessi modo di parlare con loro. Non sappiamo quanto tempo ci resta prima che Susannah... Non ci
posso neanche pensare. Non permetter che le capiti la stessa cosa.
Suona la campanella. Apro gli occhi e mi sento la testa pesante. Appena esco mi scontro con un
ragazzo. Barcollo e rischio quasi di cadere, ma quello neanche si volta. Evviva, un'altra giornata di
carinerie. Non mi sorprenderei se mi linciassero, a quest'assemblea. Un momento, e se lo facessero
davvero? Mi brontola lo stomaco per il nervosismo e la fame.
Entro a lezione di storia e vedo che Jaxon mi guarda. Mi sento uno schifo, ma non so proprio
cosa dirgli. Anche Lizzie  assente, oggi? Che siano tutte insieme? Susannah pu averle detto della mia
visita di ieri sera? Se l'ha fatto, temo che per me le cose si metteranno sempre peggio.
Suona di nuovo la campanella.
Non so se esiste un buon modo per cominciare la lezione, oggi esordisce il professor
Wardwell. Continua a parlare, ma io rimango a guardare fuori dalla finestra, distratta.
Quello che mi ha detto stamani Elijah riguardo a un possibile nemico continua a tormentarmi. 
un avvertimento a tutti gli effetti. Cotton era furioso quando mi ha detto che mi concentro sulle cose
sbagliate.
Elijah mi compare davanti all'improvviso e sobbalzo. Jaxon ovviamente se ne accorge subito.
Ho trovato una cosa che vorrai di sicuro vedere mi dice.
Alzo la mano ma Wardwell mi ignora perch in bagno c' gi qualcun altro. Continua per
qualche secondo mentre io tengo il braccio puntato ostinatamente verso il soffitto.
S, Sam dice Wardwell in tono infastidito.
Sono io che mi immagino le cose oppure  davvero un grandissimo stronzo? Crede anche lui
che abbia qualcosa a che fare con la morte di John? Pu darsi che Jaxon si sbagliasse: forse Wardwell
 davvero un discendente. Posso avere un pass per l'ufficio della consulente? Non voglio certo
vedere la Lippy, ma a questa richiesta non pu dire di no.
Vai e basta dice agitando la mano in direzione della porta.
Prendo lo zaino e passo davanti a una ragazza in prima fila, che mi dice a bassa voce: E non
tornare.
Non ci faccio neanche caso ed esco in corridoio. Cos'hai scoperto?
Elijah mi passa una pergamena. La srotolo con attenzione e vedo che ci sono scritti dei simboli
a inchiostro nero. In alcuni punti sono sbiaditi, macchiati da un qualche liquido. Che roba ?
Un incantesimo.
Apro la bocca per ribattere, per mettere in discussione questa sua affermazione, ma mi ricordo
che ieri sera mi sono ripromessa di smetterla di opporre resistenza e di credere con tutta me stessa a
queste cose. Dove l'hai trovato?
Nascosto ad arte in un'increspatura dell'abito che Susannah indossava alla festa.
Allora  stato questo a provocare gli sfoghi, visto che lei  stata la pi colpita. Giusto? E io
che credevo fossero comparsi da soli, come una specie di segnale dell'apocalisse imminente. Questo
per non spiega perch io non sia stata toccata, mentre tutti gli altri s.
Tu parli con gli spiriti, hai le visioni. Tu sei molte cose, Samantha, ma "come tutti gli altri"
direi proprio di no.
Forse era questo che intendeva Cotton con il suo avvertimento. Se Lizzie ha cercato di
incastrarmi, il fatto che io non sia stata colpita ha fatto solo il suo gioco. Oppure  stata Alice. Oh,
cielo, spero proprio di no.
Una delle porte vicine si apre e io ed Elijah cominciamo a camminare verso l'ufficio della
Lippy.
Devo far vedere la pergamena alle Eredi. Susannah si render conto che qualcuno gliel'ha
messa nel vestito e capir che  stata Lizzie. Chi altro conosce la stregoneria, a parte quelle ragazze?
Oh no! Susannah  venuta a casa mia prima della festa. Il che mi rende la sospettata numero uno.
Ci avevo gi pensato, in effetti.
Esiste un modo per dimostrare chi ha scritto questo coso?
Non che io sappia.
Guardo la pergamena, la possibile causa di tutto questo casino. Posso tenerla?
Certo. Arriviamo di fronte all'ufficio della consulente ed ecco che la sfiga che mi perseguita
non tarda a farsi viva: la signora Lippy esce proprio in quel momento. Mi pareva di aver sentito una
voce... Sei fortunata, Sam. In questo momento sono libera.
Lancio un'ultima occhiata a Elijah prima che scompaia ed entro nell'ufficio. Mi infilo
l'incantesimo nel portafogli accanto al biglietto da visita che il capitano Bradbury mi ha dato dopo
avermi interrogata.
Sono felice che tu sia venuta. Hai fatto la scelta pi giusta.
Speravo che questo posto fosse gremito di gente e che avrei trascorso in sala d'attesa il resto
dell'ora. Mi siedo davanti alla scrivania.
Immagino che tu sia qui per parlare del tragico evento.
Annuisco. Non so bene cosa pensare.
Eri molto amica di John?
Era in classe mia.
Come ti sei sentita quando l'hai visto? Sei stata tu a trovarlo, giusto? Se persino la Lippy  al
corrente di questo dettaglio, tutta la scuola sapr che con lui c'ero solo io, quando  morto.
Sospiro. Sinceramente? Intorpidita. Non riuscivo a muovermi.
E quando l'intorpidimento  sparito?
Esito un attimo, poi: In colpa.
Lei espira come se fosse sollevata, come se stessimo facendo dei passi avanti.
Ho pensato che avrei potuto fare qualcosa per impedirlo. Odiavo John, ma non volevo che
morisse.
Del senno di poi son piene le fosse, Sam. Potrebbe invece aiutarti parlare degli eventi che
hanno condotto a questo incidente. Per capire se riusciamo a individuare la causa del problema. Tira
fuori un foglio pieno di appunti. Sei stata coinvolta in qualche alterco fisico, di recente?
In una rissa? No.
Hai mai toccato qualcuno che poco dopo si  sentito male?
E con questo, tanti saluti al mio quarto d'ora di sincerit. No.
Hai mai sabotato di proposito i voti di un compagno durante un compito?
Non credo di seguirla.  questa la lista di lamentele di cui voleva parlare la Lippy ieri?
Hai mai augurato a qualcuno di ammalarsi con lo sguardo?
Questa  la cosa pi ridicola che abbia mai sentito. Quindi mi faccia capire, gli studenti
vengono qui a inoltrare queste assurde lamentele su di me? O sono i loro genitori? Elijah aveva
ragione. Tutta la scuola vuole diffamarmi. Non mi attaccano apertamente, ma il risultato  lo stesso.
Alcune di queste accuse sono piuttosto inconsistenti, lo ammetto dice la Lippy. Ma non
possono sbagliarsi proprio tutti quanti. Sono convinta che se riuscissimo a modificare questo
comportamento ricorrente che sembri avere con gli altri studenti, potremmo raggiungere dei buoni
risultati.
Comportamento ricorrente? Ma non ... Un momento. Forse posso farlo davvero, invece. In
questa maledizione, ogni cosa sembra seguire uno schema. Potrebbe essermi utile spezzare almeno un
anello della catena. Anche Elijah ha paragonato ai processi alle streghe la mia situazione a scuola.
Sam?
Mi scusi, signora Lippy. Credo che mi abbia appena aiutato a capire una cosa.
La Lippy si illumina.  il mio lavoro.
Ho bisogno di tempo per pensare. C' un posto in cui si pu stare tranquilli per un po'? Una
classe vuota, o cose simili?
Non sarebbe politica della scuola...
Mi ha dato un sacco di spunti su cui riflettere. Temo che se tornassi in classe questi nostri
progressi potrebbero regredire.
La Lippy sembra incerta. Sei sicura di non poterne parlare con me?
Si fidi, prima devo rifletterci in privato. Poi verr da lei.
Lei annuisce e inizia a riempire un modulo. Questo  per l'aula ventisette. Di solito a quest'ora
 vuota. Mi consegna il pass. Hai mezz'ora.
Grazie infinite! Le sorrido e sembra compiaciuta. Prendo lo zaino e corro via.
Appena mi ritrovo in corridoio inizio a sussurrare il nome di Elijah. Entro nella classe vuota e
me lo trovo davanti. Bisbigliavi il mio nome?
Scusa rispondo. Non so proprio come altro mettermi in contatto con te.
Non  un problema se mi chiami.
Elijah, come fai a sapere che ho bisogno di te, se non mi stai guardando?
Ancora non ne sono venuto a capo nemmeno io. Credo sia legato alla quantit di tempo che
passo a concentrarmi su di te. Devo essere... sintonizzato, diciamo. Ti sento quando mi chiami. I nomi
hanno un enorme potere, sai?
Mi piace sapere che  sintonizzato su di me. Credo di aver scoperto una cosa interessante
parlando con la Lippy. Sapevi che in tanti si lamentano che gli ho incasinato i voti e li ho fatti
ammalare con lo sguardo e stupidaggini del genere?
Non sapevo si trattasse di questo, ma lo immaginavo.
Ti ricordi quando mi hai detto che la mia situazione  come quella delle streghe nel Seicento?
E che il silenzio  una sentenza di morte? Annuisce. Penso che tu abbia pi ragione di quanto
credessi all'inizio. Ho la sensazione che potrebbe fare tutto parte di un disegno pi ampio.
Continua.
Allora, le morti si verificano secondo uno schema preciso, questo lo sappiamo. E abbiamo
capito che la gente muore solo quando i discendenti delle principali famiglie coinvolte nei processi alle
streghe si trovano a Salem nello stesso momento. Ma se lo schema fosse pi complesso di quanto
crediamo? Se in qualche modo l'obiettivo fosse inscenare di nuovo gli antichi processi, ma con una
variante? Voglio dire che in questo caso sarei io quella accusata di stregoneria, e tutti gli altri sarebbero
ansiosi di farmi fuori. Almeno metaforicamente.
 l'idea migliore che abbiamo avuto finora.
Vero? Sono cos eccitata che mi  quasi passato il sonno. Rileggiamo i resoconti dei
processi principali. Magari se impediamo che si ripetano determinati eventi riusciremo a rompere la
maledizione... o almeno a rallentarla. Tiro fuori carta e penna per prendere appunti. Per cominciare,
abbiamo il libro di Cotton.
Dobbiamo tornare ancora pi indietro. La stregoneria era un crimine ormai comune, a quei
tempi. In un arco di poche centinaia d'anni abbiamo notizia di oltre ottantamila esecuzioni in tutta
Europa. E prima dei processi di Salem erano state gi quindici le persone giustiziate per stregoneria, nel
New England.
Quindi le pratiche magiche erano accettate come vere?
Assolutamente. E, come ti ho detto, la colonia del Massachusetts era una comunit di puritani.
Lo erano tutti i leader politici, che si consultavano spesso con i loro pastori. I puritani erano calvinisti,
quindi tutti i riti diversi da quelli approvati ufficialmente venivano considerati pagani.
Prendo un appunto sul quaderno. Di base, quindi, qualsiasi cosa esulasse dalla norma veniva
considerata opera del maligno, o cose del genere.
Elijah annuisce. E poi Salem era un luogo poco raccomandabile, pullulava di attaccabrighe.
Quasi tutti avrebbero potuto stilare in un attimo una lunga lista di lamentele su questo o quel vicino.
Proprio come al liceo, in sostanza. Scommetto che una volta cominciato, l'abitudine di
formulare accuse si  diffusa a macchia d'olio.
Certamente. Quello che hai detto sugli scritti di Cotton  corretto. Ha dato alla gente le
informazioni di cui aveva bisogno per rendere plausibili le accuse dice Elijah con voce triste.
Quindi  normale che le cose siano un po' sfuggite di mano. Rifletto per un istante. Il che 
un po' come la mia situazione qui. Al liceo si salta subito alla gola dei compagni "diversi". E quando
inizia la guerra, continua a infuriare finch qualcuno non ci resta secco.
Elijah si acciglia. Le accuse di stregoneria non sono scomparse. Si sono solo trasformate.
Speravo di avere un compito un po' pi facile. Come faccio a sovvertire un sistema del
genere?  uno schema che si ripete da secoli!
Sorride. Vorrei che tu capissi in quale contesto venivano formulate le accuse di stregoneria,
nella Salem dell'epoca. Possiamo analizzarlo pi nello specifico e provare a estrapolare una serie di
elementi necessari per mandare a morte una strega.
Okay. Quest'idea mi va gi pi a genio. Tu dimmi cosa succedeva durante i processi, e io
trover l'equivalente per la mia situazione.
Sul mio quaderno scrivo:
Per cominciare  necessaria una comunit facilmente impressionabile dice Elijah. Oltre a
quello che ho gi detto circa gli antichi abitanti di Salem, devo aggiungere che le battaglie tra francesi e
indiani avevano messo a dura prova gli abitanti del New England. A Salem in molti erano stati
attaccati, avevano perso i propri cari o la casa. Nutrivano un profondo terrore per la natura selvaggia ed
erano sempre sul chi vive. Necessitavano di qualcosa che potesse dar ragione di tutte queste loro
paure.
Come quelle morti misteriose a Salem. Alice ha detto che cercavano una spiegazione.
S. E gran parte delle accuse venivano formulate da un gruppo ristretto di persone.
Le Eredi.
Quando il gruppo decideva di scagliarsi contro una strega, nessuno in citt osava prenderne le
difese. Temevano che sarebbero stati accusati a loro volta se avessero detto qualcosa.
Tutta la scuola ha paura di opporsi alle Eredi, specialmente a Lizzie. Forse anche gli altri
abitanti della citt. Fare questi parallelismi  fin troppo facile. E la cosa non mi piace.
Spesso le lamentele sulle streghe si facevano pi frequenti. Molti altri cittadini univano la
propria voce alla causa, rafforzando il sospetto che quella persona avesse veramente qualcosa che non
andava.
Le lamentele che mi ha elencato la Lippy...
Elijah annuisce. Poi veniva fornita una prova, magari un danno fisico o una qualche visione, e
ci si spingeva addirittura fino a incolpare la strega di omicidi ormai dimenticati da tempo.
Lo sfogo e la morte di John. Tutto questo  abbastanza inquietante.
Le prove venivano passate in rassegna dai magistrati e dalla comunit, in tribunale. Quando
tutti concordavano che erano sufficienti, la strega veniva condannata all'impiccagione.
Mi batte forte il cuore. Non possono impiccarmi, no? Anche se  una metafora, l'idea mi mette
abbastanza a disagio. Ripenso al disegno tracciato sul terreno a Gallows Hill Park e al cappio sul mio
bicchiere, nella caffetteria. Su questa non ho nulla da dire.
Non so a cosa potrebbe equivalere l'andare a processo commento. E poi, gran parte di
queste cose  gi avvenuta. Non posso pi fermarle, ormai. Era possibile evitare una sentenza di
morte?
A volte s, ma solo se il condannato riusciva a trovare il modo per far udire la propria voce. Ti
servir un pubblico numeroso e dovrai essere convincente.
Sento che lo stomaco mi precipita nelle caviglie. Tipo... un discorso?
Immagino di s. Fa una pausa e so gi cosa sta per dire. E poi i nostri tribunali non erano
formali come forse te li immagini. Erano pi un raduno della comunit. La scuola non si riunir per
parlare della morte di John?
Mi guardo le mani. Ho smesso di prendere appunti. S. Hanno indetto un'assemblea per oggi
pomeriggio.
Ah, la provvidenza!
Accidenti, vorrai dire...
38
Motivi per odiarmi
Tengo stretti i fogli con la mia orrenda grafia e vado a sedermi in ultima fila. Parlano tutti a
bassa voce, ma la tensione  alta, palpabile.
Il preside Brennan si schiarisce la voce dal pulpito: Come tutti sapete, ieri uno dei nostri
studenti  venuto a mancare in un tragico incidente.
Smetto di ascoltarlo e rileggo il discorso che mi sono preparata. Mi tremano le mani, i fogli
frusciano. Fa' che non svenga  per un motivo o per un altro, mi  capitato gi due volte da quando
sono arrivata a Salem  e che nessuno mi lanci addosso nulla.
Samantha, se non fai attenzione finirai per strapparli mi avverte Elijah. Smetto di tormentare i
fogli.
Guardo le nuche degli studenti seduti davanti a me e involontariamente inizio a contarli.
Quando arrivo a cinquecento mi sento mancare il respiro.
Elijah sembra calmo, ma da come aggrotta le sopracciglia mi rendo conto che anche lui 
preoccupato. Se devi rigettare, ti suggerisco di farlo prima del discorso.
Non ho mangiato niente, oggi.
Oh, meno male.
Non posso che essere d'accordo.
Ora vorrei passare la parola ad alcuni degli amici pi cari di John dice Brennan concludendo
la sua breve introduzione.
Le Eredi salgono sul palco con indosso vestiti neri lunghi fino al pavimento, sembra quasi che
galleggino nell'aria. Lizzie tiene in mano un mazzo di rose di un viola cos scuro che da lontano
sembrano nere. Le appoggia sul palco vicino a una foto di John.
Quelle rose! Sono le stesse che ho visto vicino al lampione in centro. La mia mente corre
frenetica. Che ce le abbia messe lei? Susannah non ha forse detto che Lizzie  stata colpita pi di tanti
altri dalla maledizione e che per questo d la colpa a me?  forse capitata qualche sventura a qualcuno
dei suoi cari?
Lizzie si avvicina al pulpito con le altre tre alle spalle. Non vi far un discorso ben costruito su
quanto John fosse speciale o su quale vita meravigliosa avesse condotto fino a ieri. Lo conoscevate
tutti. Lo sapete. Il suo atteggiamento  freddo e autoritario. Non vi far ridere o piangere, n vi dir
come mi sento senza di lui. I miei sentimenti sono ovvi. Posso riassumerli in una sola parola: rabbia.
Alle sue spalle le Eredi si scambiano un'occhiata. Immagino che non si aspettassero un discorso
del genere.
Non sarebbe dovuto morire. Non  stato un incidente. E la responsabile deve pagare.
Sappiamo tutti chi : Samantha Mather.
Inizio a sudare e mi faccio pi piccola possibile sulla sedia. Mi assale un'ondata di nausea e la
vista mi si appanna.
C'era Susannah quando Samantha ha provato ad aggredirlo in corridoio. C'ero io quando l'ha
minacciato in classe. E Jaxon ha scoperto i segni dei suoi denti sulla mano di John.
Per poco non mi si ferma il cuore a sentir pronunciare il suo nome. Ha parlato con le Eredi? Di
me? In effetti  l'unico che mi abbia sentito confessare a Bradbury di aver morso la mano di John. Che
mi abbia mentito per tutto questo tempo? Il suo tradimento mi devasta, vorrei soltanto scappare via.
Reazioni di sorpresa si manifestano tra la folla, tra sussulti e bisbigli. In molti si voltano per cercarmi
con lo sguardo. Elijah  furioso, o almeno cos sembra. Brennan si alza come se volesse intervenire.
 tutto quello che abbiamo da dire. Lizzie volta le spalle al pulpito. Solo Susannah esita per
un attimo davanti al microfono, ma lei la prende per un braccio e la fa scendere dal palco. Lizzie deve
averle convinte che ho avuto un qualche ruolo nella morte di John. E Jaxon... Mi viene da piangere.
Brennan, rosso come un peperone, riprende il microfono. Ehm... vorrei solo chiarire che il
rapporto della polizia dimostra che, come ho detto poco fa, la morte di John  stata un incidente.
Adesso chiamerei sul palco il dottor Myers, terapista del dolore.
Forse non  una buona idea mormoro.
Samantha, non puoi tirarti indietro. O sali lass o potrai considerare concluso il processo.
Lizzie avr vinto.
Come faccio a far cambiare idea a tutti, dopo quello che ha detto?
Devi soltanto far venire loro dei dubbi. Spronali a mettere in discussione il loro odio per te.
Dovrebbe farci guadagnare tempo.  la tua unica possibilit, non sprecarla.
Traggo un profondo respiro. Devo concentrarmi sui motivi per cui faccio tutto questo, per cui
voglio rompere la maledizione. Lo faccio per mio padre... e ora anche per Susannah. L'ho vista esitare,
sul palco: non  d'accordo con Lizzie, non del tutto, almeno. E mi serve ogni briciolo di sostegno che
riesco a raggranellare.
Mi alzo in piedi tremando come una foglia. Per fortuna stanno guardando tutti il dottor Myers.
Mi faccio coraggio e inizio ad avvicinarmi al palco. Non mi giro mentre cammino: so gi cosa vedrei e
non ce la posso proprio fare. Tengo la testa bassa e salgo le scalette che portano sul palco.
Tranquilla, Samantha prova a rassicurarmi Elijah.
Il dottor Myers sembra confuso quando nota che mi avvicino al pulpito.
Ho qualcosa da dire mormoro.
Brennan fa per salire sul palco, ma Myers lo ferma con un cenno della mano. Con mia grande
sorpresa, il dottore appoggia il microfono e si fa da parte. Non so se essergli grata o se speravo che mi
impedisse di prendere la parola.
Piazzo sul leggio il foglio tutto stropicciato. C' un silenzio innaturale, non vola una mosca.
Non guardo il pubblico, non ci riesco. Mi concentro solo sul mio discorso e cerco di parlare con voce
sicura.
Io... ehm... So di... non aver fatto una bella impressione sulla maggior parte di voi. Alcuni di
voi... be', avete i vostri buoni motivi per odiarmi.
Alcuni iniziano a bisbigliare, ma la consulente scolastica li zittisce.
Gi dal palco! grida qualcuno e sento qualche buuu.
Le cose vanno sempre peggio. Ci sono molti... I buuu si moltiplicano.
Assassina! grida Lizzie, e molti altri le fanno eco.
Alzo lo sguardo e osservo per la prima volta la sala, gremita di volti corrucciati. Mi schiarisco
la voce mentre Brennan e il dottor Myers tentano di calmare gli studenti ostili. Liscio il foglio su cui ho
scritto il discorso, sperando che smettano di insultarmi quel tanto che basta a farmi parlare.
Con un movimento goffo della mano urto il foglio, facendolo cadere dal leggio. Elijah lo afferra
a mezz'aria. Mi ci vuole solo un secondo per rendermi conto che nell'auditorium  calato un silenzio di
tomba. Lentamente, Elijah solleva il foglio. Gli occhi di tutti sono puntati su quel pezzo di carta che
fluttua. Lo prendo e lo rimetto a posto, ma ormai proseguire con il discorso mi sembra sciocco. Come
faccio a parlare come se nulla fosse?
Adesso, se non altro, ho l'attenzione delle Eredi. Bene. Con la coda dell'occhio individuo
Jaxon, ma non lo guardo. Ripiego il foglio con il discorso e me lo infilo in tasca. Non sono perfetta,
anzi, sono piuttosto strana. Quando sono nei paraggi succedono sempre cose assurde. Non so perch, e
forse non lo sapr mai.
Posso spiegare la stranezza del foglio, per.  stato uno spirito. Non sono capace di farmi
degli amici a scuola, ma mi riesce bene con i morti. Almeno questo... Si sentono alcune risatine
nervose, che si interrompono bruscamente.
E sono piuttosto sicura di sapere perch John sia morto, anche se non so come. La tensione
nella sala  alle stelle. Ma per spiegarvelo devo fare un passo indietro. Dovete sapere che, dopo la fine
dei processi alle streghe,  capitato in ben tre occasioni che molti discendenti delle famiglie coinvolte
morissero all'improvviso. Il mio amico spirito mi ha aiutato a capire che queste morti seguono uno
schema ricorrente:  necessario che tutte le principali famiglie coinvolte nei processi si trovino a Salem
nello stesso momento. Fino a qualche settimana fa i Mather erano l'unica famiglia mancante. E, come
forse avrete notato, da quando sono arrivata la gente ha cominciato a morire.
Con mia sorpresa la folla non si comporta come se avessi detto la cosa pi ridicola del mondo.
Lancio una rapida occhiata a Jaxon e vedo che si  preso la testa fra le mani.
Lizzie, tu hai detto che sono maledetta.  vero, lo sono. Come anche le Eredi, le loro famiglie
e, forse, l'intera citt. Pronunciare queste parole mi fa sentire stranamente leggera. Cerco di evitarle
da tanto, troppo tempo. Sto cercando di capirci qualcosa, ma non credo di potercela fare da sola. Non
pretendo di piacervi. Vi chiedo solo di smettere di odiarmi per il tempo che impiegher a risolvere
questa faccenda. Ricominciano i mormorii.  tutto, credo. Grazie dell'attenzione.
Dimostraci che vedi i fantasmi! grida una ragazza mentre sto scendendo dal palco.
Oh no, di nuovo. Tutti nella stanza aspettano una mia risposta. No dico. Ma in quel preciso
istante Elijah mi solleva per la vita. Nell'auditorium riecheggiano esclamazioni di stupore. Nessuno
cerca di assumere il controllo della situazione. Cerco lo sguardo di Susannah mentre Elijah mi
riappoggia con i piedi per terra. Lei annuisce con calma mentre Alice e Lizzie discutono. In mezzo a
loro c' Mary, l'aria sconvolta.
Non torno a sedermi. Lancio un'occhiata verso Jaxon, che per non  pi al suo posto.
Attraverso le pesanti doppie porte dell'auditorium ed esco dalla scuola.
39
Un corvo e un cappio
Elijah e io siamo seduti a un tavolo coperto di libri e vecchie trascrizioni dei processi. Questa
stanza della biblioteca pubblica  disordinata e claustrofobica, ma almeno non ci viene mai nessuno.
Indico il volume che sto leggendo. Qui dice che Cotton aveva dei pregiudizi nei confronti di
Burroughs per via della sua fede non ortodossa. A quanto pare l'impiccagione di Burroughs  stata
l'unica a cui Cotton abbia partecipato, ma ancora non ho letto la trascrizione del processo.
Elijah annuisce. Mi ricordo di Burroughs. Ebbe dei trascorsi poco felici con la famiglia della
mia promessa, doveva loro dei soldi. Alla fine riusc a estinguere il debito, ma lei era a conoscenza
delle voci che giravano su di lui, voci che distorse ad arte per trasformarle in un'accusa di stregoneria.
Essendo un ministro del culto, Burroughs fu ritenuto il capo delle streghe.
Deve sembrargli parecchio strano fare ricerche su persone accusate dalla sua fidanzata. Non
capisco bene come siano collegate queste cose.  tutto cos intricato. Ma dev'esserci qualcosa che ci
sfugge.
Concordo.
Inizio a giocherellare con il cappuccio della penna. Sto solo pensando ad alta voce, ma mi
aiuterebbe ricapitolare cosa abbiamo scoperto grazie alle mie visioni. Nel primo sogno ho visto un
corvo e un cappio. Nel secondo il sermone di Cotton sulla stregoneria, dove c'era un altro cappio. E
nelle mie visioni sono comparsi John schiacciato e la ragazza impiccata. L'unica volta in cui ho
evocato Cotton ho visto l'impiccagione di Burroughs. Cio, prima che si trasformasse in Susannah.
Elijah e io restiamo in silenzio, cercando per l'ennesima volta di trovare l'elemento comune a
tutti questi eventi. Indovinelli, metafore, doppi sensi dico. Hai trovato nulla sulla donna corvo?
Secondo la signora Meriwether mia nonna la sognava spesso.
Niente che risalga al periodo dei processi. Ma all'epoca la gente era pi superstiziosa e
difficilmente metteva cose del genere nero su bianco, temendo di attirarsi maledizioni o sortilegi.
Tuttavia  possibile che non stia cercando con sufficiente attenzione. Tenter di trovare qualche diario
pi recente, magari del Diciottesimo secolo. Dobbiamo considerare anche che potrebbe trattarsi di un
altro uccello, e non di un corvo. O magari il suddetto volatile rappresenta una metafora diversa, che al
momento ci sfugge.
Metafore con gli uccelli... volo, volante, piume. Piume intagliate in un davanzale. Casa nel
bosco. Storia della donna con gli uccelli morti. C' anche un'altra cosa dico posando la penna.
Credo di non averci neanche fatto caso, onestamente.  successo prima che cominciassi a credere
davvero a tutto questo. Ti ricordi quel giorno in cui ero con Jaxon, quando ti ho trovato ad aspettarmi
sulla porta di casa? Hai visto dove sono andata? Pronunciare ad alta voce il nome di Jaxon mi provoca
una fitta dolorosa al petto.
No. Ero impegnato nelle ricerche.
L'unica volta in cui avrebbe dovuto tenermi d'occhio, non l'ha fatto. Eravamo nel bosco.
Siamo andati a cercare una casa, il posto decisamente pi inquietante in cui abbia mai messo piede. In
camera da letto le pareti erano coperte di frasi senza senso, scribacchiate da un folle. E sul davanzale
c'erano delle piume intagliate. Jaxon mi ha raccontato la storia di una vecchia che viveva in quella casa
e si nutriva di uccelli. Mi  sembrata talmente assurda che non le ho dato il minimo credito.
Elijah  seduto immobile come una statua.
E sul muro c'erano scritti il mio nome e quello di mio padre. I nostri nomi di battesimo. Non
pensavo che quelle piume potessero essere collegate alla donna corvo. Sono infastidita con me stessa
per non averci fatto caso.
Elijah spezza la matita che stringe in mano e la scaraventa sul tavolo. Come ho fatto a essere
cos idiota? Avrei dovuto parlargli subito di quei nomi.
Dove si trova questa casa, Samantha?
Posso farti una mappa.
Fai in fretta.
Disegno le strade e le zone del bosco che ricordo. Jaxon ha trovato un vecchio sentiero che
portava alla casa, ma non me lo ricordo benissimo. Sono quasi certa che quel posto sia infestato.
Hai visto qualcuno? chiese Elijah. Sembra agitatissimo.
No, ma ho sentito il pianto di una donna.
Mi guarda senza battere ciglio, poi scompare. Credo ancora che la storia che mi ha raccontato
Jaxon sia una stupidaggine, ma potrebbe esserci un fondo di verit. Tipo la questione degli uccelli.
Uccelli, piume, corvi. Non ci vuole un genio per collegare tra loro questi elementi. Pensare a Jaxon mi
fa pi male di quanto credessi, sono allibita che abbia parlato di me alle Eredi. Avr anche detto loro
che ora sono convinta di piacergli: scommetto che si sono fatte una bella risata quando l'hanno
scoperto.
Sfoglio le pagine di un libro senza neanche leggerle. Ho gli occhi umidi e cerco di ricacciare
indietro quei sentimenti, di nasconderli insieme alle altre sensazioni che al momento non posso
permettermi di gestire. Jaxon non  certo il primo amico ad avermi tradita, e sono sicura che non sar
l'ultimo.  esattamente per questo che non faccio mai avvicinare nessuno.
La stanza scarsamente illuminata, che Elijah e il suo stile d'altri tempi rendono quasi romantica,
all'improvviso sembra isolata e cupa, e l'aria si fa irrespirabile. Apro la porta per far entrare un po' di
ossigeno e mi ritrovo davanti un tizio del primo anno della mia scuola che mi guarda incuriosito. Torno
al tavolo per raccogliere le mie cose.
Mather? dice lui.
Eh?
Ho sentito il tuo discorso, oggi. Si appoggia allo stipite della porta. Non  molto alto, ma 
robusto e occupa quasi tutta la soglia.
Okay... Provo a valutare quanto spazio resta tra lui e lo stipite. Se questo tizio dovesse
rivelarsi strambo non sono certa che ci passerei.
So tutto della tua famiglia.
Ottimo. Non so se si sta prendendo gioco di me o se prova a fare conversazione.
Posso farti una foto? mi domanda tirando fuori il cellulare.
Davvero, no. Chiedilo a qualcun altro. Voglio che la gente smetta di odiarmi, non che mi
tratti come un fenomeno da baraccone.
Cheese fa lui.
Prima ancora che possa dire Cosa? quel teppistello mi scatta la foto peggiore del mondo,
abbagliandomi con il flash. Poi corre via ridendo lungo il corridoio.
Te lo spacco, quel telefono! gli grido dietro. E proprio mentre sbraito con quanto fiato ho in
corpo, da dietro uno scaffale spunta la bibliotecaria dai capelli bianchi. Comincio a sviluppare una
profonda fobia per questo posto.
Abbassa la voce mi rimprovera. Si chiude tra cinque minuti. Dopo di che mi lancia
un'occhiata di disapprovazione e si allontana.
Prendo lo zaino ed esco dalla stanza. Perch quel ragazzo mi ha fatto una foto? Vuol dire che la
gente comincia a non odiarmi pi o solo che ha trovato un nuovo modo per tormentarmi?
Me ne vado dalla biblioteca e mi stringo le braccia sul petto, rabbrividendo all'aria fredda della
sera.
Altri incantesimi dice Elijah comparendomi accanto.
Come?
La casa... Sembra ancora pi agitato di prima. Alle finestre e alle porte ci sono delle pietre
avvolte con lo spago e sigillate con cera nera. Non ne conosco il significato esatto e non oso
oltrepassare quella barriera.
Cerco di ricordarmi se le ho viste anch'io, ma probabilmente non le ho notate. Tu sei gi
morto. Cosa mai potrebbe succederti?
Da come mi guarda capisco che non me lo immagino neanche. Devo parlarti. Le conversazioni
importanti non possono aver luogo per strada.
Mi viene sempre da sorridere di fronte a questi suoi formalismi. C' un giardino laggi.
Indico Ropes Mansion, dove mi sono vista con le Eredi.
S, pu andare. Cammina con una fretta tale che devo quasi correre per stargli dietro. Non
l'ho mai visto cos turbato.
Lo seguo in giardino, nel labirinto di fiori. Persino al buio questo posto sembra pulsare di vita
propria. La torre gotica incombe su di noi alla luce della luna. Elijah sfreccia sui sentieri sterrati e si
siede su una panchina, al riparo di una tettoia fatta di viti.
Mi accomodo accanto a lui e aspetto, sembra che stia raccogliendo le idee. Finalmente si decide
a parlare: Leggendo alcuni vecchi diari mi sono imbattuto in aneddoti allarmanti riguardo la mia
promessa sposa. Non te l'ho detto perch credevo fossero affari miei, fatti irrilevanti. La mia morte
divent un'ossessione per lei. Al punto da seppellire il mio corpo al limitare della sua propriet.
 vero, se ti suicidi non possono seppellirti in terra consacrata. Non so se provare curiosit o
paura.
La sua famiglia la trovava a singhiozzare sulla mia tomba ogni notte. Mi parlava come se fossi
l con lei, si rifiutava di accettare che ero ormai deceduto. Mi viene in mente quello che mi ha detto
Jaxon a proposito di sua madre. Per ripicca, le accuse di stregoneria che formulava si fecero sempre
pi frequenti e cattive. E poi, quando i processi si conclusero, perse completamente la testa. Divent
perfida e incoerente. Ma aveva la fortuna dalla sua: la vergogna che tutti ormai provavano per quei
processi e la grande influenza che la sua famiglia aveva in citt furono sufficienti a evitarle l'arresto.
Potevano metterti in prigione se eri pazzo?
Se i tuoi attacchi di follia provocano danni fisici al prossimo, s. E i suoi erano... terrificanti, a
quanto ho letto. Le fu risparmiato l'arresto, tuttavia fu esiliata dalla citt. Lei si rifiut di andarsene
dicendo che non si sarebbe mai separata da me.
Quindi pensi che abbia vissuto in quella casa? Quella nel bosco? lo interrompo, in ansia.
Ne sono sicuro. Ho letto che i suoi genitori gliela comprarono proprio perch sorgeva appena
fuori dai confini della citt. Gi a quei tempi era una casa isolata, ben nascosta tra gli alberi. All'inizio
sua madre andava a farle visita, ma la mia promessa era sempre pi squilibrata e le sue manifestazioni
violente aumentavano giorno dopo giorno. Alla fine anche la madre smise di andarla a trovare. Ho
ritrovato una sua lettera in cui asserisce di aver rivisto la figlia da lontano, anni dopo, e la definisce
"inselvatichita" e "sporca".
Okay. E questo cos'ha a che fare con le piume che ho trovato sul davanzale e con la storia
degli uccelli che mi ha raccontato Jaxon?
Elijah sembra addolorato. Come chiunque altro all'epoca, anch'io tenevo un diario. Era
rilegato in pelle e aveva una piuma in copertina. Faceva parte di un set da scrittura e la mia promessa
ne aveva uno uguale. Era stata proprio lei a farmelo comprare. Diceva che avevo i capelli neri come le
piume di un corvo e il nomignolo con cui mi chiamava era Uccellino. Credeva che nell'ora della nostra
morte saremmo volati via insieme dice guardando un punto in lontananza.
Questa rivelazione mi fa sembrare molto pi orribili le scritte sulle pareti di quella camera. E il
pianto che ho sentito quando ho toccato la piuma intagliata... Il cervello mi va a mille. Perch c'era il
mio nome? Per cosa viene usato quel posto, oggi?
Elijah, forse le storie che girano sulla vecchia pazza che viveva l con gli uccelli in realt
parlano della tua promessa sposa, non della donna corvo... Mi interrompo. Non  possibile che la
donna corvo e la fidanzata di Elijah siano due persone diverse.
Non ho mai associato a lei la parola "corvo" e sono frustrato per non aver fatto prima questa
ovvia connessione. Nei disegni di tua nonna c'era qualcosa che mi sembrava familiare. Nel modo in cui
i capelli di quella donna le ricadevano sulla schiena... nella postura... Fino a questo momento non sono
mai riuscito a capire di cosa si trattasse.
Perch mia nonna disegnava la tua fidanzata? chiedo con il cuore che mi batte all'impazzata.
E per quale ragione Cotton ti ha mostrato un corvo in sogno? Sembra ansioso tanto quanto
me.
La fidanzata di Elijah  la donna corvo. C' solo una spiegazione plausibile per tutto questo. 
coinvolta nella maledizione. Dev'essere per forza cos.
Non avrei mai immaginato... Ma non conclude la frase.
Ha ripetuto pi volte che la sua promessa ha accusato tantissime persone di stregoneria, quindi
ha senso pensare che sia in qualche modo implicata nella maledizione. Ha contribuito a diffondere
l'isteria di massa.
S. E se  coinvolta, allora neppure io sono estraneo a questa spiacevole situazione dice
Elijah.
Stai dicendo che anche tu fai parte della maledizione?
Gi.  possibile. Io disapprovavo le sue azioni, all'epoca. Poi mi sono tolto la vita per via dei
processi, lasciandola sola. E ora rieccomi qua, a prestarti i miei servigi per spezzare la maledizione. Ha
molti motivi per volersi vendicare di me.
Se c'entri anche tu e riusciamo a venirne a capo, cosa ti succeder? Ho sempre pensato che
fosse bloccato qui perch si  suicidato, non per colpa della maledizione.
Mi stai chiedendo se rimarr uno spirito?
Annuisco.
Non saprei.
Provo una sensazione di pesantezza al petto e, per la prima volta da quando ho scoperto
l'esistenza della maledizione, l'idea di romperla non mi piace affatto. Tu vuoi continuare a essere uno
spirito?
La sua espressione  impenetrabile, ma mi guarda negli occhi. Spesso ho desiderato il
contrario.
La pesantezza che sento si intensifica. Certo.
In tutta onest, gli ultimi anni non mi sono piaciuti granch. Molte volte ho odiato la mia
condizione. E tornare a Salem ha solo aumentato le mie sofferenze. Ma poi...
Mentre parla trovo sempre pi difficile respirare. Poi cosa? sussurro.
Mi sono ricordato dei motivi per i quali soffrivo. Avevo perduto la bellezza, perduto ogni
legame. Il canto di Abigail mentre dipingevo. Il nostro ridere insieme quando nessuno ci guardava. E
quando trovavo un fiore tra i documenti che dovevo firmare per concludere un affare, be', questo
bastava a ricordarmi perch lo stavo facendo, il motivo che mi spingeva a ogni azione.  impagabile
vivere allo scopo di prendersi cura di una persona. E quando questa bellezza  stata spazzata via dal
mondo, non ho pi voluto farne parte.
Lo capisco benissimo. Senza mio padre, non saprei nemmeno pi chi sono.
Tu hai fatto rifiorire dentro di me quella bellezza. Da quando sono morto, neanche per un
minuto ho mai desiderato tornare in vita. Finch non ti ho conosciuta.
Sotto le viti, su quella piccola panchina, lo fisso negli occhi grigi. Prima di rendermi conto di
quello che sto facendo mi sporgo verso di lui, fino ad arrivargli a pochi centimetri dalla faccia. Mi
sistema delicatamente i capelli dietro l'orecchio. Samantha, io...
Non m'importa sussurro.
Lui non discute oltre. Si avvicina e preme le labbra sulle mie. All'inizio con delicatezza, poi
sempre pi forte. La sua bocca fredda si scalda a contatto con la mia. In lui tutto sembra vivo,
appassionato. Mi accarezza i capelli, poi il collo e mi stringe ancora di pi a s.
La sua lingua mi guizza in bocca e sento un formicolio pervadermi tutto il corpo, dalle labbra
alla punta dei piedi. Lo voglio. Voglio te, questo, tutto quanto. Non mi interessa se non ha alcun senso.
Lo afferro per i vestiti e lo stringo forte. Lui ricambia l'abbraccio, le mani sulla mia schiena. Poi, come
se qualcuno avesse azionato un interruttore, si allontana.
Lo guardo confusa. Che c'?
Lui scuote la testa e si alza. Non  possibile, Samantha. Tu sei viva.
40
Missione notturna
L'orologio sul comodino segna le 2:27. Mi rannicchio ancora di pi sotto il piumone. Visto
quanto ho dormito da schifo, ultimamente, avrei dovuto perdere i sensi ormai da ore. Ma tutti i dettagli
della maledizione non vogliono saperne di andarsene dalla mia testa, e il non riuscire a unire i vari
puntini mi fa impazzire. Quanto tempo mi resta, ancora?
Sento dei colpetti sul vetro della finestra e mi lancio gi dal letto all'istante, in un intrico di
coperte. Strizzo le palpebre per cercare di riconoscere la figura accucciata al buio sul mio tetto.
Susannah?
Scusa dice lei, con la voce attutita dalla finestra chiusa.
Mi inginocchio per aprirla.
Come sei arrivata sul tetto? Mi guardo intorno per assicurarmi che sia venuta da sola.
Lei si infila in camera e si richiude la finestra alle spalle. Sono salita sul graticcio.
Si  arrampicata sulla facciata?
Accendo la lampada sul comodino. Indossa un pigiama verde di pile e un vaporoso cappotto
invernale bianco. Okay, non  vestita di nero,  una specie di ninja in miniatura ed  in missione
notturna. Quante altre cose non so di questa ragazza?
 un gran casino, Samantha dice sedendosi sul davanzale.
S, lo so rispondo. Non ho proprio idea di come interpretare questa sua visita. In parte sono
sollevata, ma ho ancora molti sospetti, specialmente dopo il discorso al vetriolo pronunciato da Lizzie
all'assemblea.
No, intendo dire che sta peggiorando. Devo sapere se hai avuto altre visioni dice e avverto la
paura nella sua voce.
Intendi altre rispetto a quella in cui ci sei tu? Cavoli, non mi  uscita tanto bene.
S. Qualcun altro? Magari qualcuno che non sai chi sia?
Riconosco quello sguardo. L'ho visto spesso nello specchio. Tua sorella...
Spalanca gli occhi, spaventata.
No, voglio dire, non ho visto tua sorella. Le  successo qualcosa?
Sembra tranquillizzarsi e annuisce.  stata ricoverata in ospedale poco dopo che sono tornata
da scuola.  svenuta. Le trema la voce.
Mi siedo accanto a lei. Mi dispiace tanto. Non so cosa dire.
E non  l'unica. Il fratello e il cugino di Lizzie sono rimasti coinvolti in un incidente d'auto. Il
cugino  morto e il fratello  in terapia intensiva. E lo zio di Alice, il proprietario del Brew, ha avuto un
infarto.
Il fratello e il cugino di Lizzie? Ecco per chi erano quelle rose viola sul lampione. Mi ci vuole
tutto il mio autocontrollo per non balzare in piedi e mettermi a camminare su e gi per la stanza. Sta
peggiorando, hai ragione.
Credo tu sia l'unica che possa dare un senso a tutta questa storia.
Sono cos nervosa che per poco non mi viene un attacco di riso isterico. Mi avete tenuta
all'oscuro di tutto. Perch, se credi che io sia in grado di rompere la maledizione?
 per questo che sono qui. Ti dir tutto quello che so, voglio aiutarti.
Non mi aspettavo proprio questa risposta. Cos' cambiato?
Susannah sospira. Abbiamo ripetuto l'incantesimo della chiarezza con Lizzie e non ha
funzionato.
Vuoi dire che non avete visto di nuovo quei volti sfocati?
Lascia che ti spieghi: Alice, Mary, Lizzie e io siamo amiche da quando eravamo piccole.
Anche le nostre madri sono amiche, e cos le nostre nonne.  da quando abbiamo compiuto dieci anni
che proviamo a fare incantesimi. Ci abbiamo messo una vita per eseguirne uno che funzionasse, e solo
di recente abbiamo imparato a farli da sole, senza l'aiuto delle altre. A parte Lizzie. Lei  sempre stata
la pi predisposta, mentre noi avevamo bisogno del circolo. Ci serve ancora per quasi tutto.
Il circolo?
Noi quattro.
E John?
Susannah tentenna nel sentir pronunciare quel nome e mi pento subito di averlo fatto. Non era
interessato alla magia come noi. Quando veniva, lo faceva pi che altro per Lizzie.
Quindi lo sanno tutti che praticate la stregoneria... non sono solo voci?
Non esattamente. Diciamo che molti tirano a indovinare, ma non abbiamo mai parlato della
cosa con nessuno al di fuori del nostro gruppo.  per questo che non ho risposto alle tue domande
quando sono venuta qui.
Avevo ragione. Sono una specie di societ segreta. Ma avete fatto un incantesimo insieme a
me. Non  una violazione del vostro codice di segretezza?
S e no. Il fatto  che riesco a capire le persone. Non tutte, solo alcune. So delle cose su di loro.
Non saprei dirti come ci riesco, le so e basta. E per quanto Alice e Lizzie continuassero a dire che eri tu
la causa di tutti i mali di Salem, appena ti ho vista ho capito che non era cos. Alice e io ne abbiamo
discusso, Lizzie invece si  rifiutata di ascoltarmi. Alla fine Alice mi ha detto che, se fossi riuscita a
dimostrarle che avevo ragione, mi avrebbe aiutata a convincere Lizzie. Cos ci siamo incontrate in quel
giardino, ed  per questo che ha accettato di tentare l'incantesimo.
Alice legge le ossa e Susannah legge le persone? Che situazione assurda... Mi avete messa
alla prova?
S. L'incantesimo di chiarezza avrebbe dovuto dirci qualcosa di te, fare luce sulla verit. Ma
quei volti, be', nessuno li aveva previsti. Non era mai successo nulla di simile, prima. Quando abbiamo
visto Cotton, Alice e io abbiamo ricominciato a discutere. Abbiamo deciso di riprovare l'incantesimo
per capirci qualcosa di pi, prima di parlarne con Lizzie.
Ma perch mi difendi con le altre? Cosa vede in me, quando mi legge dentro?
Susannah mi prende la mano. Samantha, le ossa di Alice continuavano a indicarci te.  ovvio
che sei connessa a noi, nel bene o nel male.
E quindi che cos' successo con Lizzie?
Abbiamo tentato l'incantesimo di chiarezza nello stesso punto, nel bosco, ma abbiamo fallito,
come al solito. Nulla. Non  successo niente.
Non pu essere solo una coincidenza? Non so come funzioni questa roba della magia e degli
incantesimi, ma ho l'impressione che dovr informarmi al pi presto.
Lei scuote la testa. Cose cos non accadono per caso. Sei stata tu a determinare la riuscita
dell'incantesimo, ne sono convinta.
Apro la bocca per protestare, poi invece dico: L'avete detto a Lizzie?.
Comincia a giocherellare con la zip del cappotto. Alice gliel'ha accennato in auditorium,
appena prima... che succedesse tutto quanto.
Oh, no. Il peggior tempismo della storia del mondo.
Lizzie non ragiona pi. Ormai ti odia:  certa che queste morti e questi incidenti siano colpa
tua e far quanto  in suo potere per convincere tutta la citt. E dato che  arrabbiata con noi, non ci
dice cos'ha in mente. Ma non sono solo chiacchiere. La sua  una famiglia importante, qui a Salem.
Che devo fare?
Vediamoci domani nel bosco dietro il Walgreens, a mezzanotte. Noi verremo con Lizzie e
risolveremo la faccenda. Se non riusciamo a lavorare insieme, perderemo tutte. Questi inutili attriti ci
stanno facendo sprecare tempo prezioso.
Vengo scossa da un brivido. Okay...
Susannah tira fuori il cellulare. Devo scappare. I miei mi stanno aspettando in ospedale.
Riapre la finestra ed esce sul tetto.
Susannah, fai attenzione. Quella visione...
A domani dice, e si richiude la finestra alle spalle.
41
Diventiamo streghe, adesso?
Mi strofino gli occhi ed entro in cucina. Il sole  alto nel cielo, il caff  gi pronto e la casa 
immersa nel silenzio. Nel vialetto l'auto di Vivian non c'. Ora sembra che sia lei a evitarmi e questo
suo atteggiamento mi d parecchio fastidio.  stata lei a vendere l'appartamento e a mentirmi. Oltre che
a darmi uno schiaffo. Non  giusto che sia arrabbiata con me, visto tutto quello che  successo.
Prendo una tazza e ci verso caff, latte e un po' di cannella. Vedo alcune bottiglie di vino vuote
nel cestino della spazzatura. Forse Vivian sta solo aspettando che pap muoia per sbarazzarsi di me, dal
momento che non ho altri parenti n un posto dove andare. Perch non le importa pi di me? Scuoto la
testa. Devo togliermi questo pensiero dalla testa.
Elijah dico, sedendomi a tavola.
Lui compare tenendo in mano un vecchio libro rilegato in pelle. Si siede a tavola e sorride.
Bene. Sei sveglia.
Arrossisco immediatamente e abbasso lo sguardo sulla tazza di caff. Le fossette che gli si
formano sulle guance mi richiamano subito alla mente la sensazione delle sue labbra sulle mie, perci
sposto la conversazione sul nostro abituale argomento mattutino. Come sta pap, oggi?
Come gli altri giorni.
 sabato.  passata una settimana dall'ultima volta in cui sono stata all'ospedale e questa
lontananza forzata mi mette ansia. Vorrei tanto andarlo a trovare.
Elijah mi guarda con aria comprensiva. Lo aiuti di pi se resti qui.
Gli sono grata per queste parole di incoraggiamento. Cos' quel volume?
 un vecchio libro di magia. Lo sto studiando per capire che tipo di maleficio circonda la casa
nel bosco. Mi ci  voluta tutta la notte per individuarne uno che non mi sembrasse protetto da questo o
quel sortilegio.
Mi sorprende scoprire che esiste qualcosa in grado di farti del male. Anche se ormai nulla
sembra avere pi senso.
Devi capire che la mia esistenza in quanto spirito non ha una data di scadenza certa. Detesterei
dover trascorrere i prossimi secoli a subire le conseguenze di un incantesimo solo perch non sono stato
prudente.
L'idea che un oggetto semplice come un libro possa avere un potere del genere mi mette a
disagio. Potrebbe succedere davvero?
Samantha, la morte ti permette di comprendere come il mondo sia un posto migliore di quanto
credessi da vivo. Spesso il velo che separa il possibile dall'impossibile viene sollevato.
Credo di dovermi mettere in pari anch'io nell'arte dei sortilegi. Ho la sensazione di essere
rimasta parecchio indietro.
E perch mai dovresti farlo?
Be', ho quella pergamena che mi hai dato. Magari esiste qualche incantesimo rivelatore, una
formula magica che potrei usare per scoprire chi ha scritto il sortilegio. In questo caso ci
risparmieremmo un sacco di fatica.
Elijah sorride. Diventiamo streghe, adesso?
Non  divertente. Allora, hai scoperto cosa significano le pietre e le altre cose che ci sono in
quella vecchia casa?
Sospetto che servano per un incantesimo di oscuramento, per tenere nascosto il contenuto della
casa o proteggerlo da ci che c' fuori. Non ne sono sicuro. Potrebbero anche essere un sistema per
celare l'intera casa agli occhi delle persone. Non sono ancora andato cos avanti nella ricerca.
Mi chiedo come pensi di decifrare un incantesimo utilizzando un libro di magia cos antico. A
quel pensiero mi immobilizzo con la tazza di caff a mezz'aria: potrebbe essere antico anche il
sortilegio! Elijah, credi che sia possibile che la tua promessa sposa sia ancora in giro?
Serra le labbra. S.  una delle mie paure pi grandi. Nonch uno dei motivi per cui non ero
mai tornato a Salem.
Ma non l'hai vista, giusto? Te ne saresti accorto, se fosse stata nei paraggi. Uno spirito
completamente pazzo e ossessionato da Elijah sarebbe proprio la ciliegina sulla torta...
Da quando sono tornato in citt ho sempre tenuto gli occhi aperti. Non si  mai palesata, perci
ho cominciato a rilassarmi un po'. Alla fine ho dato per scontato che se ne fosse andata. Ieri, per, i
miei timori sono ricomparsi.
Sono certa che se la tizia avesse saputo dove si trovava lo spirito di Elijah, questi ultimi secoli
sarebbero stati insopportabili per lui. Come si chiamava?  strano continuare a chiamarla "la tua
promessa sposa".
Come ti ho gi spiegato, i nomi sono rivestiti di un grande potere. Per tutti questi anni sono
stato attento a non pronunciarlo mai e chiedo a te di fare lo stesso. Tuttavia sai gi come si chiamava.
Fu lei ad accusare Burroughs e Giles Corey... Testimoni contro Susannah Martin...
Mentirei se dicessi che non mi era gi venuto in mente. E questi nuovi dettagli non fanno altro
che confermare i miei sospetti. Sarei pronta a scommettere che la sua fidanzata era Ann, la leader di
quel gruppo di ragazze che dicevano di essere state tormentate dalle presunte streghe. Annuisco. Non
dir il suo nome. Posso vedere il libro degli incantesimi?
Quando me lo passa mi accorgo che  sorprendentemente pesante, ma stringerlo tra le dita d
una sensazione confortevole. La copertina di pelle  vecchia e crepata, le finiture d'argento. Lo apro
delicatamente e sfoglio le pagine, spesse e soffici come stoffa, scritte a mano con una grafia molto
simile a quella di Elijah. Scorro i titoli dei vari incantesimi. Ce ne sono molti di amore, di protezione,
di prosperit e di armonia. Dev'essere appartenuto a una strega buona. Quasi mi viene da ridere al
pensiero.
Dopo aver sfogliato qualche pagina mi imbatto in un incantesimo chiamato Origini di un
arcano. Dice che rivela la firma di una strega, permette di sapere chi ti ha lanciato contro un
maleficio.
Elijah aggrotta le sopracciglia. Non lo so, Samantha. Se dovesse funzionare rischieresti di
attirare la sua attenzione. Potrebbe accorgersi che la stai cercando. Fossi in te non andrei a stuzzicare
una strega, n tantomeno una abbastanza potente da lanciare il maleficio che ha fatto venire quel brutto
sfogo a tutti quei ragazzi.
Potrebbe aver ragione, ma  la nostra opzione migliore. Forse. Ma credo che sia necessario
correre il rischio. E poi se si tratta di Lizzie, poco male. Lei gi mi odia.
E se non dovesse essere lei?
Stando alla visione che mi ha mostrato Cotton, quella in cui ho assistito all'esecuzione di
Burroughs, probabilmente ho un nemico segreto. Purtroppo io non so con chi ho a che fare, mentre lui
 o lei  sa benissimo chi sono. Questo incantesimo potrebbe riuscire a ridurre il vantaggio che ha su di
me. Se cos fosse ce ne occuperemo poi. Tanto ormai ci sono gi dentro fino al collo... Non dovrebbe
essere la tua fidanzata, per, vero?
No. I morti non possono fare incantesimi. Lo dice con voce ferma, tanto che mi viene da
chiedermi se non abbia tentato anche lui di praticare un po' di magia.
Almeno lei possiamo escluderla, allora. Studio la lista degli ingredienti necessari. Non ne
conosco quasi nessuno, non ho mai avuto il pollice verde. Oh, merda. C' scritto che tutto dev'essere
raccolto di fresco da chi lancia l'incantesimo.
Elijah guarda la pagina da dietro la mia spalla. Come pensi di procurarti tutto l'occorrente?
Le mie possibilit sono estremamente limitate, visto che non ho un'auto e non posso chiedere a
Vivian. Guardo fuori dalla finestra. Potrei farmi aiutare dalla signora Meriwether. Scommetto che
nella sua serra ci sono alcune di queste cose. O magari anche tutte. Meglio evitare di avvicinarmi a
Jaxon, in questo momento, ma qui non si tratta di me e di quello che voglio. E poi la signora
Meriwether adora cucinare. Sono certa che mi dir dove trovare le cose che non ha in casa.
Prendo carta e penna dal cassetto della cucina e faccio una lista degli ingredienti. Elijah si
acciglia. Questa storia non mi piace per niente.
Nemmeno a me, ma a questo punto dobbiamo provarle tutte. Susannah  venuta qui, ieri notte,
e mi ha detto che a Salem ci sono stati altri incidenti. Il problema sta diventando sempre pi grave, e
troppo in fretta. A giudicare dal suo sguardo,  d'accordo con me.
Finisco la lista e lui scompare portandosi via il libro. Va bene, probabilmente sar pi facile
parlare con la signora Meriwether, senza di lui.
Bevo un ultimo sorso di caff e metto la tazza nel lavandino, poi esco dalla porta sul retro e
cammino sull'erba, diretta a casa della mia vicina. C' sempre la possibilit che Jaxon dorma ancora.
Busso alla porta e, dopo pochi istanti, vengo accolta dalle sue guance rosee e dal suo sorriso
radioso. Una raggiante mattinata a te, cara! esclama.
Sorrido di rimando ed entro in casa. Altrettanto a lei, signora Meriwether. Rimango in ascolto
per capire se Jaxon  in piedi, ma la casa  silenziosa.
Vieni a sederti qui dice passando sotto l'arco che porta in cucina.
Mi siedo davanti all'isola, che trovo di nuovo coperta di meravigliosi dolci. Me ne offre uno a
mia scelta e accetto di buon grado.
Mi domandavo se potesse darmi alcune erbe del suo orto chiedo tra un morso e l'altro.
Ma certamente! Cosa ti serve?
Il suo entusiasmo mi facilita un po' le cose. Tiro fuori la lista dalla tasca della felpa.
Porro selvatico. T del Canada. Felce testa di violino. Legge tra s e mi guarda con aria
incuriosita. A cosa ti servono?
Ehm... per una ricetta che ho trovato.
Lo sapevi che sono tutte piante native del New England?
Se il libro degli incantesimi risale all'epoca di Elijah, in effetti, avrebbe senso: la strega alla
quale apparteneva avrebbe avuto bisogno di usare ingredienti locali. No. Che buffo. Parlo con voce
pi acuta del solito.
Il t del Canada lo trovi nel bosco.
Questo non va bene, no. Quindi lei non ce l'ha?
Lei sorride. In realt s. Lo uso per un t medicinale speciale, ricetta dei nativi americani. Il
fatto  che, oltre al t, conosco solo un'altra pietanza in cui serva questa pianta: si tratta di un muffin un
po' particolare.
Merda. Sa che  un ingrediente bizzarro. Avrei dovuto fare qualche ricerca prima di
precipitarmi qui. Ecco dove ti porta l'impulsivit. Ah...
La signora Meriwether mi si avvicina e dice: Samantha, il porro e il t del Canada non stanno
bene insieme.
Abbasso lo sguardo sui dolci, sperando che possano darmi qualche consiglio. Temo che mi
prenderebbe per pazza.
Ti sorprenderesti di scoprire quante cose sono in grado di accettare, specialmente se sono
vere.  talmente calma e rilassata che mi sento uno schifo per averle mentito.
Come mi  venuto in mente di provare a farla in barba a una donna che si guadagna da vivere
cucinando? Mi servono per un incantesimo.
Con mia grande sorpresa, la signora Meriwether scoppia a ridere. Sembri proprio tuo padre.
Passavamo ore e ore a razziare gli orti dei nostri genitori per mischiare insieme erbe magiche. Credo
che fosse destino che diventassimo un commerciante di spezie e una pasticcera.
Per poco non mi strozzo con il dolce che ho addentato. Mio padre che prepara incantesimi?
Sembra proprio l'ultima cosa al mondo che farebbe, non mi lasciava neanche comprare gli amuleti
della fortuna, a carnevale. Chiss quanto  cambiato dopo la morte della mamma! Hanno mai
funzionato, quelle pozioni?
Oh no, non proprio. Ma questo non ci impediva di riprovare. Ride di nuovo. Non
t'immagini neanche quanto si  arrabbiata Charlotte quando abbiamo finito tutta la menta che le
piaceva mettere nella limonata.
Ora sorrido anch'io. Allora non crede che sia pazza?
Io vivo a Salem. A pochi minuti a piedi da qui ci sono almeno dieci negozi che vendono tonici
e pozioni, dicono che servono a trovare il vero amore, o qualsiasi altra cosa ti venga in mente. E poi
tutti adorano le mie torte della felicit. Non c' niente di meglio del triplo cioccolato per tirarsi su, te lo
garantisco. Mi fa l'occhiolino.
Non avevo mai considerato il fatto che qui gli incantesimi fanno parte della cultura popolare.
Scusi se non gliel'ho detto. Mi dispiace molto.
Non preoccuparti. La fiducia si conquista col tempo, e tu stai ancora piantando i primi semi.
Si pulisce le mani sul grembiule. Andiamo a prendere quello che ti serve?
Mi infilo in bocca l'ultimo morso di dolce e la seguo fuori, lungo un viottolo lastricato che
conduce al suo enorme orto. In un angolo sorge una serra, mentre un muretto di pietra circonda il resto.
La signora Meriwether indica le pietre. Mia madre mi diceva sempre che sassi come questi
erano la messe invernale, qui nel New England. Perch ogni anno, quando la neve si scioglieva, ce
n'erano a centinaia che spuntavano fuori dalla terra. Veniva quasi naturale costruire muri, dopo.
Per prima cosa mi consegna il t del Canada in una ciotola. Mi consiglia di assaggiarlo, sa
effettivamente di t. Man mano che raccogliamo gli ingredienti della lista, mi spiega il sapore delle
varie erbe e mi mostra quali possono essere usate per curare l'ansia, le malattie o persino per preparare
prodotti di bellezza.
La ciotola si riempie in fretta e mi sento stranamente soddisfatta dell'esperienza. Rientriamo in
casa e mi trovo a sorridere. Capisco benissimo perch era la migliore amica di pap:  una delle
persone dal cuore pi puro che abbia mai conosciuto.
Dunque, Samantha dice la signora Meriwether appena rientriamo in cucina. Che ne dici di
portare qui quell'incantesimo, cos posso aiutarti a prepararlo?
Se lo faccio qui, non correr il rischio che Vivian torni a casa all'improvviso e mi scopra. E poi
sembrava un procedimento molto complesso, mi farebbe comodo un po' di aiuto. Ma forse prima
dovrei spiegarle a cosa serve?
Oh, andiamo, ci divertiremo. E quando Charlie si risveglier, glielo diremo. Scommetto che si
far una bella risata. Sembra cos felice all'idea.
L'accenno a mio padre mi fa cedere all'istante. Non so se lo trover divertente, ma mi piace
l'idea di lui che si sveglia e ci trova a ridere insieme. Okay, torno subito.
Poso la ciotola e corro a casa passando dal giardino. Quando apro la porta sul retro, mi trovo
davanti Elijah. Ho sentito.
Non capisco se sia d'accordo o meno, ma in ogni caso mi passa il libro. Sto per tornare sui miei
passi quando mi rendo conto che non mi segue. Tu non vieni?
Ti raggiungo tra un po'. Sto cercando una cosa.
Deve trattarsi di qualcosa che ha a che fare con la sua promessa sposa, in genere non  mai cos
vago.
Okay. A dopo, allora. Buona fortuna con le tue ricerche.
Torno nella cucina della signora Meriwether e appoggio sul bancone il vecchio libro.
Ma che bello. Deve avere come minimo due o trecento anni dice esaminando la pelle. Avrei
dato qualsiasi cosa per averne uno, quando ero bambina.
Sfoglia le pagine, leggendo gli incantesimi tra un ooh e un aah. Quale facciamo?
Origini di un arcano dico e lei sembra aspettarsi una spiegazione. Be', tanto vale raccontarle
tutto. Non so se Jaxon gliel'ha detto, ma hanno dato la colpa a me dello sfogo cutaneo che si sono
beccati tutti quanti, alla festa. Sto cercando di capire chi  stato, perch credo che quella persona mi
abbia incastrata.
Tiro fuori dal portafogli il pezzetto di pergamena e lo passo alla signora Meriwether. L'ho
trovato alla festa.
Lei lo osserva attentamente mentre io sfoglio le pagine del volume alla ricerca dell'incantesimo.
E io che pensavo volessi fare un filtro d'amore dice, pi seria di pochi istanti prima. Esamina il
sortilegio che ho scelto. Be', di certo vale la pena provare.
Mamma... Sam? Jaxon entra in cucina in pigiama, i capelli biondi scompigliati che gli
ricadono sugli occhi.
Il cuore prende a battermi all'impazzata e, istintivamente, mi metto tra lui e il libro. Ricaccio
indietro l'ondata di emozioni che minaccia di sommergermi. Lui ci guarda con aria sospettosa.
Colazione, Jaxon? C' una buonissima quiche di broccoli e cheddar, ancora calda, e il tuo
succo d'arancia  in frigo.
Jaxon mi guarda fisso. Cosa state facendo?
Un incantesimo risponde la signora Meriwether, come se fosse la cosa pi normale del
mondo.
Mi sento a disagio quando vedo la faccia scioccata di Jaxon. Non farai un sortilegio nella mia
cucina, Sam.
Digrigno i denti e sostengo il suo sguardo.
Puoi aiutarci, se vuoi, caro dice sua madre. Altrimenti portati la quiche in soggiorno, per
favore. Ho l'impressione che dovremo concentrarci.
Mamma! Non scherzo!
La signora Meriwether resta un attimo in silenzio, poi chiede: Okay, figliolo. Cosa c' che non
va?.
Lo sai. Per anni tutti hanno pensato che fossi pazza per colpa di sua... Si interrompe,
frustrato.
Mia nonna concludo. Mi ha raccontato che in citt avevano cominciato a evitare sua madre
perch pensavano fosse ammattita. Era depressa per la morte del marito, ma Jaxon mi ha detto anche
che faceva altre cose bizzarre. Solo adesso capisco a cosa si riferisse.
Finalmente nessuno pensa pi a quella storia e tu ti metti a fare incantesimi? E tu... Mi guarda
senza finire la frase. Nei suoi occhi leggo l'accusa.
La signora Meriwether osserva il figlio lottare con le proprie emozioni. Siamo al sicuro nella
nostra cucina, non dovresti preoccuparti pi di tanto di cosa pensa la gente. E poi sai che Charlotte 
stata come una madre, per me. Non mi pento neanche di un secondo trascorso in sua compagnia, non
m'importa cosa pensano i miei miopi concittadini. Credevo di averti cresciuto meglio di cos, Jaxon.
Lui mi guarda dritto negli occhi. Avevi ragione. Tu fai del male alle persone che ti stanno
vicino.
E tu, allora? esclamo. Vorrei sembrare sicura di me, ma mi trema la voce. Che hai aiutato le
Eredi a mettermi in croce?
Abbassa lo sguardo e scuote la testa. Lo sapevo che l'avresti pensato. Non so neanche perch
mi sono preso il disturbo. L'espressione nei suoi occhi mi fa desiderare di rimangiarmi ogni parola. Si
volta e si allontana.
Jaxon lo chiamo, ma lui continua a camminare.
La signora Meriwether mi blocca impendendomi di corrergli dietro. Dagli tempo.  lui quello
che deve riflettere. Se gli metti pressione adesso, peggiorerai solo le cose.
Mi dispiace tanto, signora Meriwether.
Non scusarti. Non hai fatto niente di sbagliato.
S, invece. Ho pensato cose orribili di una persona che non ha fatto altro che essere gentile con
me. Mi volto a guardare gli ingredienti che sua madre mi ha aiutato a raccogliere e mi sento da schifo.
Me ne vado.
L'espressione della signora Meriwether si addolcisce. Invece no. Abbiamo un incantesimo da
preparare. Non ha senso che siano tutti scontenti.
E Jaxon?
Si asciuga di nuovo le mani sul grembiule. So che ti preoccupi per lui, ed  molto dolce da
parte tua. Il mio Jaxon ha un animo pragmatico, che Dio lo benedica. Proprio come suo padre. Ma a
volte c' bisogno di credere pi di quanto non si voglia, per capire davvero come stanno le cose. Col
tempo se ne render conto. Sii paziente con lui, Samantha.
Vuole dire che deve credere in me o che io devo credere in lui? Grazie per la sua gentilezza,
signora.
Lei si sistema il grembiule. Okay, ora basta. Da dove cominciamo?
Sfoglio le pagine del libro, cercando di ignorare la tristezza che mi appesantisce l'animo.
Dobbiamo bollire le bacche.
La signora Meriwether prende un pentolino, piccolo ma apparentemente molto pesante. Si
chiama chowder.  da questo recipiente che hanno preso il nome per la famosa zuppa, lo sapevi?
Lo riempie d'acqua per met e lo mette sul fornello. Buttiamo dentro le foglie di t del Canada,
che spandono per la cucina un profumino di gomma da masticare alla menta. Leggiamo insieme le
istruzioni e per fortuna lei sa cosa fare, perch io non ho assolutamente idea di come sminuzzare
finemente le piantine.
La signora Meriwether mi allunga un tagliere e un coltello. Prima di tutto rimuovi la radice.
Cos. Poi taglia la pianta per il senso della lunghezza. Ora tienila bene con le dita e tritala a pezzettini
pi uguali possibili.
Sono sbalordita dalla rapidit con cui muove le mani. Prendo il coltello e cerco di imitarla, ma
vado al venti per cento della sua velocit e non ho neanche un briciolo della sua destrezza. Insieme,
comunque, sminuzziamo tutte le foglie e le buttiamo nel pentolino.
Wow. Questo s che  un odore pungente esclama la signora Meriwether mentre osserviamo
gli ingredienti ribollire sul fuoco.
Leggo di nuovo le istruzioni e la signora Meriwether tira fuori una specie di siringa da un
cassetto. Sgombriamo una parte del bancone, vicino al fornello, su cui srotolo delicatamente il
pezzettino di pergamena. C' un che di esaltante nel lavorare con lei. Forse  proprio cos che i bambini
preparano i biscotti insieme alla loro mamma.
Faccio un bel respiro e mi concentro sulle parole dell'incantesimo: Ci che  nascosto, ors
venga detto, mostra la mano con la quale hai scritto. Il tuo segno magico voglio scoprire, con queste tre
gocce fatti sentire.
Verso il liquido nella siringa e faccio cadere tre gocce sulla pergamena. Restiamo entrambe a
fissarla senza battere ciglio, tanta  la tensione. Il liquido rosso la avvolge e i simboli neri che ci sono
scritti sopra cominciano a espandersi, come sanguinassero. All'improvviso la pozione rossa si
concentra tutta in un punto al centro della pergamena e, lentamente, inizia a curvarsi e contorcersi.
Dopo un attimo si ferma: ha assunto la forma di un'elegante piuma rossa.
Resto a fissarla a occhi sgranati, sperando che basti la mia sola forza di volont per costringerla
a trasformarsi in qualcos'altro. Qualsiasi cosa, ma non una piuma. Mi si contorce lo stomaco e per
poco non lascio cadere la siringa.
La donna corvo commenta la signora Meriwether in tono sommesso.
Recupero la pergamena afferrandola con la punta di due dita, cercando di toccarla il meno
possibile. Mi dispiace, ma devo scappare. Recupero anche il libro. Mi serve Elijah. Adesso.
Che significa esattamente? chiede la signora Meriwether.  diventata seria, non ha pi il suo
solito atteggiamento allegro e gentile. Tua nonna diceva...
La interrompo. Se non me ne vado adesso mi verr un attacco di panico, garantito. Non lo so.
Se riesco a capirci qualcosa prometto che verr a spiegarle tutto. Scusi di nuovo se scappo cos. Corro
via dalla cucina prima che la signora Meriwether abbia tempo di ribattere.
Elijah esclamo correndo sull'erba.
Quando apro la porta sul retro di casa mia, lo trovo in corridoio. Gli passo la pergamena e sul
suo viso non vedo sorpresa.  solo arrabbiato.
Non  possibile dice quasi fra s. Alza i tacchi, Samantha. Dobbiamo andare.
La porta principale sbatte. Sam? urla Vivian.
Se scappo adesso mi vedr. Rimango immobile, incerta sul da farsi. S?
Elijah mi strappa di mano il libro e la pergamena, che svaniscono proprio quando Vivian fa
capolino in corridoio.
Dove sei stata? Ti ho chiamata tre volte, sia a casa sia sul cellulare. Credo che... Vede la mia
faccia e si ammutolisce.  successo qualcosa?
Ehm, s. So che non mi crederebbe mai se le dicessi che va tutto bene.
Presto, Samantha mi sprona Elijah. Sar costretto a portarti fuori da qui di peso, se non trovi
un modo per andartene.
Non riesco a pensare, se mi mette pressione in questo modo. Avevo dimenticato che ho un
saggio da preparare per luned.
Ah. Pensavo di andare a trovare tuo padre. E strada facendo potremmo parlare delle litigate
che facciamo ultimamente. So che non  facile per te, e so anche di essere stata piuttosto irritabile di
recente.
Sono sorpresa, Vivian non ha mai cercato di risolvere le cose in questo modo. Comunque non 
che abbiamo litigato in modo cos irreparabile. Una parte di me vorrebbe tanto dire di s, perdonarla e
credere che quel documento dell'assicurazione abbia una spiegazione plausibile. Ma devo andare con
Elijah e scoprire cosa significa quella piuma. Ho un appuntamento con il gruppo di studio in
biblioteca dico correndo verso la porta. Detesto dovermene andare adesso, ma non posso fare
altrimenti.
Ti rendi conto che sto cercando di essere gentile, quando invece dovrei essere arrabbiata con te
per come ti sei comportata? E non ti ho dato il permesso di uscire! esclama. Sento di averla ferita, ma
man mano che parla il suo tono si colora di rabbia.
Metto la mano sulla maniglia della porta e mi giro a guardarla.  furibonda. Corro via.
Non ti azzardare ad andartene! grida, cos forte che la sento dal vialetto.
Non mi volto.  troppo tardi per cambiare idea, ma temo che quest'ultima bravata possa aver
distrutto una volta per tutte il nostro fragile rapporto. Mio padre riusciva sempre a calmarci, faceva da
paciere. Ora, invece, non facciamo altro che scontrarci, e nel modo pi doloroso che esista. Forse senza
di lui non funzioniamo, Vivian e io.
Da questa parte mi fa strada Elijah.
42
Non ho scampo
Mi asciugo il sudore dalla fronte mentre percorro una stradina di ciottoli, appena fuori citt. Ho
smesso di correre cinque isolati fa, ma a quanto pare il mio corpo non se n' ancora accorto.
Sono nei guai fino al collo.
Non potevo rischiare di farti rimanere l dice Elijah.
Okay, ma perch? Mi fermo. Non voglio abbandonare questa tranquilla stradina, non c'
nessuno e posso parlare liberamente con lui.
Oggi, con quell'incantesimo, hai attirato l'attenzione su di te. L'attenzione della mia promessa
sposa.
Mi sento vulnerabile. Quindi ora sa dove vivo?
Presumo che lo sapesse gi. Dopotutto risiedi nella casa che un tempo apparteneva a me.
Quello di cui non era al corrente  che sei in grado di lanciare incantesimi.
Stai dicendo che le ho appena fatto capire di essere una potenziale minaccia?
Pressappoco.
Prima, quando non ero affatto una minaccia, gi mi scagliava contro i suoi sortilegi. Adesso,
be', tanto vale disegnarsi un bel bersaglio sulla fronte. Ma mi hai detto che gli spiriti non possono
ricorrere alla magia.
Infatti.
Mi sfugge qualcosa?
Lui annuisce, a disagio.
Sam?
Mi volto appena sento la voce di Jaxon. Mi stava cercando? Sono allo stesso tempo sollevata e
terrorizzata di trovarmelo qui. Mi ha visto parlare con Elijah? Mi hai seguita?
So che provi dei sentimenti per lui, ma non c' tempo per questo. Devo dirti una cosa
importante dice Elijah, e ho la sensazione che, di qualsiasi cosa si tratti, non sar niente di buono.
Jaxon mi si avvicina. S, be', hai assistito alla morte di una persona, poi ti sei messa a levitare
sul palco dell'auditorium. Prima ti ho sorpresa a fare un incantesimo con mia madre e ora ti ho vista
correre a perdifiato per strada, come un'ossessa. Credo che seguirti sia stata una mossa sensata.
Non hai detto a Lizzie che ho morso la mano a John, vero?
Tu che ne dici?
Jaxon, io... Mi dispiace. Non so cosa dire.
Perch non inizi spiegandomi tutto?
Samantha interviene Elijah. Non ho bisogno di guardarlo per capire che non  una grande
idea mettersi a chiacchierare adesso.
Non ho tempo.  la cosa pi sincera che possa dire.
Perch?
Non capiresti dico torcendomi le dita delle mani.
Jaxon aspetta che continui, ma quando vede che resto in silenzio, mi chiede: Perch non ti fidi
di me?.
A quelle parole sento una stretta al cuore. Non  questo.
Elijah alza le braccia al cielo, spazientito.
Allora perch non mi dici nulla? chiede Jaxon. L'ho dovuto scoprire insieme al resto della
scuola quello che ti era successo. Persino le Eredi ne sanno pi di me. Apro la bocca, ma lui mi ferma.
Non provare a dirmi che non  cos,  evidente. E poi hai creduto alle menzogne che Lizzie ha detto
sul mio conto. Non siete neanche amiche, accidenti. E io, che invece faccio tutto il possibile per te,
vengo tenuto all'oscuro.
Mi mordo il labbro. Ho frainteso completamente il motivo per cui Jaxon era arrabbiato con me.
Mio malgrado sono d'accordo con lui. Non ho mai voluto tenerti all'oscuro sussurro.
Allora smetti di farlo dice Jaxon.
Elijah prende a camminare avanti e indietro. Se continui a cincischiare, sarai sempre pi in
pericolo.
Il che significa che anche Jaxon lo , visto che si trova vicino a me. Non  sicuro restare qui
dico.
Jaxon si guarda intorno, la strada  costeggiata dalle dimore storiche e dalle caratteristiche
panchine di Salem. Siamo in un quartiere benestante e c' ancora luce. Non credo proprio che esista
un posto pi sicuro di questo.
Arrossisco, imbarazzata per la figura da paranoica che sto facendo. Questo lo so. Non sto
dicendo che gli alberi ci mangeranno. Sto dicendo che non  sicuro per te restare insieme a me.
E io, di nuovo, ti chiedo perch. Non ho mai visto Jaxon comportarsi cos.  serissimo.
Come faccio a dirgli qualcosa che suoni sensato alle sue orecchie? Voglio dirtelo,  che non
so come fare.
Provi qualcosa per me, Sam? Fa un passo verso di me e il cuore inizia a battermi sempre pi
forte. Devo saperlo. Perch se  cos, sono disposto a restare qui anche tutto il giorno pur di ottenere la
tua fiducia. Ma se non provi nulla...
Lancio un'occhiata a Elijah, che grugnisce immusonito e si allontana di qualche passo per
concederci un po' di privacy. Avrei tanta voglia di correre via. Sono nervosa in modo assurdo e non
voglio parlare di queste cose davanti a lui. Ma non posso ignorare la domanda di Jaxon. Non ho
scampo.
Sam? Cosa stai guardando? Aspetta un momento... lui, lo spirito...  qui?
Gi.
Jaxon scruta tutto intorno ed Elijah si avvicina.
S, sono qui. Sto cercando di tenerla al sicuro e non perdo certo tempo in sentimentalismi
quando  evidente che sia molto turbata esclama.
Non  colpa sua, non pu capire gli dico, prima che riesca a trattenermi.
Che cosa mi ha detto? chiede Jaxon.
Vai a casa, Jaxon, prima di farle del male dice Elijah.
Sam? Jaxon fa un passo avanti. Non ha intenzione di andarsene, nonostante la stranezza di
tutta la situazione.
Mi viene da piangere. Non posso mentire, c' Elijah accanto a me. Ha detto che devi andare a
casa prima di farmi del male. Trasalisco pronunciando ogni parola. E, dall'espressione di Jaxon, mi
rendo conto che avrei dovuto tenere la bocca chiusa.
 questo che provi? chiede piano lui.
 pi complicato, ovviamente. Ma se gli confesso la verit, rester qui con me. Devo fare un
enorme sforzo di volont per dire: S.
Jaxon annuisce, gli occhi lucidi. Ho avuto la mia risposta. Aspetta che dica qualcos'altro,
qualsiasi cosa, ma dopo un breve attimo di silenzio, si allontana.
Jaxon! Mi dispiace! Non  passata nemmeno un'ora da quando ho respinto in malo modo
Vivian, e ora  toccato a lui.  stato tremendo, ma forse il problema sono davvero io. Forse Lizzie ha
ragione: faccio solo del male alle persone.
Si ferma e fa per voltarsi, poi per cambia idea. Scuote la testa e continua a camminare. Man
mano che si allontana da me, il dolore che mi invade il petto si fa sempre pi insostenibile.
Guardo Elijah. Lo so dice, e mi stringe in un abbraccio. Gli affondo la faccia nel petto e mi
aggrappo alla sua camicia. Profuma di vecchi libri. Non potevo farti correre ulteriori rischi.  pi
sicuro per tutti se torna a casa. Soprattutto per lui.
Cosa volevi dirmi?
Elijah mi tiene stretta a s ancora un attimo prima di lasciarmi. Mentre eri a casa della signora
Meriwether ho cercato altri diari.
Hai trovato qualcosa, vero?
Annuisce. In un diario risalente alla fine del Settecento un uomo asserisce di aver visto una
donna che viveva nel bosco assieme ai corvi. Costui afferma che nessuno si avvicinava a quella casa
per paura di un sortilegio.
Ma alla fine del Diciottesimo secolo avrebbe dovuto avere pi di cent'anni.
 esattamente questo che mi ha colpito. Cos ho frugato anche tra i diari risalenti
all'Ottocento, dove ho trovato ben due testimonianze. E poi un'altra, all'inizio del Novecento.
Com' possibile che, a distanza di trecento anni l'una dall'altra, quattro persone scrivano di
essersi imbattute nella stessa donna? Forse si sono solo limitati a ripetere storie che hanno udito da
altri, magari non l'hanno mai vista.
Elijah si ravvia i capelli scuri e ondulati. Quello che mi fa riflettere  che le descrizioni sono
tutte estremamente simili.
Cosa stai dicendo, quindi? Pensi che la donna corvo abbia centinaia di anni?  impossibile.
Ma non sono convinta come vorrei, purtroppo. D'altronde ho appena eseguito con successo un
incantesimo in compagnia di una vicina di casa e il mio migliore amico  uno spirito, che ho pure
baciato, fra l'altro. Qui a Salem la parola impossibile ha un significato molto pi evanescente che a
New York.
 impossibile, dici? chiede Elijah. Posso solo immaginare quanto sia terrorizzato in questo
momento.
Se lancia incantesimi dev'essere ancora viva. Giusto?
Possiamo affermare con un certo grado di sicurezza che  lei il nemico sconosciuto cui si
riferiva Cotton Mather nella tua visione.
Impallidisco di colpo. Lui mi ha detto che presto attenzione alle cose sbagliate. Ma perch non
si  limitato a dire che il mio nemico segreto  la tua promessa sposa, invece di mandarmi tutti questi
messaggi in codice?
I nomi hanno un grande potere, te lo ripeto. Avr cercato di proteggerti. O forse di proteggere
se stesso.
Andiamo bene. Se anche Cotton ha paura di lei, cosa devo pensare? Mi guardo intorno
spaventata. Ho il terrore che possa colpirmi da un momento all'altro. Credi ce l'abbia con me per via
di Cotton?
 probabile.
Ma accanto al mio nome c'era anche quello di mio padre. Se  lei la responsabile dello sfogo
cutaneo che ha terrorizzato tutti, alla festa, scommetto che c' il suo zampino anche dietro tante altre
cose. I pasticcini che hanno fatto star male i miei compagni, per esempio. O la morte di John. Quindi
ora ci sono due cose che possono uccidere mio padre... la maledizione e la tua promessa sposa.
Credo che le due cose siano equivalenti, purtroppo. Tuttavia non so dove sia il legame.
Sussulto quando sento qualcuno sbattere la portiera di un'auto.
Mi avvicino di un passo a Elijah e gli sussurro: Come la troviamo?.
Mentre cerco di capirlo rechiamoci in un caff, o in un altro luogo pubblico in cui sei meno a
rischio.
Assolutamente no. Non mi nasconder a sorseggiare bevande calde mentre tu te ne vai in giro
a cercarla.
Se riuscissi a parlarci, forse potrei persuaderla a smettere. Sembra determinato quanto me.
No. Cotton e la tua promessa sposa erano collegati dico, richiamando alla memoria la mia
tabella COME SI IMPICCA UNA STREGA. Il mio avo non sarebbe mai riuscito a diffondere
quell'isteria di massa senza di lei, e viceversa. Oh, cielo, quindi io, con il mio arrivo a Salem, senza
volerlo ho dato inizio a questa raccapricciante catena di decessi e incidenti. Ma  lei la responsabile, ci
metterei la mano sul fuoco.  stata lei, e non senza volerlo. E se siamo state noi a cominciare, allora lei
e io siamo le uniche in grado di fermare la maledizione. Appena lo dico ad alta voce, so di avere
ragione. Susannah ha detto che sono la chiave per sistemare tutto. Alice crede invece che io sia il
problema. Potrebbero aver ragione entrambe, e il pensiero mi fa girare la testa.
Questa tua speculazione non mi piace affatto commenta Elijah, e il suo disappunto non fa che
confermare i miei sospetti.
Nemmeno a me, credimi. Ma Cotton avrebbe potuto interrompere la catena di accuse tanti
secoli fa, se solo ci avesse provato. E cos facendo avrebbe salvato la vita di persone innocenti. Se in
tutto questo c' un parallelismo, come crediamo, adesso sono io quella che deve provarci. Questa
teoria assume sempre pi senso man mano che la espongo.
Elijah si acciglia. Non dimenticare che impersoni la strega, in questa versione moderna della
storia.
La tua fidanzata ha perso tutto. Se volesse dare la colpa a qualcuno per i processi, la scelta pi
probabile sarebbe Cotton. Quale vendetta migliore che tacciare una Mather di stregoneria e farla
apparire come la responsabile di tutte queste morti?
Come avrebbe potuto Cotton fermare la mia promessa sposa?
Denunciandola come imbrogliona. Rivelando a tutti le sue bugie dico. Se  davvero cos,
allora l'incantesimo che ho fatto  stato un passo nella giusta direzione. Guardo il libro di magia posato
sulla panchina a pochi metri da noi. Ma perch io possa farlo, devo per forza sapere dove si trova.
Elijah segue il mio sguardo fino al volume. Un incantesimo non  una buona idea, Samantha.
Abbiamo altra scelta? Se voglio fermarla non posso starmene qui impalata ad aspettare che mi
colga di sorpresa.
Non  sicuro taglia corto lui. Non ne sappiamo abbastanza, ancora.
Ah, quanto vorrei dargli ragione. Ma se non la rintraccio continuer a trovarmi in una
posizione di svantaggio. Elijah, dobbiamo farci venire in mente un piano. E poi provare uno di quegli
incantesimi.
Un piano? Non sappiamo neanche cosa vogliamo ottenere esclama, stavolta in tono agitato.
Non voglio che tu corra rischi.
Se muoio, allora immagino che trascorreremo un sacco di tempo insieme.
Mi prende il braccio e me lo stringe, come a volermi togliere dalla testa quell'idea con la forza.
Non parlare in questo modo neanche per scherzo, Samantha. Hai tutta la tua splendida vita davanti.
Non puoi neanche immaginare quante belle esperienze potrai vivere. Non augurerei mai la mia sorte a
una ragazza cos giovane.
Ma come posso vivere la mia vita, se non fermiamo la tua fidanzata? dico con altrettanto
fervore. E quante altre persone dovranno pagare per colpa di questa maledizione?
La romperai. Solo, sii ragionevole. Mi attira a s di qualche centimetro.
I nostri volti sono molto vicini, adesso. John  gi morto. La prossima sar Susannah. Per non
parlare poi di tutti gli altri. Non posso starmene con le mani in mano, ora che so cosa devo fare. Non
riuscirei mai a vivere in pace con me stessa. Non far come Cotton, non rimarr a guardare. Ogni
minuto che passa divento sempre pi determinata. Non ho alcun desiderio di conoscere la promessa
sposa di Elijah, ma non voglio assolutamente perdere quest'occasione solo per la troppa prudenza.
Non sai di cos' capace. Mi tira di nuovo a s, come se cercasse di farmi scudo con il suo
corpo.
All'improvviso il suo ruolo nella maledizione mi  pi chiaro. Stavolta il nemico lo conosci,
Elijah.
Mi guarda con aria confusa.
Non hai potuto proteggere Abigail perch non sapevi chi fosse il nemico. Ora cerchi di
proteggere me, ma stavolta sappiamo contro chi combattiamo.
Spalanca gli occhi e mi lascia andare, sedendosi sulla panchina. L'ultima volta ho fallito e mi
sono tolto la vita.
Mi siedo accanto a lui e gli parlo con voce gentile: Non posso farcela senza di te.
Lui si gira a guardarmi. Per qualche istante restiamo in silenzio. I suoi occhi grigi sono grandi e
tristi. Non riuscirei a vivere per l'eternit sapendo di aver deluso anche te.
Mi si forma un nodo in gola. Non potresti mai deludermi...
Lui sospira. D'accordo, Samantha. Mi piegher alla tua volont.
Sono sollevata, ma la mia soddisfazione dura poco, perch in lontananza risuonano le sirene
della polizia. Elijah svanisce. Io mi alzo, mi guardo intorno e vedo la professoressa Edelson che sbircia
da una delle finestre del secondo piano. Appena incrocia il mio sguardo, chiude subito le tende. Come
ho fatto a essere cos stupida da rimanere tanto a lungo nello stesso posto? Chi mi ha visto avr
sicuramente creduto che parlassi da sola.
Elijah ricompare. Scappa!
E inizio a correre all'impazzata.
Gira a destra dice, e mi butto in un vicolo. Le sirene della polizia si fanno pi vicine. Il
parco.
Sfreccio sul marciapiede rischiando di buttare a terra un pedone. Controllo in fretta che non
arrivino macchine e attraverso la strada infilandomi tra alcuni alberi. Mi fermo vicino al tronco di un
grosso acero. La volante ci passa davanti, sgommando nella direzione dalla quale siamo venuti.
Devi toglierti dalla strada dice Elijah. Quell'agente aveva un taccuino pieno di lamentele su
di te.
Aspetta, perch?
Non sono rimasto tanto a lungo da scoprirlo. Dobbiamo tornare a casa della signora
Meriwether.
Cosa!? esclamo orripilata. No.
Ti viene in mente un posto migliore per preparare un incantesimo?
43
Ma che...?
Ad aprire ci penso io dice Elijah mentre mi accuccio dietro un cespuglio nel giardino della
signora Meriwether, con il libro degli incantesimi stretto al petto. In casa mia le luci sono accese e
l'auto di Vivian  nel vialetto.
Appena Elijah apre la porta corro sul prato nella luce morente, con il cuore che mi martella nel
petto. Salgo ansimando i gradini del portico e mi precipito in casa, sbattendomi la porta alle spalle.
Chi ? chiede Jaxon dal soggiorno. Oh, no. Voglio scomparire, non me la sento di affrontare
il suo sguardo ferito. Ma tempo pochi secondi e mi si para davanti.
Ehi dico guardandomi le punte dei piedi.
Hai appena fatto irruzione in casa mia, per caso?
Non volevo che qualcuno mi vedesse, non era mia intenzione entrare furtivamente. Ed  la
verit.
Perch ti importa se ti vedono venire qui?
Elijah si acciglia. Il tempo passa in fretta.
Resto zitta per qualche istante, incerta su cosa dire. Be', io... Valuto le varie risposte
possibili, ma fanno tutte schifo.
C' solo una cosa che posso dire: Non avrei mai dovuto credere alla bugia di Lizzie. So di
averti messo a disagio con la storia dell'incantesimo e con quello che  successo nell'auditorium. E poi
di nuovo oggi, per strada. Mi dispiace davvero. Vorrei tanto poterti spiegare tutto... e convincerti che
non ho mai avuto intenzione di farti soffrire, che ci tengo a te.  che ancora non riesco a raccapezzarmi
neppure io.
Ci tieni a me? Non ho mai visto Jaxon vulnerabile, prima d'ora. Mi fa sentire molto, molto
peggio di quanto gi non stia.
Samantha mi avverte Elijah. Gli lancio un'occhiata spazientita. Teme che perda tempo con
questa conversazione, ma non voglio ferire Jaxon ancora di pi.
S dico annuendo.
La sua espressione si addolcisce un po'. Ora che mi hai detto questo, il resto posso gestirlo.
Persino il fantasma.
Elijah aggrotta le sopracciglia e io annaspo nel senso di colpa mentre guardo prima l'uno e poi
l'altro. Come ho fatto a cacciarmi in questo casino?
Samantha? La signora Meriwether entra in casa. Ero preoccupata.
Mi irrigidisco. Scusi se sono scappata via.
Quando ho visto quella piuma, io... Be', a essere sincera,  tutto il giorno che mi ronza nel
cervello l'idea che tua nonna avesse ragione, sulla storia dei corvi.
Faccio un respiro profondo. Devo rintracciarla... la donna corvo. La signora Meriwether
annuisce, come se se lo aspettasse. E mi farebbe davvero comodo il suo aiuto.
Sul viso di Jaxon torna l'espressione corrucciata di poco fa. Eri venuta a scusarti con me, eh?
Cavoli, non faccio che combinare disastri. A questo punto posso solo sperare che non mi odi.
Jaxon, ti dir la verit. Niente bugie, nessuna omissione. Ma non posso spiegarti proprio tutto
tutto, non c' tempo e basta. Dovrai credermi sulla parola, per adesso. Puoi farlo?
Aggrotta le sopracciglia e, prima di rispondere, guarda sua madre. Hanno forse parlato? Solo
se prometti di non tenermi pi all'oscuro come hai fatto finora. Mi sono sentito ridicolo.
Espiro, sollevata. Lo prometto.  molto pi indulgente di quanto non sarei io. Allora... il
motivo per cui ultimamente mi sono comportata in modo cos folle  perch credo che la morte di John
faccia parte di uno schema pi ampio. La prossima sar Susannah. E scommetto che entro breve
toccher a me e mio padre.
La signora Meriwether e Jaxon si scambiano un'altra occhiata. S, hanno parlato di sicuro, ma
di cosa?
Se lo pensi davvero, allora devi andare alla polizia suggerisce Jaxon.
L'accenno alla polizia mi fa irrigidire ancora di pi. Che sia stata Lizzie a metterli sulle mie
tracce? Susannah mi ha detto che la sua famiglia ha un sacco di conoscenze in citt.
Questa  una delle cose su cui devi fidarti di me dico, e Jaxon sembra sul punto di ribattere.
Cara, andiamo in cucina a parlare di quello che vuoi interviene la signora Meriwether.
Donna assennata commenta Elijah.
Annuisco, grata alla signora Meriwether per il suo aiuto, e la seguo lungo il corridoio fino alla
cucina. Con mia grande sorpresa viene anche Jaxon.
Non mi drogo, giuro gli dico a bassa voce mentre camminiamo.
Sulle labbra gli si forma un accenno di sorriso. Questo non  poi cos sicuro.
Sei certo di voler sapere tutto? Ti sembrer assurdo.
Ti ho vista galleggiare a mezz'aria. Se sono riuscito a digerire questa cosa, non credo che
vederti lanciare un incantesimo mi far perdere il sonno. Ha ricominciato a parlare con il suo solito
tono spensierato.
Va bene, ma questa situazione  gi abbastanza difficile di suo, da accettare. Se ti metti a
ridere, ti stendo.
Jaxon sorride. Ci conto.
Entriamo in cucina e la signora Meriwether sgombra il bancone. Illustraci il tuo piano,
Samantha.
Elijah prende a camminare su e gi, immerso nei propri pensieri.
Mi siedo e Jaxon prende posto su uno sgabello accanto a me. L'unico modo che mi viene in
mente per fermare quest'ondata di decessi  trovare la donna corvo e rivelare a tutti i suoi piani. Sono
abbastanza sicura che voglia incastrarmi, dare la colpa a me di tutto quello che  successo ultimamente,
comprese le morti. E Lizzie non  dalla mia.
Poso sul bancone il libro di magia e noto che Jaxon lo guarda impressionato. Sfoglio le pagine e
trovo un incantesimo di locazione, che Elijah legge da dietro la mia spalla. Un attimo dopo afferra un
cestino dal bancone e svanisce.
Ma per quale motivo questa donna corvo ce l'ha con te? Se non altro Jaxon non si prende
gioco di me, sebbene il suo tono sia dubbioso.
Non corre buon sangue tra lei e i Mather. Credo che abbia intenzione di farmi passare per una
strega e di farmi finire sulla forca. Metaforicamente, spero.
Sam, in questo momento ti trovi nella cucina di casa mia con un libro di magia e fai
incantesimi insieme a mia madre. Esiste per caso una definizione diversa della parola strega? Magari
c' e non la conosco...
La signora Meriwether guarda con seriet l'incantesimo di locazione. Tua nonna ha cercato di
raccogliere informazioni sulla maledizione, prima di morire. Me ne parlava sempre. L'ho anche aiutata
nelle ricerche.
 chiaro che le abbia dato una mano, erano molto legate. Immagino che sia anche per questo
che non mi mette pressione affinch le riveli qualche altro dettaglio.
Una delle cose che la incuriosivano di pi era il sito delle impiccagioni. Jaxon mi ha detto che
siete riusciti a individuarlo prosegue la donna.
Ecco di cosa hanno parlato, oggi. Nell'ultima pagina del suo diario, mia nonna scrive di aver
trovato l'indirizzo della casa nel bosco e di volerci dare un'occhiata. Ma non avendo aggiunto altro,
immagino che non ci sia mai riuscita. In realt lo abbiamo trovato proprio prendendo spunto dal suo
diario.
S, be'... Una sera Charlotte  venuta da me e ha cominciato a farneticare. Aveva sempre idee
strampalate, ma non l'avevo mai vista cos agitata. Continuava a chiamare tuo padre, insisteva nel dire
di aver visto la donna corvo, che la vostra famiglia era in pericolo. Era cos turbata che riuscivo a
malapena a capirla. Pensavo che non stesse bene e ho cercato disperatamente di calmarla.
Era andata alla casa nel bosco, vero? chiedo. Sono cos tesa che quasi mi si rizzano i capelli.
 morta quella stessa sera, Samantha confessa la signora Meriwether. Ho avuto tanta paura
quando hai cominciato a farmi domande sulla maledizione. Mi hai ricordato lei. Non avevo idea che tu
e Jaxon aveste fatto delle ricerche e foste andati in quella casa. Neppure io sono mai riuscita a trovarla.
Vorrei... Ma si interrompe, sopraffatta dall'emozione.
Per forza la signora Meriwether non  riuscita a trovare il diario e gli appunti: erano nello studio
segreto. Ma cos' successo a mia nonna quando  andata l?
Ho ben presente quella sera. Mio padre mi ha lasciato con Vivian ed  venuto qui per
organizzare il funerale. Non mi ha mai detto cosa fosse accaduto. Mi torna alla mente l'espressione
distante e triste di pap quando  rincasato.
 colpa mia dice la signora Meriwether scuotendo la testa. L'ho aiutata, ma non le ho
sempre creduto, povera Charlotte. Pensavo che, dato che sognava tanto spesso la donna corvo, fosse
arrivata a confondere il sogno con la realt. E quando ho visto quella piuma, oggi, ho capito di essermi
sempre sbagliata, per tutti questi anni. Se potessi tornare indietro, io...
Non  colpa tua prova a rincuorarla Jaxon. Non sai neanche cos' successo.
S, immagino di non poter cambiare il passato dice sconsolata mettendosi una mano sugli
occhi, ma ora posso rimediare. Non dubiter di nuovo di questa storia. Se c' un modo per trovare la
donna corvo, dobbiamo provarci.
Jaxon ha ragione. Sono contenta che non ci sia andata anche lei, in quella casa.
La signora Meriwether si leva la mano dagli occhi. Di quali ingredienti hai bisogno?
Elijah ricompare con un cestino pieno di erbe e lo posa sul bancone. Jaxon sobbalza quando lo
vede comparire dal nulla, mentre il volto della signora Meriwether si illumina.
Be', per l'incantesimo di locazione Elijah ha gi raccolto tutti gli ingredienti necessari dico
arrossendo un po'. Non so proprio come spiegare la sua presenza. Ma credo che dovremo farne anche
un altro.
Jaxon non riesce a nascondere il disappunto. Il fantasma di cui ti ho parlato, mamma.
Che cosa curiosa! esclama la signora Meriwether esaminando il cestino pieno. Adesso 
qui?
S dico fissando i miei occhi nei suoi.  sempre con me quando ho bisogno di lui.
A quale altro sortilegio pensavi? chiede la donna, guardandosi intorno per scorgere eventuali
tracce di Elijah. Non posso fare a meno di apprezzare l'interesse che dimostra nei suoi confronti.
Be'... Se fossi Cotton dovrei denunciare la donna corvo, dire che  un'imbrogliona. Non
conosco i suoi piani. Magari un incantesimo di chiarezza, o di verit?
Elijah annuisce e mi si mette accanto. Tutti sono chini sul libro mentre sfoglio le pagine.
Tralascio gli arcani di buona fortuna e bellezza senza neanche leggerli.
Magari qualcosa con cui combatterla? azzarda Jaxon quando arriviamo alla sezione degli
incantesimi curativi.
Elijah gli lancia un'occhiata gelida. Ho scelto questo libro proprio perch non desidero che
Samantha usi sortilegi ideati allo scopo di fare del male.
Ha scelto questo libro per me? Ha avuto a disposizione trecento anni per imparare la magia
dico a Jaxon. Se cercassi di combatterla su quel piano, perderei sicuramente.
Fa una smorfia quando dico trecento anni, ma evita di commentare. Continuo a sfogliare il
libro.
Un incantesimo di giustizia? prova a suggerire la signora Meriwether.
Mmm... Spulcio tra le formule magiche, sempre pi eccitata. Dentro-fuori... A quanto pare
serve a portare in superficie l'io nascosto di una persona. Una specie di siero della verit.
Sembra una buona soluzione dice la madre di Jaxon.
Lei si affida alla manipolazione concorda Elijah. Se le togliamo quest'arma, riusciremo a
disorientarla.
Madre e figlio leggono la descrizione dell'incantesimo. Sarebbe bello anche toglierle ci che
sa, farle dimenticare quello che ha in mente di fare dico.
Potrei utilizzarlo su di te, quando sar tutto finito scherza Jaxon.
Elijah aggrotta le sopracciglia.
Samantha, non credi di dover fare qualcosa per proteggerti? chiede la signora Meriwether
spulciando tra gli incantesimi. Elijah  d'accordo con lei.
Ci avevo pensato.  che non so quanto tempo ho. Evito di dire che la donna corvo potrebbe
rintracciarmi in qualsiasi momento... In effetti dovrei avvisare Jaxon e sua madre. Devo... essere
onesta con voi. Temo che mi stia cercando, ora che ho scoperto che  stata lei a lanciare
quell'incantesimo.
Con mia sorpresa  Jaxon a rispondere: Non hai appena detto che sta cercando di incastrarti?.
S. E allora?
Allora perch mai dovrebbe piombarci in casa per arrivare a te? Manderebbe a monte il suo
stesso piano.
Porca miseria, non ha tutti i torti.
La signora Meriwether annuisce. Sei parte della famiglia, per noi. Non ti lasceremo affrontare
questa cosa da sola.
Parte della famiglia ma non troppo commenta Jaxon con un sorriso, guadagnandosi un'altra
occhiataccia di Elijah. La signora Meriwether indica un incantesimo di protezione che si chiama Scudo
di forza. Accanto al nome c' il disegno di un nodo, ha qualcosa di familiare. Dove l'ho gi visto? Ah,
s,  lo stesso che Vivian porta al collo. Me l'ha prestato per la festa. Ma che...?
All'improvviso mi sudano le mani e ho la bocca secca.  stato quel ciondolo a impedire che mi
venisse lo sfogo? Elijah mi vede in difficolt e fa un passo verso di me.
Samantha? Stai bene? chiede la signora Meriwether.
Sa cos' questo? domando indicando il disegno.
S, cara.  un nodo di strega, protegge le persone e gli oggetti. Charlotte ne portava sempre
uno al collo risponde lei. Perch?
 che... ne indossavo uno la sera della festa, e tutti hanno avuto quello sfogo, tranne me.
Sembrava un ciondolo molto antico. Che fosse quello di mia nonna? Guardo il libro, cercando di dare
un senso a questa nuova rivelazione.
Charlotte perse il suo la sera in cui mor. Ma visto lo stato in cui era, non mi sorprenderei se lo
avesse semplicemente lasciato a casa. Lo hai trovato nella sua stanza? chiede la signora Meriwether.
Me l'ha prestato Vivian. Dorme nella vecchia camera di mia nonna. Crede che sia stato quel
ciondolo a impedirmi di prendere lo sfogo come gli altri? Vivian potrebbe anche avermi detto di
averlo trovato tra le cose della nonna, non sarebbe la prima volta che non le presto ascolto perch
troppo assorta nei miei pensieri.
Elijah si irrigidisce.  possibile che la mia promessa sposa abbia preso parte alla festa a mia
insaputa.
Rabbrividisco al pensiero che potrei averla gi incontrata.
Puoi procurartelo? Potremmo usarlo per l'incantesimo chiede la signora Meriwether.
Esito. Entrare nella stanza da letto di Vivian non mi pare proprio una buona idea, perci guardo
Elijah.
Lieto di esserti utile risponde alla mia domanda silenziosa.
Ci penser Elijah dico.
La signora Meriwether annuisce e tira fuori una grossa ciotola di legno. Vado nell'orto a
prendere quello che manca. Jaxon, offri qualcosa da mangiare a Samantha. Poi si volta ed esce in
giardino. Elijah scompare.
Non ho fame dico a Jaxon.
Lui china il capo per un attimo e quando torna a guardarmi lo fa con occhi gentili. Sam, io...
non ho proprio idea di cosa devi aver passato. Fra tuo padre, la gente che ti muore davanti e  anche se
faccio fatica a crederci  la storia della donna corvo... Non avrei dovuto aggredirti per non avermene
parlato. Non so proprio come tu faccia a gestire tutta questa situazione.
Grazie, Jaxon. Ma avevi ragione tu. Devo imparare a fidarmi di pi delle persone. Avevo dei
sospetti nei tuoi confronti, quando ci siamo conosciuti, mentre invece cercavi soltanto di essere
gentile.
Jaxon arrossisce lievemente. In realt... mia madre mi ha fatto promettere di venirti a trovare,
all'inizio. E di parlare con te a scuola. Charlotte era molto importante per lei. Io le ho detto che mi
avresti preso per un maniaco, ma lei non ha voluto sentire ragioni.
Che delusione...
Adesso  rosso come un peperone. Sono venuto a parlare con te il giorno in cui ti sei trasferita
qui, hai rifiutato il mio aiuto e mi hai cosparso di lucidalabbra. Poi ti ho conosciuta un po' meglio e ho
capito che sei abbastanza intelligente e cocciuta e impavida da affrontare chiunque. E a quel punto mia
madre avrebbe dovuto costringermi a starti lontano.
Abbasso lo sguardo. Quindi sei attratto dalle ragazze difficili?
Se ti consideri una di loro, allora s. Non gli sento la solita leggerezza nella voce.
Provo una serie di sensazioni contrastanti, e nella testa mi brulicano mille pensieri. Per fortuna
sento aprirsi la porta sul retro e sono sollevata per l'interruzione. Mi alzo e preparo il pentolino.
Okay, quale facciamo per primo? chiede la madre di Jaxon posando sul bancone una cesta
piena di erbe.
L'incantesimo di locazione va fatto senz'altro per ultimo. In caso capisca che sto arrivando.
Cominciamo da Dentro-fuori, poi passiamo a quello di protezione rispondo.
Mentre leggo la ricetta ad alta voce, lei toglie le erbe dalla cesta, impilando gli ingredienti
vicino al tagliere, poi mi viene accanto e legge le indicazioni. Dice di mettere un dito d'acqua nel
pentolino.
Lo porto sotto il rubinetto mentre la signora Meriwether continua a dare ordini: Jaxon, trita la
salvia pi finemente possibile. Gli passa un coltello e un mazzetto di foglie verde scuro.
Non  veloce come la madre, ma anche lui ha una buona manualit. Lo guardo mentre 
all'opera.
Io mi occupo dell'aneto e del coriandolo, tu pensa al fiordaliso dice.
Nessun problema. Prendo i fiori color blu brillante e butto i petali nell'acqua.
Elijah ricompare con il ciondolo, che mi infilo in tasca con un cenno di ringraziamento.
Rileggo la ricetta mentre madre e figlio versano nel pentolino le erbe che hanno tritato.
Mancano solo i petali di viola del pensiero dico prendendo i fiori dal bancone.
Il filtro  quasi pronto. Perch abbia effetto dovrei solo versarne cinque gocce nel cibo o sulla
pelle della donna corvo. Ah, sono sicura che non ci saranno problemi. Ehi, promessa sposa di Elijah,
lo so che mi odi, ma saresti cos gentile da restare ferma mentre ti aspergo con questo liquido? Eh?
Certo, facile come bere un bicchier d'acqua.
Osservo l'intruglio che bolle sul fuoco e vi sminuzzo dentro i petali. Mentre lo faccio, svuoto la
mente e ripeto tre volte la frase: Che la verit sia resa nota. Quando l'ultimo petalo atterra nel
pentolino, l'intruglio assume una lucentezza iridescente. Spero proprio che abbia funzionato.
Mi tiro fuori il pendente dalla tasca.
La madre di Jaxon si avvicina. Il ciondolo di Charlotte... sussurra, e lo prende delicatamente
tra le dita.
Proprio in quel momento, dalla strada proviene un ululato di sirene. Un'auto sgomma sul
vialetto di casa mia ed Elijah scompare. Io, Jaxon e la signora Meriwether corriamo verso la porta sul
retro.
Sento portiere che sbattono. Distinguo delle voci ma non capisco cosa dicono. Due agenti di
polizia sono alla porta di casa tua dice Jaxon. Mi guarda negli occhi, alla ricerca di risposte.
Mi si contorce lo stomaco e mi prendo la testa fra le mani.  opera di Lizzie o della promessa
sposa di Elijah?
Jaxon sembra molto preoccupato. Vado a controllare.
Vieni qui mi esorta la signora Meriwether mettendomi un braccio intorno alle spalle.
Imbottigliamo quell'incantesimo e cominciamo subito l'altro. Non ha senso starcene con le mani in
mano.
44
Piano o non piano
Jaxon rimane via solo pochi minuti, ma a me sembrano dieci anni. Mi tormento le mani in preda
all'inquietudine e quando finalmente sento la porta sul retro scatto come una molla per accogliere
Jaxon. Appena entra in cucina, per, dalla sua espressione  chiaro che ci sono brutte notizie. Si tratta
delle Eredi. Sono scomparse.
Come? strillo. Sapevo che sarebbe successo qualcosa a Susannah, ma questa proprio non me
l'aspettavo. E se fosse gi troppo tardi? Quali Eredi?
Tutte e quattro.
Devo parlare con quei poliziotti dico facendo per uscire.
Sam. Jaxon mi afferra per un braccio. Non puoi. Ti stanno cercando. Credono che tu sia la
responsabile della loro scomparsa. Dicono che hai minacciato Susannah davanti a sua madre. E che te
ne sei andata in giro per le strade borbottando da sola. Mi lancia un'occhiata consapevole.
La signora Meriwether parla con calma mentre dispone gli ingredienti in vari mucchietti.
Respira. Devi concentrarti. Dobbiamo fare l'incantesimo di locazione.
Ha ragione, devo stare concentrata. Riapro il libro di magia. Jaxon, la polizia sa qualcosa?
Scuote la testa. Non hanno detto un granch risponde in tono grave.
La signora Meriwether gli passa qualche erba da tritare.
Elijah ricompare. Susannah, Mary, Alice e Lizzie sono sparite oggi pomeriggio, stando agli
appunti dell'agente di polizia. Le ragazze hanno fatto sapere ai rispettivi genitori che sarebbero andate
al Walgreens e che sarebbero rientrate entro un'ora.
Aspetta, io avevo appuntamento l con loro, ma stanotte. Perch ci sono andate oggi
pomeriggio? Che abbiano voluto incastrarmi? Susannah non lo farebbe mai! Vero?
Elijah mi guarda inarcando un sopracciglio. Proprio non saprei.
Forse sono prese da quello che stanno facendo e non sono ancora tornate? Oppure si sono
addentrate troppo nel bosco e i poliziotti non riescono a trovarle? Quanto vorrei aver ragione.
La signora Meriwether e Jaxon mi osservano sbalorditi mentre parlo con Elijah.
Le ho cercate mi dice lui. Ma di loro non c' traccia, ho rinvenuto soltanto la jeep di Mary
nel parcheggio.
Allora sono scomparse da ore. Qualcuno potrebbe aver gi... Non termino la frase. Non
voglio dar corpo al mio timore.
La notizia della loro sparizione ha gi cominciato a diffondersi in citt. Sanno tutti che sei tu la
sospettata principale.  solo questione di tempo prima che i cittadini di Salem organizzino una
spedizione per cercarti.
Me li immagino radunati davanti a casa mia, che gridano e brandiscono torce accese.
Elijah sembra a disagio. Samantha, molto probabilmente si tratta di una trappola.
Rimango in silenzio, cercando di riflettere. La sua promessa sposa mi ha dato il tormento per
tutto questo tempo e non sono mai riuscita a prevedere neanche una delle sue mosse. Anzi,  stata
capace di usare contro di me persino le cose che ho fatto nel tentativo di rompere la maledizione.
Pensi che sappia che andr a cercarle?
S. E ti dir di pi, credo proprio che ci conti. Eri l'unica persona presente quando  morto
John. Poi Lizzie ti ha accusata apertamente di omicidio durante l'assemblea e la madre di Susannah
afferma che hai minacciato sua figlia. Se fa in modo di farti sembrare colpevole della scomparsa delle
Eredi, le conseguenze saranno enormi. Verrai accusata formalmente.
Se non riesco a rintracciare la donna corvo rischiamo che qualcun altro muoia.
Non posso neppure contattare la polizia: potrebbe ucciderle lentamente, una dopo l'altra, al solo
scopo di punirmi.
Jaxon smette di tritare le erbe. Vengo con te, Sam. A cercarla.
Scuoto la testa. No, non  sicuro.
E credi che ti lascer fare questa cosa "non sicura" da sola?  fuori discussione.
Stringo i pugni cos forte che le nocche mi diventano bianche. Non porter Jaxon con me, punto
e basta. Solo che adesso non posso uscire da questa casa senza litigarci a morte.
La signora Meriwether interviene: Cara, noi Elijah non lo sentiamo. Ha delle informazioni
utili?.
Ha detto che sono scomparse ore fa. Ho cercato di avvertire Susannah, l'altro giorno, circa la
maledizione e il pericolo che sta correndo, e sua madre mi ha sentito. Ecco perch i poliziotti sono
venuti da me. Se la donna corvo ha intenzione di incastrarmi, il suo piano  ineccepibile dico,
afferrando un mazzetto di erba cipollina.
La trito pi in fretta che posso. E se Jaxon mi seguisse a mia insaputa? Sarebbe un bersaglio
facile per la donna corvo. Butto nel pentolino l'erba cipollina sminuzzata e mi riavvicino al libro. Fingo
di rileggere la ricetta, mentre in realt sfoglio le pagine alla ricerca di un incantesimo del sonno.
Potrebbe essere la mia unica possibilit. So che non mi perdonerebbe mai, ma farei di tutto pur di non
metterlo in pericolo.
Leggo in fretta le indicazioni: per un sortilegio di lunga durata serve una pozione, mentre per
far addormentare qualcuno temporaneamente basta scrivere una serie di simboli. Elijah mi passa un
pezzo di carta e copio quei segni elaborati, poi glielo restituisco proprio mentre la signora Meriwether
si avvicina al libro. Torno in fretta alla pagina dell'incantesimo che stiamo preparando.
 rimasto da aggiungere solo il rosmarino, e quello devi metterlo tu mi dice.
Ne prende un pugno dalla cesta e me lo passa. Io mi avvicino al fornello e chiudo gli occhi.
Cerco di immaginare Susannah, ma l'unica cosa cui riesco a pensare  lei impiccata che pende da
quella corda. Scuoto la testa e riprovo.
Solo il viso. Devo concentrarmi solo sugli occhi e sui capelli. Quando sono sicura di riuscire a
trattenere la sua immagine nella mente lascio cadere il rosmarino nell'intruglio. Il liquido verde sfrigola
e apro gli occhi. Aspettiamo tutti con ansia mentre inizia a formarsi un denso vapore nero. Nessuno
fiata.
All'inizio il vapore si innalza lentamente, poi comincia a formare grosse nuvolette, come gli
scarichi di un treno a carbone. Non si disperde come il vapore normale, ma indugia come una nube
sopra il pentolino. Ci chiniamo tutti in avanti.
Come le gocce di intruglio rosso sulla pergamena, anche il vapore si contorce e si agita. Le
prime forme che distinguo sono alberi. Mi serve qualche dettaglio pi specifico. E comunque perch
succede sempre tutto in quel cavolo di bosco, accidenti?
Gli alberi si diradano e nella nube nera compare un sentiero. In fondo, il vapore crea un'altra
forma, una casa dalle finestre rotte. E la speranza che le Eredi siano scomparse per sbaglio va a farsi
benedire...
Jaxon  molto pi tranquillo di me. Almeno sappiamo dove si trovano dice, mentre la signora
Meriwether si tormenta le mani in grembo.
 il peggior posto in assoluto dove andarle a cercare,  cos isolato e pericoloso... In quella
casa ci sono gi le mie impronte digitali. Mi sostengo al bancone, sperando che la sensazione della
solida pietra sotto le dita basti per calmarmi.
Dobbiamo chiamare la polizia dice Jaxon.
No! Metteremmo in pericolo le Eredi. Non voglio che soffrano solo perch io mi sono fatta
prendere dal panico.
La signora Meriwether inizia a camminare avanti e indietro. Non  una buona idea andare in
quella casa, Samantha. Dobbiamo pensarci bene. Non credo che Jaxon abbia tutti i torti.
Vogliono proteggermi, ma ormai non possono farci niente.  solo questione di tempo prima che
la promessa sposa di Elijah mi attiri nella sua trappola. Non posso avere altre morti sulla coscienza.
In quel momento suona il campanello e sobbalziamo tutti.
Restate qui, tutti e due ordina la signora Meriwether.
Jaxon segue con lo sguardo la madre mentre va ad aprire. Vorrei tanto poter risolvere questa
assurda situazione solo schioccando le dita.
Elijah compare di colpo.  fatta. Vai a darle una mano.
Il cuore prende a battermi all'impazzata e corro alla porta, tallonata da Jaxon. Quando arriviamo
in corridoio, la signora Meriwether  appoggiata alla parete con in mano il foglietto su cui ho scritto
l'incantesimo del sonno.
Lo hanno lasciato sulla porta. La signora Meriwether parla a voce bassissima, come se le
costasse una gran fatica.
Mamma! esclama Jaxon, che la prende per un braccio. Io la sorreggo dall'altra parte.
Sto bene, ho solo... Fa un grosso sbadiglio mentre l'accompagniamo in soggiorno. Sono
solo... stanca.
La facciamo sedere sul divano, ha gi le palpebre pesanti. Jaxon la scuote per svegliarla, poi le
toglie di mano l'incantesimo e lo guarda. Anche lui cade subito riverso accanto a lei.
Sam? dice confuso, la voce appesantita dalla stanchezza.
Elijah  in piedi vicino al caminetto. Guardo prima Jaxon poi sua madre, e mi sento una persona
orribile. Jaxon, mi dispiace tanto. Lotto per non far tremare la voce.  tutta colpa mia. Non avrei
dovuto coinvolgervi, non ho mai voluto...
Sbattono entrambi le palpebre senza rispondere. Di colpo Jaxon sembra capire cos'ho fatto e mi
lancia uno sguardo accusatore. Tu... comincia a dire, ma il resto della frase si perde in uno sbadiglio.
Faccio un respiro profondo e, lottando contro il senso di colpa, recito la formula magica:
Cadete preda di un sonno profondo, dormite in pace agli occhi del mondo.
Abbassano le palpebre e io non so se sentirmi sollevata o provare disprezzo per me stessa.
Tolgo l'incantesimo dalle dita di Jaxon, lo strappo e lo getto nel caminetto. Le fiamme lo consumano in
pochi istanti.
Quanto dormiranno? chiedo.
Forse qualche ora, o qualche giorno.
Sono una persona orribile. Forza, andiamo. Non voglio aver fatto questa cosa per niente.
Lancio un'ultima occhiata a Jaxon addormentato sul divano e corro in cucina. Prendo la
bottiglietta con l'incantesimo Dentro-fuori e tolgo il ciondolo con il nodo delle streghe dalla collana di
mia nonna, infilandomelo in tasca. Meglio non tenere in bella vista la mia unica arma di difesa.
Ora ci serve un piano. Che cosa puoi dirmi di lei? chiedo a Elijah.
Il suo viso  una maschera di preoccupazione. Nei lunghi anni in cui ho ripensato giorno e
notte all'accaduto, sono giunto alla conclusione che per lei la cosa pi importante fosse avere il
controllo di ogni cosa.
Mi concentro sulle sue parole. Mi servono, queste informazioni.
L'unica cosa che non poteva controllare, infatti, era il mio affetto per Abigail. Credo sia questo
il motivo per cui ha deciso di rovinarla. Non ha tuttavia considerato che a me non importava niente se il
mondo intero si fosse rivoltato contro mia sorella. Anche se ci fosse stata davvero lei a capo delle
presunte streghe, le avrei voluto bene lo stesso. Infatti, quando la mia promessa ha cominciato a darle
addosso, mi ha solo spinto a proteggerla di pi.  stato il compito cui ho consacrato la mia intera vita.
Dev'essersi infuriata quando ha visto che non poteva mettersi fra voi due.
Annuisce. Quando sono rimasto al fianco di Abigail ha moltiplicato i suoi sforzi. Solo dopo la
dipartita di mia sorella ha ottenuto per breve tempo ci che desiderava, perch sono andato da lei in
cerca di conforto. Era rimasta l'unica persona al mondo che per me contasse qualcosa.
Ecco qual era il suo scopo. Non voleva condividerlo con nessuno. Neppure con la sorella.
 quasi riuscita a convincermi che si era trattato di uno sciocco incidente, le sue menzogne
erano sempre credibili e ben architettate. Ma guardandola negli occhi mi sono reso conto che era
compiaciuta, godeva della morte di Abigail. E ho capito di non poterle pi stare accanto. Gli occhi di
Elijah si bagnano di lacrime a quei ricordi.
Non riesco a immaginare il peso di un simile tradimento. E pensare che era stato proprio lui a
raccontare alla fidanzata delle canzoni, dell'amore segreto di Abigail. Che incredibile senso di colpa
deve provare! E per tutti questi secoli non  mai riuscito a liberarsene.
Se le porti via il controllo, Samantha, potresti anche riuscire a fermarla. Credo anzi che sia
l'unico modo.
La strategia di Elijah sembra buona, ma  difficilissima da mettere in pratica. Sar costretta a
fare qualcosa di grosso, qualcosa che possa coglierla di sorpresa. E, soprattutto, qualcosa di furbo.
Baster dimostrare che  un'imbrogliona, farle ammettere le proprie menzogne? Non serve a niente
che solo una persona sappia che l'accusatore sta mentendo, giusto?
Proprio cos. Tutti devono sapere, per far s che la percezione cambi.
Ma non c' modo di far trovare a tutti quella casa in mezzo al bosco. E inoltre ho appena
spedito nel mondo dei sogni le uniche persone che avrebbero potuto credermi.
Gi.
Perfetto, quindi devo smascherarla pubblicamente, ma devo anche andare da sola in quella
casa. Spero che ci sia un modo per convincerla a smettere di fare... quello che sta facendo.
Lui si avvicina e mi stringe in un abbraccio. Io sar l, al tuo fianco dice dolcemente, il viso
vicino al mio. Lo stringo forte e vorrei tanto perdermi nella sensazione delle sue braccia intorno al mio
corpo, anche se solo per un breve istante. Far il possibile, qualsiasi cosa, per tenerti al sicuro. La
sua immagine balugina leggermente.
Cos' stato?
Samantha? La voce di Elijah  stranamente flebile. La sua immagine tremola di nuovo, tanto
che il bancone della cucina alle sue spalle diventa visibile attraverso il suo corpo.
La mia stretta su di lui si indebolisce. Cerco di trattenerlo afferrando l'aria, ma invano. Ottengo
solo di farlo svanire pi in fretta. Elijah apre la bocca, ma non ne esce alcun suono. Ormai  a malapena
visibile. Poi, tutto a un tratto, scompare.
No! urlo.
Mi guardo intorno. Non c' nessuno, ogni cosa  immobile.  stata lei... lo so. Corro alla porta.
Piano o non piano, riporter indietro Elijah.
45
Bellissima, e malevola
Mi fermo a riprendere fiato e scruto fra gli imponenti alberi immersi nel buio che mi si parano
davanti. Non avrei mai pensato di venire qui da sola.
Tiro fuori il cellulare e accendo la torcia per illuminare il sottobosco. A ogni passo che faccio
nell'oscurit, la puzza di foglie bagnate si fa pi forte. Tengo lo sguardo fisso sul terreno per evitare di
guardare il paesaggio spaventoso che mi circonda.
Un ramo mi colpisce in faccia. Mi tocco la guancia e sento la pelle lacerata, gocce di sangue. E
il sogno mi torna in mente di colpo. Il sogno in cui mi sono graffiata la guancia e ho visto... un cappio e
un corvo. Mi sudano le mani, sono tesissima. Cotton sapeva che sarebbe successo.
Punto la luce di fronte a me e mi costringo a procedere tra gli alberi. Cosa significa il fatto che
sapesse? Che era destino? Se  cos, come posso impedire che accada? Forse faccio solo parte di un
disegno pi grande di me e non potr fare niente, contribuir solo a un altro secolo di morti a catena...
Dinanzi a me vedo una debole luce. La casa. Mi rannicchio e copro il telefono con la mano. Sto
per spegnerlo quando l'icona della fotocamera mi fa venire un'idea: seleziono la modalit video e sullo
schermo compaiono le mie scarpe, circondate da foglie scure. Tiro fuori dal portafogli il biglietto da
visita di Bradbury e lo infilo dietro il telefono, sotto la mascherina. Nella mente mi risuonano le parole
di Elijah circa l'importanza dell'opinione della gente.
Anche se non dovessi avere successo, spero che qualcuno trovi questo video e sappia che ho
provato a fermarla. A salvarle sussurro al telefono.
Striscio in direzione della casa e mi fermo a pochi metri di distanza. Alla luce della luna le
ombre sulle pareti decrepite sembrano vive. Studio la finestra rotta cercando di capire cosa mi aspetti
all'interno, ma  coperta di rampicanti.
Faccio un passo avanti e spezzo un rametto. Un'ondata di panico mi sommerge e, per un breve
istante, trattengo il respiro e ascolto il vento che fa frusciare le foglie. Se non mi sbrigo a fare questa
cosa, perder il poco coraggio che mi resta.
Corro alla porta e la spalanco di colpo. Appena metto piede sulle vecchie assi di legno vedo
l'ampio ingresso. Non  pi sgombro, al centro ci sono uno sgabello e un grosso tavolo di legno
coperto di barattoli, candele e ciotole. Il fuoco crepita nel camino. Vicino alla parete di sinistra ci sono
altri quattro sgabelli, sui quali vedo Mary, Alice, Susannah e Lizzie, tutte in piedi con un cappio al
collo.
Hanno gli occhi chiusi come se dormissero.  un trucco? Non c' traccia della fidanzata di
Elijah. Non vi azzardate a cadere prima che vi abbia tirate gi da quegli sgabelli... All'improvviso, dal
corridoio l vicino proviene l'inconfondibile ticchettio di un paio di tacchi alti.
Mi immobilizzo all'istante, quasi fossi andata a sbattere contro un muro invisibile. Un'ombra
familiare compare sulla soglia. Vivian?
Indossa un vestito blu scuro e un mantello, ed entra con grazia nella stanza come se fosse tutto
normale. Scuoto la testa cercando di scacciare quell'apparizione. Ha il suo solito atteggiamento
spavaldo, mi rendo conto che ha il controllo totale della situazione, come sempre. Il controllo totale...
mi viene un conato di vomito. No, questo non lo accetto. Non voglio!
Rimango immobile, come se qualcuno mi avesse appena dato un cazzotto alla bocca dello
stomaco. Io ti conosco, viviamo insieme. Doveva comparire un'orribile estranea, non tu.
Non siamo mai state tipe da indulgere nelle emozioni, quindi perch cominciare ora? Si
avvicina al tavolo ingombro di ingredienti per gli incantesimi con il lungo vestito che struscia sul
pavimento.
Guardo le Eredi e mi mordo forte il labbro, per impedirmi di soccombere all'infinita tristezza
che minaccia di sopraffarmi. Non ho modo di salvarle tutte e quattro contemporaneamente.
Vivian si volta verso di me. Se provi ad aiutarle, te ne pentirai. La porta sbatte, chiudendosi
da sola.
Io neanche mi giro. Forse posso salire su un altro sgabello e togliere loro i cappi. Faccio un
passo verso le ragazze e gli sgabelli iniziano a tremare. I piedi delle Eredi vibrano, in equilibrio
precario.
No! grido. Vivian non  mai stata tipa da fare minacce a vuoto. Arretro un po' e gli sgabelli si
fermano. Vivian  la promessa sposa di Elijah. Vivian conosce la stregoneria. Vivian non  Vivian.
Quella consapevolezza minaccia di soffocarmi. Perch Elijah non l'ha riconosciuta? E dov' finito?
Che gli abbia fatto qualcosa?
Vivian comincia a mescolare alcuni ingredienti con mano esperta.
Mentre la guardo sguazzare in quello che  chiaramente il suo elemento, faccio fatica a dare un
senso alla situazione. La mia intera infanzia trascorsa con lei  stata una menzogna? E il tempo che
abbiamo passato qui a Salem? Sei stata tu a far venire a tutti quello sfogo, alla festa?
Annuisce.
E hai ucciso John.
Smette di tritare alcune foglie secche. Ovvio.
E adesso? Ammazzerai queste ragazze e darai la colpa a me? Non riesco a nascondere la
delusione che provo in questo momento.
Sarebbe pi giusto dire "impiccherai". E la scelta  solo tua.
Mi infilo le unghie nel palmo della mano per non crollare a pezzi. Pensavo che ci sarebbe stato
anche Elijah.
Silenzio.
Voglio ferirla. Desidero che provi anche solo un millesimo di quello che provo io. Ah, giusto.
Si  ucciso pur di andarsene via da te.
Negli occhi le vedo un lampo di rabbia. Si allontana dal tavolo e mi afferra le guance tra le dita,
affondandomi le unghie nella pelle con tanta forza che probabilmente mi graffia. Ti ho gi avvertito
una volta. Non ti conviene avermi come nemica.
Alzo la testa e sostengo il suo sguardo. Mi spinge via all'improvviso e cado all'indietro sul
pavimento.
 un accordo d'affari, Sam. Non piangere. Non implorare. Non provocarmi. Se mi fai irritare,
potrei persino toglierti l'uso della parola.
Mi alzo e mi strofino la guancia.
Vivian guarda le Eredi addormentate. Ora ti far scegliere. Agita le dita e gli sgabelli iniziano
a dondolare, uno dopo l'altro.
Le ragazze aprono gli occhi. La confusione, poi il panico, si dipingono sui loro volti appena
capiscono di avere un cappio intorno al collo. Cercano disperatamente di rimanere in equilibrio. Mary
urla.
Vivian scruta il mio volto. Quale impicchiamo?
Il fatto che abbia usato il plurale mi fa venire il vomito. Mi volto verso Lizzie e provo un
istantaneo senso di colpa. Alice mi guarda negli occhi e la paura cede il passo all'accusa. Quando
abbiamo fatto l'incantesimo di chiarezza, le loro antenate hanno descritto il momento in cui sono state
uccise. Cotton non le ha difese. Se voglio sperare di interrompere questa catena di accuse e
impiccagioni, devo agire diversamente da lui. Io sussurro. Scelgo me stessa.
Susannah scuote la testa. Samantha, non farlo.
Vivian si rabbuia. Vuoi essere impiccata al posto di una che ti ha lanciato un sasso con scritto
sopra MUORI?
Questo mi coglie impreparata. Allora  stata davvero Lizzie. E Vivian lo sapeva?
Certo,  gi stata punita dice Vivian, e da come scandisce bene le parole capisco che non
vuole farle sentire soltanto a me.
Lizzie sgrana gli occhi. Punita? Ho solo lanciato un sasso e tu hai ucciso mio cugino e
paralizzato mio fratello! Il suo tono  isterico. Cos'ha detto  o fatto  Vivian a queste ragazze, prima
del mio arrivo?
Vivian muove il polso e Lizzie si china in avanti, dolorante. Il suo sgabello inizia a traballare
sempre pi forte e la corda si tende. Entro pochi secondi cadr. Mi si gela il sangue nelle vene.
Smettila! Scelgo me! Ti prego, basta!
Lo sgabello si ferma di colpo. D'accordo, Sam. Se vuoi essere impiccata, ti accontenter.
Sembra proprio arrabbiata. Non capisco. Cosa spera di ottenere?
Mi giro a guardarla. Quel sasso non era nemmeno per te.
In un certo senso s.
Mary singhiozza e Vivian tira su col naso. Continua a emettere quel suono fastidioso e ti
strapper le corde vocali. Mary sbianca e chiude subito la bocca.
Incrocio lo sguardo di Alice, furiosa, mentre Vivian torna a preparare il suo incantesimo. Non
riesco a guardare Susannah. Vivian sa che ho trascorso del tempo con queste ragazze e ora le sta
usando per manipolarmi.
Prende dal tavolo un libro avvolto in un panno e lo svolge come se avesse un grande valore. 
un vecchio diario rilegato in pelle. Non appena lo posa di nuovo riesco a scorgere la piuma in
copertina.
Quando riporti una persona in vita, Sam, ti serve un suo oggetto personale.
Guardo fisso quel diario. Elijah mi ha detto che lui e la sua promessa sposa ne avevano uno
uguale. Pensavo che cercasse vendetta. Vuole riportarlo in vita? Mi ha attirato qui per rendermi parte
dell'incantesimo? E subito l'orribile verit si svela ai miei occhi. Non ha potuto trascinarmi qui con la
forza solo perch le serve una partecipante consenziente: ecco perch mi ha gettato l'esca delle Eredi.
 per questo che ci siamo trasferite a Salem dico piano. Tutto quello che credevo di sapere
sul mio mondo si sta sgretolando.
Vivian apre un barattolo di polvere nera e ne prende un pizzico tra le dita. Non pensare che si
tratti di una questione personale. Per perfezionare questo incantesimo mi ci  voluta una vita intera, tu
sei soltanto la persona giusta al momento giusto.
Nessuno spreca una vita intera a intessere un rapporto di fiducia con una persona se bastasse un
qualsiasi cretino trovato per strada a raggiungere i propri scopi. Qui si tratta di me, eccome. Ma
perch? Perch sono una Mather? Se sono necessaria per riportare Elijah in vita potrei anche esserlo
per mandare a monte il suo piano. Come hai imparato l'incantesimo?
Per un attimo mi guarda con curiosit, come se avessi detto una cosa interessante. Mette
qualche erba in una vecchia ciotola di legno. Ci sono riuscita la prima volta riportando in vita un
corvo, nel Settecento. Non sapevo ancora che infrangere le barriere della morte mi avrebbe
ricompensato in maniera cos straordinaria... Con la vita eterna.
Parla come se mi spiegasse le ultime tendenze di moda. La familiarit della sua voce mi
colpisce, facendomi perdere anche quella poca compostezza che mi resta. Perch non lo hai riportato
in vita, allora?
Ci ho provato. Smette di mescolare.
Mi avvicino al tavolo per osservare il diario.
Vivian sospira. Mi ci sono voluti secoli per capire che l'unico motivo per cui sono riuscita a
far resuscitare quell'uccello  perch sono stata io stessa la causa della sua morte.
Ma sei stata la causa anche della morte di Elijah, o almeno indirettamente. C' qualcosa che
mi sfugge. Mi guarda in attesa che capisca da sola. Anche le Eredi mi osservano.
Afferra un piccolo coltello. Dammi la mano destra.
Mi infilo le mani nella tasca della felpa e scuoto la testa.
Lei inarca un sopracciglio. Pensi davvero che non possa costringerti?
Con riluttanza tiro fuori la mano destra, mentre con la sinistra stringo forte il ciondolo.
Vivian mi mette la mano sopra una ciotola. Ripeti queste parole: "Verso il mio sangue, mi
punga la lama. L'anima che ho preso, alla vita richiama".
So che non dovrei. Una voce dentro di me mi grida di non farlo. Ma se mi rifiuto uccider le
Eredi, su questo non ho dubbi. Ripeto la formula magica. Vivian mi fa scivolare il coltello sul palmo e
la lama mi taglia la carne. Soffoco un gemito. Il mio sangue cade dritto nella ciotola.
Sai cos'ha provocato la morte di Elijah? chiede.
Mi costringo a pensare nonostante il dolore. Se non  stata Vivian la causa diretta, allora  stata
la citt. Sono stati... I processi? dico a denti stretti.
Vivian sorride.
Lei e Cotton non avrebbero potuto dare inizio ai processi alle streghe, senza l'aiuto l'uno
dell'altra. Ecco perch ha bisogno di una discendente di Cotton Mather per riportare in vita Elijah. E ho
appena pronunciato le parole che le servivano per l'incantesimo! La stanza comincia a girare tutta e
distolgo lo sguardo dalla mia mano sanguinante.
Perch proprio io e non un altro Mather?
Impallidisco di colpo: scommetto che ha tentato senza successo con altri Mather prima di me.
Forse persino con mia nonna. Le tessere del puzzle vanno al loro posto a una velocit allarmante. 
uscita con mio padre per creare un rapporto di fiducia tra noi, ma quando si  resa conto che non
sarebbe pi tornato a Salem di propria volont, lo ha fatto entrare in coma. Io, invece, sono venuta qui
liberamente. A Salem e in questa casa nel bosco. Mi sono offerta al posto delle Eredi.
Mi lascia la mano e cerco di ricompormi, di fermare il sangue e di non pensare alla profondit
del suo tradimento. Mi trema il labbro e me lo mordo con forza. Non posso cadere preda delle emozioni
in questo momento, altrimenti non sar in grado di pensare con lucidit. Devo fare qualcosa che non si
aspetta. Lancio un'occhiata al diario.
Vivian prende un barattolo di polvere rossa e va verso il centro della stanza. Ne approfitto per
tirare fuori dalla tasca il nodo di protezione, stringendolo bene in pugno. Lei apre il barattolo e inizia a
versare lentamente la polvere a terra, formando un ampio cerchio sul pavimento attorno allo sgabello.
Vedo che dal soffitto pende un altro cappio.
Aspetto che mi dia la schiena e allungo la mano verso il diario di Elijah. Cerco di infilare il
ciondolo sotto la copertina, ma  difficile con una mano sola. Devo sbrigarmi, tra pochi secondi si
volter di nuovo.
Sei stata tu a mettere i cappi nel bar di mio zio, vero? chiede Alice.
Vivian guarda le ragazze proprio nel momento in cui riesco a infilare il ciondolo. Grazie, Alice.
Tiro via la mano dal diario. Mary lancia ad Alice uno sguardo terrorizzato, implorandola di non farla
arrabbiare.
Vivian posa il barattolo con la polvere e fa un passo verso le ragazze. Pensavo di essere stata
chiara...
Conosco quel tono. Non posso permetterle di far loro del male. Se ti dicessi che ho cambiato
idea e non voglio pi far parte del tuo incantesimo? Faccio per prendere la ciotola in cui ha versato il
mio sangue.
Lei si gira con sguardo omicida. Non abbasso gli occhi.
Si avvicina cos in fretta che  come se avesse volato. Mi afferra la mano ferita e la stringe
forte. In tal caso ti direi che posso sempre torturare tuo padre finch non dirai di nuovo di s.
Mi preme le unghie nella ferita aperta e una fitta di dolore mi percorre tutto il braccio. Stanno
per cedermi le ginocchia. Okay, accetto. Ma non mi lascia. Accetto!
Finalmente molla la presa. Sospettavo che avresti provato a sabotarmi.
 troppo arrabbiata,  strano. Cosa c' che mi sfugge? Mi massaggio il palmo sanguinante. Mi
lancia un'ultima occhiata, poi ricomincia a formare il cerchio per terra. Spero tanto che il nodo delle
streghe mi faccia guadagnare un po' di tempo.
Vivian mormora qualcosa in una lingua che non riconosco. Intorno a lei l'aria sembra muoversi
e i suoi vestiti fluttuano come se tirasse un gran vento. I capelli si fanno pi scuri e lunghi. Il volto
ringiovanisce, sembra quello di una diciottenne. Gli occhi azzurri diventano castani e si allungano
leggermente agli angoli. Rimpicciolisce fino a diventare pi bassa di me e le sue curve si addolciscono,
rendendola pi esile. Se non la conoscessi, direi che  una creatura fragile e delicata. Ann.
Scuote le braccia e mi guarda. Credo che interpreti la mia espressione scioccata come un segno
di approvazione, perch sorride compiaciuta. Si passa una mano tra i capelli lunghi fino alla vita. 
bellissima, e malevola. Non mi sorprende che Elijah fosse innamorato di lei.
46
La strega di Salem
Vivian, che non  pi Vivian, scalcia via i tacchi alti e lascia cadere il mantello sul pavimento.
Si stira come un gatto. Molto meglio. Persino la voce  cambiata.
Le Eredi e io siamo sbalordite. Mary  rimasta a bocca aperta.
Vivian gira intorno al cerchio di polvere rossa, cantilenando una formula magica con rinnovata
sicurezza. L'aria nel cerchio tremola. Elijah! Vado verso di lui appena lo vedo comparire.
Lui guarda prima lei e poi me, con gli occhi pieni di paura. Samantha, tu sanguini.
Elijah... Faccio un altro passo verso di lui.
Lei sospira di sollievo quando pronuncio il suo nome. Vedi, questa  una cosa che non sono
mai riuscita a fare. Io non vedo gli spiriti... tu invece s.
Elijah cerca di uscire dal cerchio, ma non riesce ad attraversare la polvere.  in trappola.
Se non puoi vederli, non puoi lanciare incantesimi su di loro. Devi sapere dove si trova uno
spirito per far s che l'arcano funzioni. Pronuncia queste parole lentamente.
Quindi sono la prescelta solo perch vedo gli spiriti? Elijah sta bene, ma non riesco a gioirne.
Vivian mi ha sentita parlare con lui nell'ingresso, mi ha persino invitata fuori a cena per festeggiare. 
tutta colpa mia.
Lei si gira a guardare il cerchio. Giocherella con le dita in un modo che non le ho mai visto fare.
Sembra una ragazzina in preda ai nervi. Sono davvero dispiaciuta di averti tenuto nel limbo per cos
tanto tempo, Uccellino mio. Spero tu possa perdonarmi.
L'espressione di Elijah si indurisce e Vivian torna verso il tavolo.
Vado da lui. Mi dispiace tanto gli sussurro.
Dovrei essere io a scusarmi con te risponde, una profonda tristezza nello sguardo.
La mia mano attraversa con facilit la barriera invisibile formata dal cerchio. Intrappola solo gli
spiriti. Le mie dita toccano le sue.
Dammi le mani mi ordina Vivian.
Mi giro e vedo che stringe una corda sottile. Ahi!
Corri, Samantha. Vattene via mi implora Elijah.
Ma non capisce? Non posso rispondo, solo muovendo le labbra.
Vivian mi tocca la schiena e sento un dolore lancinante alle gambe. Grido e mi ritraggo.
Le mani! ripete.
Stavolta obbedisco. Tira la corda stringendomela intorno ai polsi e mi lega le mani dietro la
schiena. Se non altro la pressione della corda arresta il sanguinamento e il liquido caldo smette di
colarmi lungo le dita.
Sali sullo sgabello ordina, poi torna ad armeggiare con gli ingredienti sul tavolo.
Il cuore mi batte all'impazzata, cos forte che temo possa schizzarmi fuori dal petto. Entro nel
cerchio e tento di salire sullo sgabello nonostante le mani legate. Vivian si china sotto il tavolo e afferra
una vecchia coperta di lana grigia. Elijah mi aiuta a non cadere.
Tasca sinistra gli sussurro mentre Vivian trascina la coperta verso il cerchio. Sembra pesante,
come se dentro ci fosse qualcosa.
Elijah prende la bottiglietta con la pozione e io appoggio il piede sulla seduta dello sgabello.
Riesco a salirci sopra.
Vivian si volta a guardarmi, mormora qualcosa e il cappio si infila da solo intorno al mio collo.
La corda  ruvida sulla pelle. Ho i capelli appiccicati al viso sudato e me ne sono finiti alcuni in bocca.
Guardo la coperta e sento una stretta allo stomaco.
Girati bene verso di lei mi istruisce Elijah. Cos che non possa vederti le mani.
Mi sistemo in modo da nascondere le braccia. Ora soltanto Elijah e le Eredi possono vederle.
Ti prender io dice Elijah.
Deglutisco forte. Finire impiccata  una delle morti peggiori che mi vengono in mente.
Vivian mescola l'intruglio nella ciotola mentre Elijah allenta le funi che mi legano i polsi. Non
troppo da farle cadere, ma abbastanza da permettermi di liberarmi al momento giusto. Mi mette la
bottiglietta con la pozione nella mano sana.
Vivian mi lancia un'ultima occhiata, come per sfidarmi a cambiare idea. Non ho pi bisogno di
immaginare come dovevano sentirsi, durante i processi alle streghe, le persone accusate dai loro stessi
amici, gente che conoscevano da sempre. Come hai potuto? chiedo, la voce incrinata.
Lei muove un dito e lo sgabello vola all'indietro, uscendo dal cerchio. Il mio corpo precipita
verso il basso a velocit disarmante e la corda mi sfrega contro il collo, bruciandomi la pelle. Elijah mi
stringe le braccia attorno alle cosce prima che tutto il peso del mio corpo penda dal cappio. Tossisco e
sputacchio.
Rilassati, Samantha, o non riuscirai a respirare! Se ti sollevo pi in alto, si accorger che ti sto
tenendo e ti far del male. Ti prego, smetti di lottare. Ti prego!
Annaspo alla ricerca d'aria, ma mi esce una specie di rantolo strozzato.
Samantha! grida Susannah alle mie spalle.
Vivian guarda la coperta e inizia a cantilenare. Sopraggiunga la morte, svanisca la vita, risorga
l'anima da tempo sfiorita. Elijah inizia a tremolare. La sua stretta si allenta e la corda mi si stringe
intorno al collo.
Vivian ripete la formula, ma solo la terza volta riesco a capire davvero quelle parole. Vuole
sostituire la vita con la morte? Un momento... Significa che l'incantesimo potrebbe funzionare anche
su di lei? Se riesco a impadronirmene, potrei usarlo io.
Vivian si ferisce un dito e mescola il suo sangue con il mio, poi versa tutto nella ciotola pi
grande insieme al resto della pozione. Il corpo di Elijah tremola e balugina.
Temo di non poterti tenere ancora per molto sussurra.
La coperta inizia a vibrare accanto a noi, e un angolo si solleva. Ormai libero dalla sua prigione
di lana, uno scheletro si mette a sedere. Voglio chiudere gli occhi, ma le palpebre si rifiutano di
obbedire e non posso fare a meno di assistere all'orribile scena che si svolge a mezzo metro da me.
Vengo colta da un conato di vomito e la corda mi ferisce la pelle. Le Eredi alle mie spalle trasaliscono
per la sorpresa.
Come osi! esclama Elijah.
Lo scheletro gli si avvicina come se Vivian lo controllasse con dei fili invisibili. Si infila
nell'immagine del suo corpo e mi stringe le gambe con le ossa delle braccia, le stesse con cui Elijah,
invisibile, continua a sostenere il mio peso. Il sorriso di
Vivian svanisce quando si rende conto di cosa sta facendo lo spirito del suo promesso sposo. Infuriata,
graffia il tavolo con le unghie.
Non c' pi tempo. Mi libero i polsi dalla fune e tolgo il tappo della bottiglietta con
l'incantesimo Dentro-fuori.
Vivian solleva la pozione sul diario di Elijah. Lascia cadere tre gocce sulla copertina di pelle.
Non succede niente.
Ora sussurro e lascio cadere la fune. Elijah e il suo scheletro mi sollevano permettendomi di
liberarmi dal cappio.
Vivian riappoggia la ciotola e resta a fissare il diario sconvolta, come se l'avesse appena tradita.
Con un unico movimento scendo sul pavimento e mi lancio di corsa verso di lei, brandendo la pozione.
Vivian apre il diario e il nodo di protezione cade sul tavolo da sotto la copertina. Rimane a bocca
aperta.
Tu! strilla, sollevando una mano e stringendola a pugno.
Qualsiasi incantesimo stia usando, mi stringe il cuore in una morsa. Brucia da morire, come se
volesse strapparmelo dal petto. Grido di dolore, ma mi costringo ad avanzare, ad avvicinarmi a lei.
Morirai fra atroci sofferenze! urla.
Mi ci vuole fino all'ultima briciola della mia forza di volont per lanciarmi in avanti e scagliarle
addosso il liquido magico. Fatico a muovermi, cos faccio un pessimo lancio e la bottiglietta vortica a
mezz'aria: la pozione colpisce entrambe. Vivian trasale appena l'intruglio la tocca, e abbassa la mano.
Il dolore al petto si placa e inspiro con voracit, alla ricerca d'aria.
Lei borbotta formule magiche a velocit folle mentre i capelli le diventano bianchi e la pelle si
raggrinzisce. In pochi secondi il mio incantesimo le porta via la giovinezza, rendendola una versione
settantenne di se stessa. Adocchio la ciotola e mi butto verso il tavolo per afferrarla, ma lei  pi veloce
e la prende prima di me.
No! grido, e mi guardo intorno alla ricerca di qualcosa da usare contro di lei. Afferro il nodo
delle streghe e il diario di Elijah in una mano, mentre con l'altra prendo una candela accesa. Avvicino
la fiamma al diario, il fuoco lambisce le vecchie pagine ingiallite. Succede tutto talmente in fretta che,
per un paio di secondi, nella stanza cala il silenzio pi totale. Restiamo a scrutarci l'un l'altra,
guardinghe.
Vivian muove in cerchio la mano davanti al viso. I capelli tornano a striarsi di castano e, in
alcuni punti, la pelle ridiventa giovane. Ma la trasformazione  solo parziale, come se i nostri rispettivi
incantesimi si dessero battaglia.
Non avevo idea che sapessi fare un sortilegio del genere dice. Immagino di dover
ringraziare queste idiote. Sembra confusa. Si copre la bocca con una mano rugosa solo per met.
Perch l'ho detto? Che mi succede? Cosa mi hai fatto?
Che cosa ti ho fatto io? Sei la donna che mi ha cresciuta come una madre e adesso vuoi
impiccarmi! Ora che l'ho detto ad alta voce sembra ancora pi brutto, come se in qualche modo
l'avessi reso pi reale. Cerco di concentrarmi sul fatto che non somiglia pi alla mia Vivian, ormai.
Vorrei tanto credere che non sia affatto lei.
Ci scrutiamo dai due lati del tavolo, lei con in mano la pozione, io con il diario e la candela.
Abbiamo tutte e due qualcosa che l'altra vuole.
Mi guarda con occhi penetranti e aria di sfida. Per la prima volta da quando si  trasformata, mi
ricorda davvero Vivian. E tu volevi uccidermi con il mio stesso incantesimo.
La verit di quelle parole mi colpisce. S,  vero. Oh, per la miseria. Perch l'ho detto ad alta
voce? Il siero della verit ha colpito anche me.
Mi darai quel diario, in un modo o nell'altro. Mi punta contro un dito e il mio braccio, quello
che ha il diario, si muove verso di lei.
Stringo il nodo di protezione e mi concentro. No, se uso il nodo delle streghe. Tiro indietro il
braccio e mi stringo il diario al petto. Questo incantesimo fa schifo. Dovresti essere tu a rivelarmi i
tuoi piani, non io i miei.
Nella stanza cala il silenzio. Neppure le Eredi fiatano. Lancio loro un'occhiata. Vedendovi
cos allineate mi vengono in mente le impiccagioni di gruppo che facevano ai processi. Un momento
dico, riportando l'attenzione su Vivian. Ne hai portate quattro. Perch non solo una o due? Mi mordo
la lingua per smettere di parlare. Mi rendo conto di aver tralasciato qualcosa. Sei tu quella che
ammazza i discendenti da secoli, vero? Come hai fatto nel Seicento.
S.
Perch? esclamo. I loro antenati erano le vittime, durante i processi.
Devono morire tutti. Quei processi hanno ucciso il mio Elijah. Voglio eliminarli, tutti quanti.
Pesta i piedi scalzi e borbotta qualcosa tra s.
I pensieri mi si affollano nella testa, ma per via del sortilegio non posso fare a meno di
esprimerli ad alta voce. Lo schema dei decessi... Cerchi di ucciderci tutti ogni volta che credi di aver
perfezionato l'incantesimo per riportarlo in vita, vero? Forse questa catena di morte fa addirittura parte
dell'incantesimo stesso. Per forza tutti i miei parenti sono morti. Ma come facevi a sapere che Elijah
sarebbe stato qui a Salem? chiedo. Sono arrabbiata con lei, ma anche con me stessa perch non riesco
a tenere la bocca chiusa.
Quando hai trovato le lettere di Abigail ho capito subito che sarebbe tornato per portartele
via.
Spalanco gli occhi. Mi hai usata come esca.
Lei mi rivolge un ghigno spaventoso. Sapevo che se avessi buttato all'aria i tuoi vestiti,
liberando l'armadio, prima o poi le avresti trovate. E sapevo anche che ti avrebbe odiata per il semplice
fatto di essere una Mather. Una macchia che infestava la vecchia stanza di sua sorella.
Ha funzionato. Mi odiava. Stringo le palpebre, un'espressione che ho imparato da lei. Ma
odia anche te.
Lei soffoca un grido. Basta cos! Mi punta un dito contro. Brucia! La fiamma della candela
si piega in direzione del mio corpo.
Il fuoco mi scotta la mano ferita e istintivamente lascio andare la candela, che si spegne
cadendo sul pavimento. Tengo il diario stretto al petto.
Il coltello! grida Alice. Lo cerco con lo sguardo sul grosso tavolo di legno.
Vivian non fa un passo. Si limita ad alzare una mano e il corpo di Alice inizia a contorcersi.
Sento un grido di dolore, lo sgabello inizia a muoversi.
Smettila, cadr! urlo a Vivian. Accantono l'idea di impadronirmi del coltello e corro da
Alice, che ha la schiena piegata in un'angolazione innaturale. Le infilo il nodo di protezione nello
stivale e, lentamente, il suo corpo si rilassa e torna in equilibrio sullo sgabello, anche se dai suoi occhi
non svanisce lo sguardo terrorizzato.
Continui a preferire loro a me! sibila inviperita Vivian alle mie spalle.
Che significa? Prima ancora che possa voltarmi, la testa mi si piega all'indietro. Perdo gli
appoggi e sbatto la schiena a terra cos forte che tutta l'aria mi esce dai polmoni. Annaspo, a corto di
fiato, mentre scivolo sulle assi di legno. L'incantesimo di Vivian mi attira verso di lei, trascinandomi
per i capelli. Continuo a stringermi al petto il diario, mentre con l'altra mano cerco di liberarmi i capelli
da quella stretta invisibile.
Mi fermo e picchio la testa sul pavimento. Mi ritrovo con i fianchi sulla linea rossa del cerchio e
sento collo e schiena pervasi da un dolore lancinante. Cerco di alzarmi, ma non ci riesco.  come se mi
avesse inchiodata a terra.
Elijah si china e mi scosta i capelli appiccicosi dalla faccia. Mi guarda implorante. Non restare
in questo cerchio, altrimenti ti uccider. Ti ho gi detto una volta che sei potente. Devi concentrarti!
Gli occhi mi si riempiono di lacrime, ho la vista annebbiata. Non so cosa si aspetta da me... Ho
imparato il mio primo incantesimo solo poche ore fa. Cerco di alzare la testa, ma non ci riesco. Non
cambier le cose. Non riporter la pace, come pensa Elijah. E non sono pi potente di lei. Ho dato ad
Alice il nodo delle streghe. Ho la voce roca per via del cappio. Il corpo di Elijah balugina.
Vivian si avvicina con la ciotola della pozione. Le trema il labbro inferiore quando vede Elijah
inginocchiato accanto a me. Pensi che sia innocente? Ti sbagli! Siamo simili, lei e io. Uccideremmo
entrambe per ottenere ci che vogliamo! dice con uno sguardo folle negli occhi.
Siamo simili. Quelle parole mi riecheggiano nelle orecchie. Uccideremmo entrambe per
ottenere ci che vogliamo.  vero, io non sono migliore di Cotton! Ho cercato di farla fuori.
Ho giurato di non parlare mai pi con te le dice Elijah a fatica, a causa dell'incantesimo. E
sai perch?
Lei gli si avvicina, come se non lo sentisse bene.
Ogni cosa bella che c'era in te  morta secoli fa prosegue Elijah. Ormai vivi per soverchiare
e prevaricare il prossimo. Quante persone hai ucciso? Tutti gli incantesimi del mondo non basteranno a
renderti di nuovo attraente.
Lei si irrigidisce. Faccio tutto questo per te.
Elijah scuote la testa. No,  solo per controllarmi. Ora intendo darti una possibilit di fare la
cosa giusta, e sar l'unica che ti conceder: se smetti di infierire su queste ragazze, rester qui con te
come desideri. Ma se insisti nel far del male a Samantha, far ben pi che disprezzarti. Ti
dimenticher.
Lei resta in silenzio per un attimo.  questo il problema, Elijah. Tu non puoi fare quello che
desidero dice con voce tremante. La guardi come un tempo guardavi me. Tu ami questa ragazza.
Sento un nuovo calore pervadermi le guance ferite. Mentre attende invano che Elijah neghi le
sue parole, Vivian stringe la ciotola dell'incantesimo con cos tanta forza che le nocche le diventano
bianche. Poi una lacrima le scorre lungo il viso. Fa un passo verso di me e vedo che sta di nuovo
ringiovanendo. Fa cadere alcune gocce della mistura sul diario che tengo stretto al petto.
All'istante la forza vitale mi viene strappata via dal corpo. Apro la bocca e ansimo, senza fiato.
Elijah tremola violentemente. Il sangue che Vivian ha versato sul diario si solleva in aria e prende a
vorticare intorno a lui, attaccandosi al suo scheletro. Lui cade a terra, la testa vicino alla mia. Si afferra
il braccio nel punto in cui il sangue sta cominciando a formare vene e nervi. Digrigna i denti per il
dolore.
Ti far ricordare ci che un tempo provavi per me dice Vivian tra le lacrime. Canceller
questa ragazza dalla tua memoria.
Non puoi occultare la verit con le menzogne ribatte lui a fatica. Cerca di alzarsi, ma il nuovo
corpo non gli obbedisce.
Vivian mi guarda negli occhi e indica Alice. Il ciondolo che le ho messo nello stivale cade sul
pavimento, ormai inutile. Sono stufa dei tuoi incantesimi di protezione. Come farai ad aiutare tuo
padre, quando sarai morta?
Incantesimo di protezione... su mio padre? Non ne ho mai fatto uno. O s? Elijah prova a dire
qualcosa, ma non riesco a sentirlo.
Mi sono sempre chiesta se non sia stata colpa mia. Se il maleficio con cui ho ucciso tua madre
non ti abbia dato, chiss come, questi poteri. Versa un altro paio di gocce di sangue sul diario.
Mia madre... Il battito del mio cuore rallenta. Ho a malapena la forza di resistere. La vita mi sta
abbandonando.
Ma quando sarai morta, mi assicurer che Charles soffra.
No! grido.
Sul volto le si dipinge un'espressione di pura cattiveria. Quando la polizia ti trover, tutte le
prove saranno contro di te. Spiegher a tuo padre che hai perso il senno, che hai ucciso queste ragazze
e ti sei tolta la vita. Prima di morire penser che sei un mostro.
Mi porter via tutto. Vivian piega le dita e le Eredi si dibattono tra atroci sofferenze.
Ti prego, basta implora Mary.
Susannah geme. Sopra di me, il cappio oscilla come nella mia visione. Tutto ci che ho visto si
sta avverando. Mi sono tagliata la guancia, Susannah verr impiccata e Vivian  la donna corvo.
Schierarsi al fianco delle Eredi non  stato sufficiente. Ma se mi arrendo adesso, non sar migliore dei
cittadini della Salem del Diciassettesimo secolo. No. Mi rifiuto di morire cos.
Una nuova determinazione si fa strada dentro di me e resisto all'incantesimo, cercando con tutte
le forze di alzarmi da terra. Le vene mi pulsano. Mi concentro su testa e collo e provo a sollevarli con
ogni briciolo di energia che possiedo. Si muovono di un centimetro. Poi di un altro. Il diario di Elijah
mi cade di dosso e finisce sul pavimento.
Lei mi guarda, confusa. Perch lo stai facendo? Chi ti sta aiutando? Parla quasi farfugliando,
in fretta.
Spingo di nuovo, ancora pi forte.  come se i fili del suo incantesimo, quelli che mi tengono
bloccata a terra, si stessero spezzando. Mi metto a sedere. Vivian solleva di nuovo la ciotola, ma io tiro
via il diario dal cerchio prima che altre gocce possano caderci sopra. Lo lancio vicino al caminetto.
Vivian spalanca gli occhi. Cotton!
Vede Cotton quando mi guarda? Esco a fatica dal cerchio e mi sento subito pi forte. Corro a
prendere il diario. Ma lei borbotta qualche parola e mi cedono le ginocchia, che picchiano sul
pavimento con un gran tonfo.
No dico con decisione, e mi rimetto in piedi.
Il diario si solleva a mezz'aria da solo, ma lo afferro prima che voli verso Vivian. Sento che
tira, cerca di liberarsi, ma lo tengo saldo. Lei urla di frustrazione e picchia i piedi sulle assi di legno del
pavimento. Corro verso il caminetto.
Riesco a fare solo due passi prima di sentire le sue unghie che mi artigliano il collo. Mi tira
l'orlo della maglietta, strozzandomi. Lancio il diario verso il fuoco e lo vedo atterrare su uno dei ceppi
in fiamme. Cadiamo entrambe a terra, Vivian sopra di me. Proprio mentre la mia guancia colpisce il
pavimento, vedo le vecchie pagine prendere fuoco. Il sapore del sangue mi riempie la bocca.
Vivian si alza, appoggiandosi a me, e si tuffa in avanti, verso il fuoco. Io l'afferro per il vestito
e riesco a tenerla gi. Prova a rialzarsi ma le salto sopra e, mettendomi a cavalcioni su di lei, le sbatto
ripetutamente la testa sul pavimento.
Lei mi lancia un incantesimo e un dolore lancinante mi pervade le braccia, come se fossero
immerse nell'acqua bollente. Perdo la presa e Vivian mi spinge via. Si precipita a recuperare il diario di
Elijah, lo raccoglie dal fuoco e cerca di estinguere le fiamme con le mani. Ma le pagine sono gi quasi
del tutto consumate, il fuoco arde maestoso e Vivian non ottiene altro se non di bruciarsi le dita.
Mi rialzo appena il dolore alle braccia svanisce. Vedo che lancia al diario un incantesimo dietro
l'altro, frenetica. Afferro il pesante attizzatoio di ferro da un secchio vicino al camino e sferro il colpo:
l'impatto con la sua testa  violento e Vivian cade all'indietro, finendo sul pavimento con un tonfo.
Sulla fronte le scorre un rivolo di sangue.
Mi metto a gambe divaricate sopra di lei e la guardo negli occhi. Si porta una mano alla testa e
vede le dita insanguinate. Faccio per colpirla di nuovo con l'attizzatoio.
Cotton dice di nuovo, anche se con meno decisione.
Mi irrigidisco all'istante. Brandisco l'attrezzo per aria, pronta a colpire. Cos'ha detto poco fa?
Siamo simili, entrambe disposte a uccidere per ottenere quello che vogliamo. A pensarci bene, il mio
furbissimo piano non prevedeva altro che dare la caccia a una strega e... ucciderla. Percuoterla con un
attizzatoio. Pensavo di interrompere la catena di morte avviata durante i processi e invece eccomi qui, a
portare avanti la tradizione. Proprio come Cotton trecento anni fa, anch'io pensavo di sradicare il male.
Sulle labbra di Vivian si forma un sorrisetto.
Colpiscila! mi ordina Lizzie.
Io non sono Lizzie. Non posso ucciderla. E poi, se lo facessi, la maledizione continuerebbe.
L'attizzatoio  ancora a mezz'aria, ma stavolta non sono io a brandirlo. Dentro di me, Cotton si agita.
Forse questo incantesimo Dentro-fuori non agisce solo da siero della verit.
No dico a me stessa, mentre Cotton continua a farmi tenere il braccio alzato.
Vivian mi guarda come un gatto che ha appena mangiato un grosso topo. Lo sgabello di
Susannah si rovescia a terra, sfuggendole da sotto i piedi, e lei cade. La corda emette un orrendo
rumore, come qualcosa che si spezza, e si tende. Le travi del soffitto scricchiolano.
Mettilo gi! urlo a Cotton mentre Susannah annaspa. Devo aiutarla! Ma le mie gambe non
si muovono, Cotton e io lottiamo l'uno contro l'altra per assumere il controllo del mio corpo.
Uccide i Mather da secoli... Dobbiamo farla smettere dico con una voce che non riconosco. 
un misto tra quella di Cotton e la mia, come se parlassimo all'unisono.
Sam, aiutala, ti prego. La voce di Mary  cos squassata dai singhiozzi che fatico a capirla.
Anche il suo sgabello cade. Corda che si tende. Scricchiolii.
La paura e l'impotenza vorticano intorno a me come una nebbia nera mentre guardo Susannah e
Mary impiccate, senza poter fare niente. Lotto contro il mio stesso corpo, che non si sposta di un
millimetro. Moriranno! imploro rivolta a Cotton.
Allora ferma questa donna risponde con la mia bocca.
Gli occhi di Vivian si illuminano. Sembra molto interessata a ci che succede davanti a lei.
Non me lo permetti dico disperata. Non capisci? Vuole che ricreiamo i processi. Vuole
dimostrare che io sono come te.
Non respirano, Sam. La voce di Alice  sorprendentemente calma. Sta cercando di spostare il
suo sgabello verso Susannah, in modo che l'amica possa metterci sopra un piede. Sta facendo qualcosa.
Finch anche lo sgabello non le vola via da sotto i piedi. Corda che si tende. Scricchiolii.
Vivian si illumina e solleva la testa dal pavimento. Il sangue le impiastriccia i capelli.
Uccidila, Sam! strilla Lizzie. Ha fatto del male a tuo padre, a mio fratello... l'unica persona
su cui potessi contare! Le trema la voce, la tristezza sgorga da lei come l'acqua da un vaso rotto.
Vivian fa spallucce e anche lo sgabello di Lizzie vola via.
Quattro ragazze impiccate, la morte di innumerevoli persone innocenti e la salvezza di mio
padre: vedo tutto questo galleggiare dinanzi a me come una tempesta in lontananza.
Io le salver dico a Vivian, e cerco dentro di me il coraggio di cui avr bisogno per dar
seguito a queste mie parole.
Susannah ruota verso di me appesa alla corda, i capelli che le ricadono sulla faccia. Ha le
guance striate di lacrime. Hai creduto in me, Susannah. Anche Elijah ha creduto in me. Chiudo gli
occhi e le lacrime iniziano a sgorgare da sotto le ciglia.
Quando li riapro mi concentro sulla trave di legno cui sono appese le corde. Devo romperla. 
l'unico modo per tirarle gi tutte e quattro insieme. Raddrizzo la schiena, cercando di non soffermarmi
sugli ansiti disperati che pervadono la stanza. Immagino di spaccare la trave proprio in mezzo, di
rompere il legno in una pioggia di schegge. Le scaglio contro tutto il mio terrore e la mia frustrazione,
la percuoto con la mente senza sosta. Raccolgo ogni briciolo di forza che mi  rimasto e lo dirigo
contro quel pezzo di legno. Sento un lieve cigolio. Il mio cuore manca un battito. Sta funzionando?
Vivian si volta verso le Eredi, poi di nuovo verso di me e mi lancia uno sguardo assassino. Con
la mente spingo pi forte, pi in fretta. Colpisco la trave ripetutamente. Si sente un crac e il legno si
incrina un po' verso il basso. Una forza invisibile mi fa arretrare di qualche passo.
Vivian si alza. Be', immagino che in un certo senso tu sia davvero mia figlia.
Queste parole mi devastano nel profondo. Uso il mio dolore per dirigere l'energia che ho dentro
con pi aggressivit. Si sente un forte rumore di legno rotto e le ragazze cadono tutte e quattro a terra,
tossendo e ansando.
Vivian si acciglia, contrariata.
Ora sono pi sicura di me. Cotton non ti ha fermata trecento anni fa. Io non commetter il suo
stesso errore, ma non ti uccider dico con la mia nuova voce ibrida. Riesco a sentire Cotton che,
dentro di me, riflette sulle mie parole.
Vivian muove le dita e, all'improvviso,  come se migliaia di aghi mi penetrassero nella carne,
ancora e ancora. Vorrei strapparmi via la pelle, tanto mi fa male.
Uccidermi? Ero solo una ragazzina. Lui ha voltato pagina e si  rifatto una vita, ha scritto
addirittura dei libri sui processi. Io non ce l'ho avuta, una vita. Tutto quello che avevo mi  stato
portato via. Parla con voce roca, come se le costasse molto.
Anch'io fatico non poco a pensare lucidamente, con Cotton che mi invade la testa. Il potere e
l'importanza che credevi di avere mandando a morte le streghe erano solo un'illusione. Non stavi
sradicando il male. Tu e Cotton eravate dei prepotenti, distruggevate le vite e i sogni delle persone che
vi circondavano. Mentre parlo, Cotton smette di fare resistenza. Allenta la presa sul mio corpo.
Dopo tutto quello che ho fatto per te... Non sai cosa sia la lealt!
Quello che ha fatto per me?  cos che la vede? Con mia grande sorpresa,  Cotton a
risponderle: Mi dispiace davvero per il dolore che provi. Ma adesso non sono pi io la causa di ogni
male. Sei tu.
Vivian emette un gemito acuto e l'attizzatoio si solleva in aria da solo. Allungo una mano e
l'arnese si ferma per aria. Ci guardiamo in cagnesco. Siamo entrambe determinate a controllarlo, decise
a non cedere.
Guardaci. Intrappolati qui, insieme, a ripetere ancora gli stessi errori. Avevi ragione, non
siamo poi cos diversi, tu e io. Io non sono buono come immaginavo un tempo e tu non sei soltanto
malvagia. Per la prima volta, Cotton e io parliamo insieme.
L'attizzatoio cade a terra con un clangore metallico. Lei indica con un braccio le Eredi, che
sono ancora legate e ansimano sul pavimento. Ti hanno strappato una ciocca di capelli e io ho
mandato loro un avvertimento con quei pasticcini. Ti hanno scritto PSICOPATICA sull'armadietto, ti
hanno preso a sassate la finestra e ti hanno messo contro l'intera citt. Perci ho fatto venire a tutti
quello sfogo cutaneo. Le ho poste dinanzi alle conseguenze delle loro azioni.
Che sta dicendo? Vuole forse farmi credere che ha fatto queste cose orribili... per me? Hai
ucciso delle persone.
Sono l'unica ad averti difesa! Ti ho messa di fronte a una scelta, dovevi decidere se restare in
vita e aiutarmi o se uccidere loro. E dopo tutto quello che ho fatto per te, tu mi volti le spalle cos!
Nessuno mi sceglie mai. Nessuno. Non tu, n Charles, n Elijah!
Allora si tratta di questo?  proprio come quando ha provocato la morte di Abigail. Non
riusciva a farsi una ragione di non essere al posto d'onore nel cuore di Elijah. D'un tratto si getta su di
me, facendomi cadere all'indietro. Picchiamo forte sul pavimento, Vivian sopra di me. La mia schiena
geme
dal dolore. Le afferro i polsi prima che riesca ad artigliarmi la faccia con le unghie. Lei lotta per
liberarsi, ma sembra ormai priva di ogni energia. Il suo viso si contorce in una smorfia.  esausta.
Si volta verso Elijah. Non ho pi niente. Niente e nessuno. Sul suo volto le lacrime si
mescolano al sangue.
Non ho mai visto alcuna debolezza n alcun segno di vulnerabilit in Vivian. Non so cosa
pensare.
Mi hai portato via l'ultima persona che teneva a me dice, e in quelle parole percepisco tutto il
peso di una sofferenza che dura da trecento anni. Mi d una gomitata nelle costole, i polsi ancora stretti
nelle mie mani.
Grugnisco di dolore e il mio corpo sfinito implora di porre fine a questa lotta estenuante.
Ann... non cambier niente, a meno che tu non faccia scelte diverse dice Elijah, chiamandola
con il suo vero nome.
Lei piagnucola e nasconde il viso sul mio petto. Respira pesantemente e le tremano le spalle. Io
resto immobile, incerta sul da farsi. Le lascio i polsi e lei mi stringe forte la felpa. Non rialza la testa e
comincia a singhiozzare sulla stoffa insanguinata.
La pelle inizia a formicolarmi e l'aria intorno a me si agita. Le braccia di Cotton si sollevano
dalle mie, poi la sua intera figura si stacca dal mio corpo e lo vedo l, in piedi, che ci guarda. Indossa
abiti antiquati, come quelli che aveva nella mia visione, e tiene la schiena ben dritta. Nei suoi
lineamenti c' un certo orgoglio, mi ricorda un po' mio padre.
Vivian non sembra accorgersene. Piange ancora e si toglie dalla faccia ciocche di capelli fradici.
Nel profondo della mia coscienza sento rimescolare qualcosa.  come se si fosse accesa una candela,
un'esile fiammella di compassione alla fine di un corridoio buio. La abbraccio.  cos piccola... Per
tutto questo tempo ho creduto che fosse lei quella grande, quella con il potere. Non avevo idea di
quanto fosse fragile.
Per tutta la mia vita sono sempre accadute cose brutte alle persone che mi circondavano dico.
Non so come porle la domanda che mi si  affacciata nella mente, spero che la capisca da sola.
Se lo meritavano ribatte lei. Tipico di Vivian. Niente scuse.
Mi trema il labbro inferiore. Ha ucciso John quando mi ha aggredita e aveva intenzione di far
fuori anche tutte le altre. Chiss che ruolo ha avuto durante la mia infanzia, in tutti quei compleanni
finiti male per qualcuno! Ora vedo in una luce diversa persino la ragazza che  inciampata sulle scale
alla mia festa per il diploma, in quinta elementare.  tutto cos sbagliato... E lo ha sempre fatto per me,
in un certo senso. Oppure per isolarmi, in modo che avessi sempre pi bisogno di lei. Non stiamo bene
insieme lei e io. Forse non lo siamo mai state. Ma una parte di me ha ancora il cuore spezzato.
Le appoggio la guancia sulla testa e una lacrima le finisce sui capelli insanguinati.
Il mio Uccellino sussurra tra i singhiozzi.
Mi lascia la felpa e geme forte, il corpo che diventa sempre pi lieve tra le mie braccia. Mi
metto lentamente a sedere, sempre stringendola al petto. Le sue braccia ricadono senza vita, la testa
riposa nell'incavo del mio gomito.
 finita mormora Cotton. Hai rotto la maledizione.
Scuoto la testa. Non so come ho fatto.
Lui si china su di me e fa scivolare le braccia sotto la schiena e le ginocchia di Vivian. Una
maledizione  soltanto un ciclo reiterato, esiste esclusivamente perch le persone vogliono che esista.
Abbiamo avuto tutti un ruolo. Per secoli abbiamo compiuto le medesime scelte che hanno animato i
processi alle streghe, ci siamo feriti e incolpati a vicenda. Ma quello che si conquista ai danni del
prossimo non  vero potere.
Cotton solleva Vivian e mi fa quasi strano lasciarla andare. Mi rialzo malferma sulle gambe.
Dal corpo di Susannah e delle altre ragazze escono gli spiriti di quattro donne, le streghe di Salem
accusate nel Seicento. Guardano le loro giovani discendenti e le aiutano a liberarsi dalle corde. I loro
contorni rilucono.
Cotton mi guarda. Per tutti questi anni ho creduto di conoscere le streghe meglio di chiunque
altro. Puoi immaginarti la mia sorpresa quando ho scoperto che ce n' una nella mia stessa famiglia. E
non un'abietta creatura come quelle che ho studiato per tutta la vita sui libri, ma un'adorabile giovane
donna. Sai, "strega"  soltanto un appellativo. Anche se spesso la gente lo usa in senso dispregiativo, di
per s non denota una persona cattiva. Anzi, a essere cattivo a volte  proprio chi accusa gli altri.
Come sarebbe? chiedo.
Se un uomo ha paura dei cani, probabilmente ogni volta che ne vede uno lo percuoter con un
bastone. E, com' nella natura di ogni creatura, l'animale lo morder. A quel punto lui dir a tutti che
aveva ragione sui cani, che sono bestie malvagie. Ma io ti domando: di chi  la colpa, dell'uomo o del
cane?
Dell'uomo rispondo senza esitare.
Adesso ripensa a questa storia, ma sostituisci il cane con un altro uomo.
La cosa buffa  che i cani sono pi amichevoli e leali degli esseri umani.
Sorride. Diventerai una donna potente, Samantha. Ti troverai in molte situazioni difficili, e in
altre nelle quali dominare potrebbe sembrarti la soluzione pi facile e allettante. Non usare il tuo potere
come ho fatto io, etichettando e condannando il prossimo.
Annuisco. Non lo far. Promesso.
Il corpo che Cotton stringe fra le braccia inizia a ronzare. Da quelle spoglie si eleva lo spirito di
Ann, poco pi che un'adolescente. Salta gi dalle braccia di Cotton e atterra sul pavimento con la
grazia di una ballerina. Lancia a malapena un'occhiata a Cotton e al suo stesso corpo senza vita, poi
corre da Elijah.
Con un piede spazza via parte della polvere rossa sul pavimento, rompendo il cerchio che aveva
creato. Si sente un crepitio e le ossa e il sangue si staccano dallo spirito di Elijah, cadendo al suolo.
Adesso anche lui  libero di muoversi e si avvicina ad Ann.
S le dice. Non sembra arrabbiato. Deve avergli detto qualcosa che non ho sentito.
Lei torna da me e Cotton, d un bacio sulla guancia alle sue spoglie mortali e sorride. Tutta la
rabbia che aveva dentro l'ha ormai abbandonata e il suo giovane volto inizia a brillare. Anche quello di
Cotton e delle streghe condannate. Le Eredi e io strizziamo le palpebre davanti al chiarore abbacinante
che inonda la stanza. Poi, all'improvviso, la luce si dissolve e gli spiriti svaniscono nel nulla.
Elijah! grido con voce strozzata. Mi guardo intorno con ansia, ma lui non c'. Osservo il
cerchio dove eravamo intrappolati e sono troppo spaventata per muovermi. Non riesco neppure a
pensare che potrebbe essere andato via con loro. L'angoscia mi toglie il respiro.
Ricompare di colpo accanto a me. Sussulto e per poco non scoppio in lacrime. Elijah stringe in
mano un pezzo di stoffa e, con aria preoccupata, valuta le mie tante ferite alla luce del fuoco.
Dobbiamo arrestare la perdita di sangue dice prendendomi la mano.
Mi preme con delicatezza la stoffa sul taglio e poi l'annoda intorno alla mano. Per qualche
secondo restiamo in silenzio.
Il suo ultimo pensiero, prima di morire,  stato per te. Ha invocato il suo Uccellino. La mia
voce  poco pi di un sussurro.
Annuisce.
 vero quello che ha detto?
Mi prende la mano fasciata tra le sue e sento che il mio cuore  sul punto di esplodere. Che ti
amo? S.  facile amarti. Sei forte e testarda. Rischi tutto ci che hai per le persone a cui vuoi bene. E,
cosa ancora pi importante, sei gentile anche con chi non ti va a genio. Fa un cenno del mento in
direzione di Lizzie, che cerca ancora di riprendere fiato.
Non trovo le parole giuste, perci mi limito a sfiorargli le labbra con la mano sana. Lui mi bacia
le dita, poi si china piano verso di me. Mi solleva il mento.
Centimetro dopo centimetro, le sue labbra si avvicinano alle mie e il mondo intorno a me
scompare: esiste solo il suo corpo contro il mio, come se fosse fatto di carne. Le nostre labbra si
cercano, lui mi accarezza la guancia e il collo. Le lingue si toccano ed esplode la passione. Mi attira pi
forte a s afferrandomi alla vita, cingendomi in un abbraccio.
Dopo un po' ci stacchiamo, ma leggo il desiderio nel suo sguardo. Se solo fossi vivo...
Non m'importa se sei uno spirito.
Devi vivere la tua vita, Samantha dice, sempre tenendomi stretta.
Tra i nostri corpi si insinua una sensazione di puro terrore. Non puoi andartene.
Invece sarebbe meglio per te, se lo facessi.
Il cuore mi martella nel petto come se volesse uscire, si dibatte come un uccello in gabbia.
Scuoto la testa, cercando di non sommergere entrambi sotto l'onda delle mie emozioni. Non voglio
farlo senza di te.
Lo hai gi fatto.
Ma io ti amo. Mi trema la voce.
La porta della casa si spalanca di colpo e faccio un salto all'indietro, allontanandomi da Elijah.
Sulla soglia c' Jaxon, ancora ansimante per la corsa. Si  precipitato qui dopo tutto quello che gli ho
fatto?
Subito il suo sguardo incrocia il mio. Sam? Viene verso di me, ma si ferma inorridito quando
vede il sangue che ho sul viso e sui vestiti. Mi stringe in un abbraccio e sento il suo cuore battere forte
contro la mia spalla.
Elijah ci guarda e sorride. No!, vorrei gridargli, perch capisco cosa sta pensando. Che sono al
sicuro, che  cos che dovrebbe essere.
Sto bene lo rassicuro con voce roca.
Lui mi afferra per le spalle e mi guarda con attenzione. Non si direbbe.
Jaxon, mi dai un minuto? gli chiedo con gli occhi puntati su Elijah. E chiameresti aiuto, per
favore?
Lui annuisce, ma arretra con riluttanza. Si avvicina alle Eredi, che si strofinano i polsi e
controllano le rispettive ferite.
Mi aggrappo a Elijah con tutta la forza che ho. Ti prego, non andare sussurro. Abbiamo
trascorso pochissimo tempo insieme. Abbiamo fatto un solo picnic da camera.
Mi prende il viso fra le mani e mi parla dolcemente all'orecchio. Che ho apprezzato
immensamente.
Premo la guancia contro la sua. Non pu essere un addio. Come faccio a dirgli cosa significa
per me? Non saprei neanche da dove cominciare.
Intorno a noi l'aria inizia a tremolare. Una leggera brezza solleva le ceneri nel caminetto e
ravviva le fiamme. Compare una bellissima ragazza dai lunghi capelli scuri.
Ha lo stesso sorriso soddisfatto che sfoggia nel dipinto. Abigail... mormoro. Lascio ricadere
le braccia lungo i fianchi.
Elijah si volta verso di lei e tutta la tensione scompare definitivamente dal suo volto. Sembra
subito pi leggero, pi libero. Non posso portargli via questo momento. Non posso implorarlo di
restare. Sarei la persona pi egoista del pianeta. Incrocio le braccia sul petto, cercando di placare il
dolore che minaccia di sopraffarmi.
Mio dolce fratello dice Abigail, la voce eterea e sorprendentemente giocosa.
Lui le prende la mano con dolcezza. Quanto tempo ho atteso di rivederti.
Sono trascorsi trecento anni e non ti sei ancora tagliato i capelli? scherza lei.
Lui sorride. Non sono nato con la tua naturale bellezza. Devo impegnarmi di pi.
Non dire sciocchezze! Eri pi carino della met delle nostre coetanee risponde lei. Dev'essere
il loro modo di prendersi in giro a vicenda.
Gli sguardi che si scambiano sono quasi inebrianti. Sono legati in un modo che non ho mai visto
prima.
Abigail sposta lo sguardo su di me. Ha gli occhi dello stesso grigio di Elijah. Senza preavviso
apre le braccia e mi stringe forte a s, riempiendomi di una grande sensazione di calore. La strega di
Salem. Per un lungo istante cala il silenzio, poi si avvicina al mio orecchio e sussurra: Tuo padre si 
appena svegliato, Samantha.
Il mio cuore spezzato fa una piroetta e non riesco pi a controllarmi. Inizio a singhiozzare. Tutta
la tensione e il dolore che ho provato negli ultimi quattro mesi si riversano fuori come una cascata. Ho
desiderato questo momento pi di qualsiasi altra cosa al mondo, e ora che si  avverato, non riesco
neanche a respirare. Elijah mi accarezza una guancia, interrompendo il flusso delle mie lacrime.
Ti amer sempre mi dice in un soffio, e scompare con Abigail. Singhiozzo ancora pi forte.
Non so se svenire o mettermi a saltare per la gioia. Forse il mio corpo non sarebbe in grado di
sopportare n l'una n l'altra cosa.
Sam? chiede Jaxon preoccupato, infilandosi il cellulare in tasca.
Mio padre si  svegliato dico tra i singhiozzi.
Mi abbraccia. Il dolore per l'addio di Elijah e la felicit per pap si mescolano dentro di me, mi
sento frastornata.
Mi asciugo le lacrime con il dorso della mano. Scusa se ti ho fatto addormentare con
quell'incantesimo. Mi dispiace davvero.
Jaxon scuote la testa. Be', hai detto spesso di volermi prendere a pugni. Dovevo aspettarmelo
che in un modo o nell'altro mi avresti messo fuori combattimento.
Come hai fatto a svegliarti? chiedo.
Tira fuori dalla tasca il ciondolo di mia nonna. Non so, ho aperto gli occhi e me lo sono
ritrovato sul petto.
Elijah! Sapeva che Jaxon si sarebbe precipitato in mio aiuto.  incredibile.
Dovresti essere contento di aver dormito per tutto il tempo dice Mary alzandosi.
Alice annuisce. Non ha pi la sua solita espressione gelida. Gi. Sei arrivato quando  tutto
finito e farai anche bella figura, visto che ci hai trovate.
Avrei voluto essere qui per aiutarvi risponde lui.
Naaa, meglio lasciar fare alle ragazze ribatte Susannah con voce roca, e tutte ridiamo. Mi
prende la mano con le sue dita delicate.
Jaxon esamina la stanza e vede le ossa, il sangue che ricopre il pavimento, e il cappio.
Qualcuno  stato impiccato?
 Lizzie a rispondere. Tutte noi. E se non fosse stato per Sam, saremmo morte.
La donna corvo? chiede Jaxon. Dov'?
Andata. Sparita per sempre. Mi  morta fra le braccia, penso. Ma non lo dico.
47
Margherita gialla
Scendo lentamente gli ultimi gradini, uno alla volta. A ogni movimento tutto il mio corpo
protesta. Il profumo di french toast e uova strapazzate mi sprona a tentare un'andatura pi rapida. Sento
un clangore di padelle e posate.
Passo sotto l'arco all'ingresso della cucina e Jaxon e sua madre si voltano, entrambi con un bel
sorriso stampato sul volto.
Jaxon posa un piatto di biscotti e si avvicina. Sam, non dovresti alzarti.
E come vorresti che andassi in bagno, sentiamo? chiedo, godendomi l'aroma delizioso del
caff appena fatto.
Jaxon sogghigna. Potrei portarti io.
S, come no!
La signora Meriwether viene a ispezionarmi. Dopo colazione ti preparer un bagno caldo, poi
un altro bel cataplasma. Ti rimetteremo in forma in un battibaleno.
Grazie, signora Meriwether. Le sorrido.
Perch non andiamo tutti in sala da pranzo? propone lei versando della panna montata in una
ciotola.
Serve una mano, Sam? mi chiede Jaxon.
Se continui a trattarmi come un'invalida, ti prendo a calci ribatto con un ghigno che mi fa
dolere le guance.
Ora che so che sei capace di fare incantesimi, mi conviene stare in guardia.
La signora Meriwether ci guarda compiaciuta. Li seguo fino alla sala da pranzo e mi
immobilizzo. Non ho mai visto cos tanto cibo,  uno spettacolo meraviglioso.
 apparecchiato per quattro dico alla signora Meriwether.
S, cara. Tuo padre si unir a noi risponde facendomi l'occhiolino.
Devo sostenermi allo schienale di una sedia, tanta  la sorpresa. Non mi hanno neppure
permesso di parlare con lui, in questi ultimi giorni. Continuavano a dire che non capivano come facesse
a riprendersi cos in fretta e volevano fare altri esami. Immagino che gli incantesimi spezzati abbiano
un decorso diverso dalle normali malattie.
Non vede l'ora di riabbracciarti aggiunge, con un sorriso gentile.
Mi vengono le lacrime agli occhi e mi copro la bocca con la mano. Mi volto e inizio a
barcollare verso la porta sul retro.
Stai bene, Sam? chiede Jaxon venendomi dietro.
S! Devo solo prendere una cosa.
Corro a fatica sull'erba, vacillando e zoppicando, con le foglie secche che mi scricchiolano
sotto i piedi. Dimentico tutti i miei dolori appena entro in casa e mi precipito in cucina. Apro i pensili e
tiro fuori la tazza con su scritto PAP N.1. Non beve mai il suo caff, senza.
Esco di nuovo dalla porta sul retro, carica di aspettativa, e mi fermo. Sul tappetino vedo una
margherita gialla colta di fresco. Mi guardo intorno ma non vedo nessuno. Sorrido. Elijah.
Nota dell'autrice
Cotton apparteneva alla terza generazione di Mather in America, io alla quattordicesima. Lo so
fin da quando ero bambina, e non perch abbiamo lo stesso cognome e di lui parlano i libri di scuola,
ma perch me l'ha detto mia nonna, Claire Mather. La nonna mi ha mostrato la sua casa e mi ha
raccontato storie di presidenti, amori proibiti e grandi invenzioni. Ho visto i miei stessi occhi nei dipinti
degli antenati e ho apprezzato il loro senso dell'umorismo leggendo le loro lettere. Nella mia famiglia
la storia non  un ricordo lontano:  viva e pulsante.
I miei avi hanno fatto di tutto: hanno combattuto nella guerra d'indipendenza e sono
sopravvissuti al naufragio del Titanic. Sono un gruppo di persone bizzarro e variegato e hanno lasciato
il segno nella storia americana. Ma Cotton  sempre stato un personaggio controverso. Quando mio
padre era piccolo e studiava i processi alle streghe a scuola, i suoi compagni lo prendevano in giro per
il suo cognome.
Sono sempre stata incuriosita da questo famigerato Mather e dalle reazioni che scatenava nella
gente, anche dopo trecento anni. Perci ho iniziato a fare qualche ricerca. E quello che ho scoperto 
stato sorprendente. Cotton era un tipo molto pi complesso di quanto immaginassi: si batt per
diffondere il vaccino contro il vaiolo; scrisse il primo, vero romanzo true crime americano; condusse
uno dei pionieristici esperimenti nel campo dell'ibridazione delle piante e gioc un ruolo di
prim'ordine nella fondazione dell'universit di Yale. Molti scrittori dopo di lui hanno considerato i suoi
libri ineccepibili testimonianze della prima cultura dei puritani americani.
In Cotton non c'era quasi nulla di facilmente comprensibile: basti pensare che gli storici ancora
dibattono sul ruolo da lui avuto nei processi alle streghe, e non soltanto per la complessit del
personaggio, ma soprattutto perch i processi furono un vero e proprio uragano. E pi studiavo i misteri
di cui erano ammantati, pi volevo saperne. Perci sono andata di persona a Salem e ho cominciato a
ficcare il naso in giro.
Una delle prime cose che ho fatto, una volta arrivata in citt,  stata andare in libreria per
ordinare un libro fuori catalogo che parlava dei miei antenati. Quando per mi sono presentata
all'indirizzo di quella libreria, mi sono accorta che non si trattava di un negozio vero e proprio, ma di
una dimora privata piena di volumi. Ho riempito il modulo d'ordine e la proprietaria, vedendo il
cognome, mi ha detto: Mather, eh? Non  un cognome molto popolare, da queste parti. La cosa non
mi ha offesa. Anzi, mi ha intrigata. Nessuno aveva mai reagito cos nel leggere il mio cognome, prima
di allora. A Salem ero una persona cattiva per diritto di nascita.
In seguito ho capito che andarmene soltanto un po' in giro non sarebbe stato sufficiente. Volevo
trascorrere in citt qualche notte, farmi una vera idea di quel posto. Percorrevo strade di ciottoli
costeggiate da case nere, prendevo parte a tour guidati e mi facevo venire la pelle d'oca nel sentire tutti
gli aneddoti storici che riguardavano Salem (alcuni anche molto inquietanti). Ma non ero preparata al
bed and breakfast in cui ho deciso di alloggiare. Era situato in una vecchia villa con corridoi pieni di
spifferi e scalinate che cominciavano e si interrompevano quasi a caso. Bellissima, senza alcun dubbio.
Ma quando sono entrata nella mia camera, non potei fare a meno di pensare che ci fosse qualcosa che
non andava e mi guardavo continuamente alle spalle (e sotto il letto). Cos sono scesa alla reception e
ho chiesto se era possibile che quel posto fosse stregato. La donna dietro il banco ha annuito. Senza
alcun dubbio mi ha risposto, aggiungendo che lei stessa aveva una gran paura ogni volta che doveva
chiudere tutto da sola, la sera. Mi ha consigliato di guardare nel registro degli ospiti, se avessi voluto
saperne di pi sul fantasma. Ero tentata di lasciar perdere, ma ovviamente non sono riuscita a
trattenermi. Nel registro ho trovato pagine e pagine di testimonianze in cui gli ospiti dicevano di essersi
svegliati a causa di grida, di aver visto sedie a dondolo che si muovevano improvvisamente e messaggi
scritti sugli specchi del bagno. Venivano da tutto il mondo per alloggiare in questo posto infestato, e io,
senza volerlo, ci avevo prenotato una stanza.
Essendo una fifona, sono andata letteralmente fuori di testa. Ho dormito  a malapena  con un
occhio solo e la luce accesa. Ma pi tempo passavo a Salem, pi mi accorgevo che praticamente
ovunque andassi c'erano una casa infestata, una maledizione o un cimitero. Gli abitanti non ti
chiedevano se credevi ai fantasmi, ma piuttosto quando era stata l'ultima volta che ne avevi visto uno.
Dopo qualche giorno mi sono lasciata conquistare dal misterioso passato di quella citt e dai segreti che
racchiudeva. Perci ho deciso di scriverci un libro.
Con questa storia ho voluto dare spazio ad alcune delle affascinanti personalit storiche che ho
trovato a Salem e concedere loro una nuova voce. Gran parte (ma non tutta) della storia contenuta in
questo libro  accurata. Se in merito alla questione del sito delle impiccagioni esiste una spiegazione
migliore del saggio Where the Salem Witches Were Hanged, di Sidney Perley, io non l'ho trovata.
Comunque, le cause che hanno portato ai processi alle streghe di Salem sono pi complicate di quelle
da me esposte in questo libro di fantasia. Ma va bene cos, perch il mio romanzo non voleva essere
una rivisitazione storica pura e semplice, ma pi che altro uno spunto per iniziare a scoprire questa
pagina della nostra storia e, nello specifico, per mostrare il parallelismo tra le esecuzioni delle streghe a
Salem e il bullismo nelle scuole moderne.
Per capire meglio cosa abbia condotto ai processi alle streghe di Salem,  importante
considerare cosa sappiamo e come siamo venuti a saperlo. E poi dobbiamo esaminare la lente
d'ingrandimento attraverso la quale osserviamo quell'evento. Altrimenti diventa sin troppo semplice
agitare il dito contro la storia e gridare: Siete tutti pazzi... e i vostri abiti sembrano anche parecchio
scomodi.
Quando parlo delle cause che diedero vita ai processi alle streghe, nel mio libro mi sono presa
ovviamente delle libert artistiche. Il personaggio di Ann, per esempio,  solo vagamente ispirato alla
figura di Ann Putnam Jr., che aveva appena dodici anni quando sono iniziate le accuse (non una
ragazza come nel mio libro). La casa nera nel bosco  immaginaria, tuttavia esisteva davvero una
dimora del genere: apparteneva ai parenti di John Symonds (di cui si parla nel saggio di Perley e nel
diario della nonna di Sam) e dalle finestre era possibile vedere il sito delle esecuzioni (purtroppo oggi
questa casa non esiste pi). Inoltre gli scritti di Cotton e il ruolo da lui avuto nei processi sono stati
molto pi rilevanti di quanto non abbia detto nel mio romanzo.
In ogni caso, in questa storia potrete trovare molti luoghi di Salem che vale la pena visitare.
Anche se non tutti i siti storici sono ancora in piedi e qualche informazione  andata persa nel
tempo, la lezione che ci danno i processi resta importante: riassumendo in modo molto semplicistico,
furono l'incertezza sociale e la paura a creare un ambiente emotivamente instabile, nel quale le cose
sfuggirono di mano agli abitanti della Salem puritana. Alcuni cittadini vennero ostracizzati e usati a
mo' di esempio da alcuni gruppi di persone potenti, che la comunit ammirava e temeva. E una volta
che la collettivit cominciava a sostenere un'accusa di stregoneria, diventava quasi impossibile per
l'imputato sfuggire all'esecuzione.
Se un tempo le accuse di stregoneria erano la norma, oggi abbiamo il fenomeno del bullismo. E,
proprio come durante i processi, non sempre sono i soliti sospetti a essere presi di mira; pu succedere
a chiunque, e per qualsiasi motivo. Tuttavia questo pu accadere solo se la comunit  la scuola  
d'accordo. L'assenso del gruppo, cos come il silenzio di fronte alle prepotenze, sono fatali nello stesso
modo. Solo quando qualcuno si fa avanti  possibile interrompere questa catena. Non  la cosa pi
semplice del mondo, me ne rendo conto, ma i veri eroi corrono dei rischi. E non c' niente di pi eroico
della gentilezza: verso chi viene preso di mira, verso uno sconosciuto, verso un animale ferito.
Qualsiasi atto gentile ha importanza.
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FINE.
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Ringraziamenti.
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A volte capita un colpo di fortuna equivalente a vincere nello stesso giorno la lotteria e una
fornitura di ciambelle a vita. A me  capitato a Halloween del 2014, quando una qualche entit
superiore mi ha fatto conoscere Rosemary Stimola e Nancy Hinkel. Sono donne gentili, spiritose e
molto intelligenti, che sono onorata di poter chiamare amiche. Il fatto che Ro sia la mia agente e Nan la
mia editor  solo la ciliegina sulla torta. L'affetto e il rispetto che nutro per loro sono senza confini.
Aggiungo che la Knopf/Random House  un luogo magico dove tutti adorano i libri e alle pareti
sono appese centinaia di copertine. Sono particolarmente grata a Julia Maguire per il suo impegno e la
sua grande dedizione; senza di lei questo viaggio non sarebbe stato lo stesso. E tutta la squadra
continua sempre a impressionarmi. Barbara Marcus, Stephen Brown, Melanie Cecka, Dawn Ryan,
Artie Bennett, Janet Wygal, Lisa Leventer, Marianne Cohen, Trish Parcell, Alison Impey, Kim Lauber,
Mary McCue, Judith Haut, John Adamo, Dominique Cimina, Adrienne Waintraub: grazie per essere
persone incredibilmente creative e per aver sostenuto il mio lavoro.
Uno speciale ringraziamento va a Marilynne K. Roach, esperta storica di Salem. I suoi
straordinari libri hanno contribuito moltissimo a farmi comprendere la storia della citt.
Ora, prima che Ro vedesse questo manoscritto, quando ancora mi stavo chiedendo cosa
significasse veramente la parola trama, ho ricevuto un feedback preziosissimo da amici e familiari. Il
mio Right Club  Cristen Barnes, Leah Bries, Kristin Minter e Raj Velu  c' sempre stato, sin
dall'inizio. Cos come Frank e Claire Mather, Marcia Wood, Peter Ciccariello, Ron Wood, Linda Levy,
Candis Wood, Saul Levy, Mollie Warren, Allie Merriam, Meghan Best, Maggie Conlon, Nan Shipley,
Patrick Maloney, Matt Daddona, Michael McDonagh, Kara Barbieri, Geoffrey Gordon, Samantha
Joyce, Jeff Zentner e Kali Wallace. Un enorme grazie a Dani Bernfield per la generosit che ha
dimostrato sin dal primo giorno. E grazie ad Anya Remizova per avermi sempre sostenuta, ai miei gatti
per le loro coccole e a tutti i miei amici e familiari per il loro affetto.
Ma in verit non avrei mai scritto questo libro se non fosse stato per la mia mamma (Sandra
Mather) e il mio pirata (James Bird). Il modo in cui mi amano e mi incoraggiano  sorprendente. Il loro
sostegno incondizionato, peraltro, potrebbe anche essere malriposto, visto che sono un'inguaribile
ottimista e credo con tutta me stessa che ogni cosa sia possibile (due doti che uno di questi giorni
potrebbero farmi passare dei guai). Perci do la colpa a loro per qualsiasi follia dovessi commettere in
futuro. E li ringrazio con tutta me stessa per avermi concesso un buchetto nel mondo, uno spazio da
riempire di sogni. Per usare le parole di E.E. Cummings: Il tuo cuore lo porto con me. Lo porto nel mio.
...
.
...
FINE.